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Romani
(Ac 2:4; At 26:17-18)
Indirizzo e saluti
Tt 1:1-4; Ga 1:1-5
1:1 Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo,
messo a parte per il vangelo di Dio, 2 che egli aveva già
promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture 3
riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,
4 dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità
mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo, nostro Signore,
5 per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si
ottenga l'ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome
- 6 fra i quali siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo - 7
a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati a essere santi, grazia a
voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo.
I sentimenti di Paolo verso i cristiani
di Roma
(1Te 1:2-3, 8; 3:7-13) Ro 15:23-32
8 Prima di tutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo
riguardo a tutti voi, perché la vostra fede è divulgata in tutto il
mondo. 9 Dio, che servo nel mio spirito annunziando il vangelo
del Figlio suo, mi è testimone che faccio continuamente menzione di voi
10 chiedendo sempre nelle mie preghiere che in qualche modo
finalmente, per volontà di Dio, io riesca a venire da voi. 11
Infatti desidero vivamente vedervi per comunicarvi qualche carisma
affinché siate fortificati; 12 o meglio, perché quando sarò tra
di voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune,
voi e io.
13 Non voglio che ignoriate, fratelli, che molte volte mi sono
proposto di recarmi da voi (ma finora ne sono stato impedito) per avere
qualche frutto anche tra di voi, come fra le altre nazioni. 14 Io
sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come
verso gli ignoranti; 15 così, per quanto dipende da me, sono
pronto ad annunziare il vangelo anche a voi che siete a Roma.
Giustizia attraverso la fede, tema della
lettera
Mr 16:15-16; 1Co 1:18-24; Ro 3:21-25
16 Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di
Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco;
17 poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede,
com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».
I peccati dei pagani
(Sl 19:1-4; At 14:16-17)(Sl 81:11-12; Is 44:9-20)(Ef 4:17-19; 1P 4:3-5)
18 L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e
ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;
19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro,
avendolo Dio manifestato loro; 20 infatti le sue qualità
invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin
dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue;
perciò essi sono inescusabili, 21 perché, pur avendo conosciuto
Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son
dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è
ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, son diventati
stolti, 23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in
immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di
quadrupedi e di rettili.
24 Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i
desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi;
25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno
adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in
eterno. Amen.
26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le
loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura;
27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale
con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli
altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro
stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.
28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha
abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che
è sconveniente; 29 ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità,
cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode,
di malignità; 30 calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio,
insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai
genitori, 31 insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati.
32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che
fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche
approvano chi le commette.
Il giusto giudizio di Dio
(Mt 7:1-5; Ro 14:10-12) Ga 6:7-8 (Gm 1:22-25; Lu 12:47-48; At 10:34-35)
Ec 12:15-16
2:1 Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei
inescusabile; perché nel giudicare gli altri condanni te stesso; infatti
tu che giudichi, fai le stesse cose. 2 Ora noi sappiamo che il
giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. 3
Pensi tu, o uomo, che giudichi quelli che fanno tali cose e le fai tu
stesso, di scampare al giudizio di Dio? 4 Oppure disprezzi le
ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non
riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? 5 Tu,
invece, con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti
accumuli un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del
giusto giudizio di Dio. 6 Egli renderà a ciascuno secondo le sue
opere: 7 vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il
bene cercano gloria, onore e immortalità; 8 ma ira e indignazione
a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità
ubbidiscono all'ingiustizia. 9 Tribolazione e angoscia sopra ogni
uomo che fa il male; sul Giudeo prima e poi sul Greco; 10 ma
gloria, onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al
Greco; 11 perché davanti a Dio non c'è favoritismo.
12 Infatti, tutti coloro che hanno peccato senza legge periranno
pure senza legge; e tutti coloro che hanno peccato avendo la legge
saranno giudicati in base a quella legge; 13 perché non quelli
che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che
l'osservano saranno giustificati. 14 Infatti quando degli
stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste
dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a sé stessi; 15
essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori,
perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si
accusano o anche si scusano a vicenda. 16 Tutto ciò si vedrà nel
giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù
Cristo, secondo il mio vangelo.
Responsabilità dei Giudei davanti a Dio
Gr 8:8-9; Gm 4:16-17; Ro 14:13
17 Ora, se tu ti chiami Giudeo, ti riposi sulla legge, ti vanti
in Dio, 18 conosci la sua volontà, e sai distinguere ciò che è
meglio, essendo istruito dalla legge, 19 e ti persuadi di essere
guida dei ciechi, luce di quelli che sono nelle tenebre, 20
educatore degli insensati, maestro dei fanciulli, perché hai nella legge
la formula della conoscenza e della verità; 21 come mai dunque,
tu che insegni agli altri non insegni a te stesso? Tu che predichi: «Non
rubare!» rubi? 22 Tu che dici: «Non commettere adulterio!»
commetti adulterio? Tu che detesti gli idoli, ne spogli i templi? 23
Tu che ti vanti della legge, disonori Dio trasgredendo la legge? 24
Infatti, com'è scritto:
«Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra fra gli stranieri».
(Gr 4:4; Gv 1:47-49; Ro 4:11-12)(1Co
7:19; Ga 5:6)
25 La circoncisione è utile se tu osservi la legge; ma se tu sei
trasgressore della legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione.
26 Se l'incirconciso osserva le prescrizioni della legge, la sua
incirconcisione non sarà considerata come circoncisione? 27 Così
colui che è per natura incirconciso, se adempie la legge, giudicherà te,
che con la lettera e la circoncisione sei un trasgressore della legge.
28 Giudeo infatti non è colui che è tale all'esterno; e la
circoncisione non è quella esterna, nella carne; 29 ma Giudeo è
colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore,
nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non
dagli uomini, ma da Dio.
Privilegi dei Giudei
Ro 9:4-21; Mt 3:8-10
3:1 Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? Qual è l'utilità della
circoncisione? 2 Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a
loro furono affidate le rivelazioni di Dio. 3 Che vuol dire
infatti se alcuni sono stati increduli? La loro incredulità annullerà la
fedeltà di Dio? 4 No di certo! Anzi, sia Dio riconosciuto
veritiero e ogni uomo bugiardo, com'è scritto:
«Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole
e trionfi quando sei giudicato».
5 Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio,
che diremo? Che Dio è ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Parlo alla
maniera degli uomini.) 6 No di certo! Perché, altrimenti, come
potrà Dio giudicare il mondo?
7 Ma se per la mia menzogna la verità di Dio sovrabbonda a sua
gloria, perché sono ancora giudicato come peccatore? 8 Perché non
«facciamo il male affinché ne venga il bene», come da taluni siamo
calunniosamente accusati di dire? La condanna di costoro è giusta.
Universalità del peccato
(Ec 7:20; Gb 15:14-16; Ge 6:5, 11-12; Sl 14:1-3) Ga 3:22
9 Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché
abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al
peccato, 10 com'è scritto:
«Non c'è nessun giusto,
neppure uno.
11 Non c'è nessuno che capisca,
non c'è nessuno che cerchi Dio.
12 Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti.
Non c'è nessuno che pratichi la bontà,
no, neppure uno».
13 «La loro gola è un sepolcro aperto;
con le loro lingue hanno tramato frode».
«Sotto le loro labbra c'è un veleno di serpenti».
14 «La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza».
15 «I loro piedi sono veloci a spargere il sangue.
16 Rovina e calamità sono sul loro cammino
17 e non conoscono la via della pace».
18 «Non c'è timor di Dio davanti ai loro occhi».
19 Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a
quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto
il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; 20 perché
mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui;
infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato.
La giustificazione attraverso la fede in
Cristo
Is 53:11; At 10:43; 2Co 5:21; Ga 2:15-16; 3:8-14, 22-29; Ef 2:7-9
21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata
la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i
profeti: 22 vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in
Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione:
23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - 24
ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la
redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Dio lo ha prestabilito come
sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare
la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in
passato, 26 al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare
la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e
giustifichi colui che ha fede in Gesù.
27 Dov'è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle
opere? No, ma per la legge della fede; 28 poiché riteniamo che
l'uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. 29
Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non è egli anche il Dio degli
altri popoli? Certo, è anche il Dio degli altri popoli, 30 poiché
c'è un solo Dio, il quale giustificherà il circonciso per fede, e
l'incirconciso ugualmente per mezzo della fede.
31 Annulliamo dunque la legge mediante la fede? No di certo!
Anzi, confermiamo la legge.
La giustificazione attraverso la fede:
esempio di Abraamo e di Davide
(Ge 15:5-6; 17:9, ecc.) Ga 3:6-9, 29; Sl 32
4:1 Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia
ottenuto secondo la carne? 2 Poiché se Abraamo fosse stato
giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti
a Dio; 3 infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a
Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia». 4 Ora a chi
opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; 5
mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua
fede è messa in conto come giustizia.
6 Così pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Dio
mette in conto la giustizia senza opere, dicendo:
7 «Beati quelli le cui iniquità sono perdonate
e i cui peccati sono coperti.
8 Beato l'uomo al quale il Signore non addebita affatto il
peccato».
9 Questa beatitudine è soltanto per i circoncisi o anche per
gl'incirconcisi? Infatti diciamo che la fede fu messa in conto ad
Abraamo come giustizia. 10 In quale circostanza dunque gli fu
messa in conto? Quando era circonciso, o quando era incirconciso? Non
quando era circonciso, ma quando era incirconciso; 11 poi
ricevette il segno della circoncisione, quale sigillo della giustizia
ottenuta per la fede che aveva quando era incirconciso, affinché fosse
padre di tutti gl'incirconcisi che credono, in modo che anche a loro
fosse messa in conto la giustizia; 12 e fosse padre anche dei
circoncisi, di quelli che non solo sono circoncisi ma seguono anche le
orme della fede del nostro padre Abraamo quand'era ancora incirconciso.
Ga 3:8-18, 26-29; Eb 11:8-19
13 Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad
Abraamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla
giustizia che viene dalla fede. 14 Perché, se diventano eredi
quelli che si fondano sulla legge, la fede è resa vana e la promessa è
annullata; 15 poiché la legge produce ira; ma dove non c'è legge,
non c'è neppure trasgressione. 16 Perciò l'eredità è per fede,
affinché sia per grazia; in modo che la promessa sia sicura per tutta la
discendenza; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per
quella che discende dalla fede d'Abraamo. Egli è padre di noi tutti
17 (com'è scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni»)
davanti a colui nel quale credette, Dio, che fa rivivere i morti, e
chiama all'esistenza le cose che non sono. 18 Egli, sperando
contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo
quello che gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza».
19 Senza venir meno nella fede, egli vide che il suo corpo era
svigorito (aveva quasi cent'anni) e che Sara non era più in grado di
essere madre; 20 davanti alla promessa di Dio non vacillò per
incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio,
21 pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado
di compierlo. 22 Perciò gli fu messo in conto come giustizia.
23 Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo
in conto come giustizia, 24 ma anche per noi, ai quali sarà
pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato
dai morti Gesù, nostro Signore, 25 il quale è stato dato a causa
delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra
giustificazione.
Gli effetti della giustificazione
ottenuta per fede
1P 1:3-9 (1Gv 4:9-10; Ro 8:32)
5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo
di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche
avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi;
e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma
ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce
pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. 5
Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei
nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo
tempo, è morto per gli empi. 7 Difficilmente uno morirebbe per un
giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di
morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per
noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per
noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo
sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. 10 Se infatti,
mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la
morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo
salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo anche
in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale
abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.
Il peccato e la grazia
1Co 15:21-22, 45-49, 56-57; Ro 6:23
12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato
nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata
su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... 13 Poiché,
fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato
quando non c'è legge. 14 Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a
Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione
simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
15 Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la
trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia
di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo,
sono stati riversati abbondantemente su molti. 16 Riguardo al
dono non avviene quello che è avvenuto nel caso dell'uno che ha peccato;
perché dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato condanna,
mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni. 17
Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa
di quell'uno, tanto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e
del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell'uno
che è Gesù Cristo. 18 Dunque, come con una sola trasgressione la
condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di
giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli
uomini. 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i
molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno
solo, i molti saranno costituiti giusti. 20 La legge poi è
intervenuta a moltiplicare la trasgressione; ma dove il peccato è
abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché, come il
peccato regnò mediante la morte, così pure la grazia regni mediante la
giustizia a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.
Morire con Cristo per rinascere in Cristo
Cl 2:11-13; 3:1-10; Ga 2:19-20; 1P 4:1-2
6:1 Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la
grazia abbondi? 2 No di certo! Noi che siamo morti al peccato,
come vivremmo ancora in esso?
3 O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in
Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Siamo
dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte,
affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria
del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. 5
Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla
sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. 6
Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui
affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al
peccato; 7 infatti colui che è morto, è libero dal peccato. 8
Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, 9
sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non
ha più potere su di lui. 10 Poiché il suo morire fu un morire al
peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. 11
Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio,
in Cristo Gesù.
12 Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per
ubbidire alle sue concupiscenze; 13 e non prestate le vostre
membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a
Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di
giustizia a Dio;
14 infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non
siete sotto la legge ma sotto la grazia.
(Gv 8:31-36; Ro 7:4-6) Tt 2:11-14
15 Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la
legge ma sotto la grazia? No di certo!
16 Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per
ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che
conduce alla morte o dell'ubbidienza che conduce alla giustizia? 17
Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete
ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata
trasmessa; 18 e, liberati dal peccato, siete diventati servi
della giustizia. 19 Parlo alla maniera degli uomini, a causa
della debolezza della vostra carne; poiché, come già prestaste le vostre
membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità per commettere
l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della
giustizia per la santificazione. 20 Perché quando eravate schiavi
del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. 21 Quale
frutto dunque avevate allora? Di queste cose ora vi vergognate, poiché
la loro fine è la morte. 22 Ma ora, liberati dal peccato e fatti
servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la
vita eterna; 23 perché il salario del peccato è la morte, ma il
dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
L'affrancamento del cristiano dalla legge
Ef 5:25-31 (Ga 2:19-20; Ro 6:14, ecc.)
7:1 O ignorate forse, fratelli (poiché parlo a persone che hanno
conoscenza della legge), che la legge ha potere sull'uomo per tutto il
tempo ch'egli vive? 2 Infatti la donna sposata è legata per legge
al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, è sciolta dalla legge
che la lega al marito. 3 Perciò, se lei diventa moglie di un
altro uomo mentre il marito vive, sarà chiamata adultera; ma se il
marito muore, ella è libera da quella legge; così non è adultera se
diventa moglie di un altro uomo. 4 Così, fratelli miei, anche voi
siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo,
per appartenere a un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti,
affinché portiamo frutto a Dio. 5 Infatti, mentre eravamo nella
carne, le passioni peccaminose, risvegliate dalla legge, agivano nelle
nostre membra allo scopo di portare frutto per la morte; 6 ma ora
siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che
ci teneva soggetti, per servire nel nuovo regime dello Spirito e non in
quello vecchio della lettera.
Il ruolo della legge
Ro 5:20; 3:19-20; 4:15; Ga 3:21-22
7 Che cosa diremo dunque? La legge è peccato? No di certo! Anzi,
io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge; poiché
non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non
concupire». 8 Ma il peccato, còlta l'occasione, per mezzo del
comandamento, produsse in me ogni concupiscenza; perché senza la legge
il peccato è morto. 9 Un tempo io vivevo senza legge; ma, venuto
il comandamento, il peccato prese vita e io morii; 10 e il
comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a
morte. 11 Perché il peccato, còlta l'occasione per mezzo del
comandamento, mi trasse in inganno e, per mezzo di esso, mi uccise.
12 Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono.
13 Ciò che è buono, diventò dunque per me morte? No di certo! È
invece il peccato che mi è diventato morte, perché si rivelasse come
peccato, causandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per
mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante.
La legge del peccato
Ga 5:16-25; Ro 8:1-4
14 Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono
carnale, venduto schiavo al peccato. 15 Poiché, ciò che faccio,
io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio
quello che odio. 16 Ora, se faccio quello che non voglio, ammetto
che la legge è buona; 17 allora non sono più io che lo faccio, ma
è il peccato che abita in me. 18 Difatti, io so che in me, cioè
nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere,
ma il modo di compiere il bene, no. 19 Infatti il bene che
voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20
Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma
è il peccato che abita in me. 21 Mi trovo dunque sotto questa
legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. 22
Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore,
23 ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro
la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato
che è nelle mie membra. 24 Me infelice! Chi mi libererà da questo
corpo di morte? 25 Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù
Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di
Dio, ma con la carne la legge del peccato.
La liberazione per opera dello Spirito
Santo
(Ga 3:13-14; Ro 6:22-23) Ga 5:16-25; 6:8
8:1 Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in
Cristo Gesù, 2 perché la legge dello Spirito della vita in Cristo
Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. 3
Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva
impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a
carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella
carne, 4 affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in
noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
5 Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose
della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle
cose dello Spirito. 6 Ma ciò che brama la carne è morte, mentre
ciò che brama lo Spirito è vita e pace; 7 infatti ciò che brama
la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di
Dio e neppure può esserlo; 8 e quelli che sono nella carne non
possono piacere a Dio.
9 Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito
di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,
egli non appartiene a lui. 10 Ma se Cristo è in voi, nonostante
il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della
giustificazione. 11 Se lo Spirito di colui che ha risuscitato
Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai
morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito
che abita in voi.
Cl 3:1-6; Ga 4:4-7
12 Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per
vivere secondo la carne; 13 perché se vivete secondo la carne voi
morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi
vivrete; 14 infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito
di Dio, sono figli di Dio. 15 E voi non avete ricevuto uno
spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo
Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» 16
Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli
di Dio. 17 Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e
coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche
glorificati con lui.
La speranza gloriosa dei figli di Dio
1Gv 3:1-3; 2Co 4:16-18; 5:1-5; 2P 3:13 (Gd 20-21)
18 Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non
siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro
riguardo. 19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la
manifestazione dei figli di Dio; 20 perché la creazione è stata
sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui
che ve l'ha sottoposta, 21 nella speranza che anche la creazione
stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella
gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino a
ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; 23 non solo essa,
ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di
noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. 24
Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si
vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe
ancora? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, l'aspettiamo con
pazienza.
26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra
debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito
intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui
che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli
intercede per i santi secondo il volere di Dio.
Il risultato benefico dell'amore di Dio
Ef 1:3-12 (Ro 5:1-11; Is 50:8-9; Gv 10:27-30)
28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che
amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. 29
Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere
conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito
tra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati li ha pure
chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che
ha giustificati li ha pure glorificati.
31 Che diremo dunque riguardo a queste cose?
Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? 32 Colui che non ha
risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci
donerà forse anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli
eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi li
condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato,
è alla destra di Dio e anche intercede per noi. 35 Chi ci
separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia,
la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36
Com'è scritto:
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;
siamo stati considerati come pecore da macello».
37 Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in
virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti sono persuaso che né
morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose
future, 39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra
creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù,
nostro Signore.
I sentimenti di Paolo verso Israele
Ro 10:1; 11:28-29; 3:1-2; 1:1-4
9:1 Dico la verità in Cristo, non mento - poiché la mia coscienza
me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo - 2 ho una grande
tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore; 3 perché io
stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei
fratelli, miei parenti secondo la carne, 4 cioè gli Israeliti, ai
quali appartengono l'adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il
servizio sacro e le promesse; 5 ai quali appartengono i padri e
dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le
cose Dio benedetto in eterno. Amen!
(Ge 21:1-12; Ga 4:22-31)(Ge 25:21-26; Eb
11:8-9)
6 Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; infatti non
tutti i discendenti d'Israele sono Israele; 7 né per il fatto di
essere stirpe d'Abraamo, sono tutti figli d'Abraamo; anzi: «È in
Isacco che ti sarà riconosciuta una discendenza». 8 Cioè, non
i figli della carne sono figli di Dio; ma i figli della promessa sono
considerati come discendenza. 9 Infatti, questa è la parola della
promessa: «In questo tempo verrò, e Sara avrà un figlio». 10
Ma c'è di più! Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe
concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre; 11
poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o
del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo
elezione, 12 che dipende non da opere, ma da colui che chiama) le
fu detto:
«Il maggiore servirà il minore»; 13 com'è scritto:
«Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù».
Sovranità di Dio
(Es 9:15-16; Is 6:9-13)(Is 45:9; Gr 18:1-6)(Sl 62:12; 145:17) Ro 11:22,
30-36
14 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo!
15 Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò
misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». 16
Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa
misericordia. 17 La Scrittura infatti dice al faraone: «Appunto
per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché
il mio nome sia proclamato per tutta la terra». 18 Così
dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.
19 Tu allora mi dirai: «Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi
può resistere alla sua volontà?» 20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu
che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò:
«Perché mi hai fatta così?» 21 Il vasaio non è forse padrone
dell'argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un
altro per uso ignobile? 22 Che c'è da contestare se Dio, volendo
manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con
grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, 23 e
ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di
misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, 24 cioè
verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche
fra gli stranieri? 25 Così egli dice appunto in Osea: «Io
chiamerò "mio popolo" quello che non era mio popolo e "amata" quella che
non era amata»; 26 e «avverrà che nel luogo dov'era stato
detto: "Voi non siete mio popolo", là saranno chiamati "figli del Dio
vivente"». 27 Isaia poi esclama riguardo a Israele:
«Anche se il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del
mare,
solo il resto sarà salvato;
28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra in
modo rapido e definitivo».
29 Come Isaia aveva detto prima:
«Se il Signore degli eserciti
non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo diventati come Sodoma
e saremmo stati simili a Gomorra».
Israele e la giustizia che si ottiene per
fede
Ro 10:3, 16-21; 1P 2:6-10
30 Che diremo dunque? Diremo che degli stranieri, i quali non
ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la
giustizia che deriva dalla fede; 31 mentre Israele, che ricercava
una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge. 32 Perché?
Perché l'ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella
pietra d'inciampo, 33 come è scritto:
«Ecco, io metto in Sion un sasso d'inciampo
e una pietra di scandalo;
ma chi crede in lui non sarà deluso».
Ro 9:1-5, 31-33; 3:19-29; Ga 3:8-14,
21-29
10:1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a
Dio per loro è che siano salvati. 2 Io rendo loro testimonianza
infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza. 3
Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la
propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio; 4 poiché
Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro
che credono.
5 Infatti Mosè descrive così la giustizia che viene dalla legge:
«L'uomo che farà quelle cose, vivrà per esse». 6 Invece la
giustizia che viene dalla fede dice così: «Non dire in cuor tuo: "Chi
salirà in cielo?" (questo è farne scendere Cristo) né: 7 "Chi
scenderà nell'abisso?"» (questo è far risalire Cristo dai morti).
8 Che cosa dice invece? «La parola è vicino a te, nella tua bocca
e nel tuo cuore»: questa è la parola della fede che noi annunziamo;
9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e
avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai
salvato; 10 infatti con il cuore si crede per ottenere la
giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. 11
Difatti la Scrittura dice:
«Chiunque crede in lui, non sarà deluso».
12 Poiché non c'è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo
stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13
Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.
Mr 16:15-16, 20; At 13:45-49; Is 49:4-6
14 Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E
come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come
potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunzi? 15 E come
annunzieranno se non sono mandati? Com'è scritto:
«Quanto sono belli
i piedi di quelli che annunziano buone notizie!»
16 Ma non tutti hanno ubbidito alla buona notizia; Isaia infatti
dice:
«Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?»
17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta
viene dalla parola di Cristo.
18 Ma io dico: forse non hanno udito? Anzi,
la loro voce è andata per tutta la terra
e le loro parole fino agli estremi confini del mondo.
19 Allora dico: forse Israele non ha compreso? Mosè per primo
dice: «Io vi renderò gelosi di una nazione che non è nazione; contro
una nazione senza intelligenza provocherò il vostro sdegno». 20
Isaia poi osa affermare:
«Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano;
mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me».
21 Ma riguardo a Israele afferma:
«Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e
contestatore».
Dio non ha rinnegato il suo popolo
1S 12:22-25; 1R 19:9-18; Is 6:9-13
11:1 Dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di
certo! Perché anch'io sono Israelita, della discendenza d'Abraamo, della
tribù di Beniamino. 2 Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha
preconosciuto. Non sapete ciò che la Scrittura dice a proposito di Elia?
Come si rivolse a Dio contro Israele, dicendo: 3 «Signore,
hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono
rimasto solo e vogliono la mia vita»? 4 Ma che cosa gli
rispose la voce divina? «Mi sono riservato settemila uomini che non
hanno piegato il ginocchio davanti a Baal». 5 Così anche al
presente, c'è un residuo eletto per grazia. 6 Ma se è per grazia,
non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia.
7 Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto;
mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti,
8 com'è scritto:
«Dio ha dato loro uno spirito di torpore,
occhi per non vedere
e orecchie per non udire,
fino a questo giorno».
9 E Davide dice:
«La loro mensa sia per loro una trappola,
una rete,
un inciampo e una retribuzione.
10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano
e rendi curva la loro schiena per sempre».
Avvertimento rivolto ai credenti
stranieri
(Mt 21:40-43; Ef 2:7-13)(1Co 4:7; 10:11-12) Za 1:17; 8:13
11 Ora io dico: sono forse inciampati perché cadessero? No di
certo! Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta agli stranieri
per provocare la loro gelosia. 12 Ora, se la loro caduta è una
ricchezza per il mondo e la loro diminuzione è una ricchezza per gli
stranieri, quanto più lo sarà la loro piena partecipazione! 13
Parlo a voi, stranieri; in quanto sono apostolo degli stranieri faccio
onore al mio ministero, 14 sperando in qualche maniera di
provocare la gelosia di quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni.
15 Infatti, se il loro ripudio è stato la riconciliazione del mondo,
che sarà la loro riammissione, se non un rivivere dai morti?
16 Se la primizia è santa, anche la massa è santa; se la radice è
santa, anche i rami sono santi. 17 Se alcuni rami sono stati
troncati, mentre tu, che sei olivo selvatico, sei stato innestato al
loro posto e sei diventato partecipe della radice e della linfa
dell'olivo, 18 non insuperbirti contro i rami; ma, se
t'insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice
che porta te. 19 Allora tu dirai: «Sono stati troncati i rami
perché fossi innestato io». 20 Bene: essi sono stati troncati per
la loro incredulità e tu rimani stabile per la fede; non insuperbirti,
ma temi. 21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non
risparmierà neppure te. 22 Considera dunque la bontà e la
severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di
te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti,
anche tu sarai reciso. 23 Allo stesso modo anche quelli, se non
perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la
potenza di innestarli di nuovo. 24 Infatti se tu sei stato
tagliato dall'olivo selvatico per natura e sei stato contro natura
innestato nell'olivo domestico, quanto più essi, che sono i rami
naturali, saranno innestati nel loro proprio olivo.
La salvezza futura d'Israele
Is 59:19-21; Gr 31:31-40; Ez 36:23, ecc.; Ez 37; Os 3:4-5; Is 54:7-10;
cfr. Is 66:8
25 Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero,
affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una
parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri;
26 e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto:
«Il liberatore verrà da Sion.
27 Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà;
e questo sarà il mio patto con loro,
quando toglierò via i loro peccati».
28 Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa
vostra; ma per quanto concerne l'elezione, sono amati a causa dei loro
padri; 29 perché i carismi e la vocazione di Dio sono
irrevocabili. 30 Come in passato voi siete stati disubbidienti a
Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, 31
così anch'essi sono stati ora disubbidienti, affinché, per la
misericordia a voi usata, ottengano anch'essi misericordia. 32
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia
a tutti.
33 Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza
di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue
vie! 34 Infatti,
«chi ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi è stato suo consigliere?
35 O chi gli ha dato qualcosa per primo,
sì da riceverne il contraccambio?»
36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui sia la gloria in eterno. Amen.
La consacrazione a Dio
1Co 6:19-20 (1Co 12; Ef 4:1-16; 1P 4:10-11)
12:1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a
presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio;
questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo
mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente,
affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la
buona, gradita e perfetta volontà.
3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno
di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve
avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che
Dio ha assegnata a ciascuno. 4 Poiché, come in un solo corpo
abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione,
5 così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e,
individualmente, siamo membra l'uno dell'altro. 6 Avendo pertanto
carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo
carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; 7 se
di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare;
8 se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità;
chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le
faccia con gioia.
La vita cristiana
1P 3:8-12; 4:7-9; 5:5; Eb 13:1-3, 16
9 L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi
fermamente al bene. 10 Quanto all'amore fraterno, siate pieni di
affetto gli uni per gli altri. Quanto all'onore, fate a gara nel
rendervelo reciprocamente. 11 Quanto allo zelo, non siate pigri;
siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 siate
allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera, 13 provvedendo alle necessità dei santi, esercitando
con premura l'ospitalità.
14 Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite.
15 Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli
che piangono. 16 Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non
aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi
stimate saggi da voi stessi.
Mt 5:38-48; Pr 25:21-22
17 Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il
bene davanti a tutti gli uomini. 18 Se è possibile, per quanto
dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. 19 Non fate
le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché
sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il
Signore. 20 Anzi, «se il tuo nemico ha fame, dagli da
mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai
dei carboni accesi sul suo capo». 21 Non lasciarti vincere
dal male, ma vinci il male con il bene.
La sottomissione alle autorità
1P 2:13-17; Pr 24:21-22; Lu 20:20-26
13:1 Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché
non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono
stabilite da Dio. 2 Perciò chi resiste all'autorità si oppone
all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una
condanna; 3 infatti i magistrati non sono da temere per le opere
buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l'autorità? Fa' il bene e
avrai la sua approvazione, 4 perché il magistrato è un ministro
di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta
la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta
punizione a chi fa il male. 5 Perciò è necessario stare
sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo
di coscienza.
6 È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché
essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di
Dio. 7 Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi
è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore;
l'onore a chi l'onore.
Amore del prossimo
Mt 22:35-40; Ga 5:14; 1Gv 3:11-23; cfr. Lu 10:29-37
8 Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni
gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. 9
Infatti il «non commettere adulterio», «non uccidere», «non rubare»,
«non concupire» e qualsiasi altro comandamento si riassumono in
questa parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». 10
L'amore non fa nessun male al prossimo; l'amore quindi è l'adempimento
della legge.
Vigilanza nella vita cristiana
1Te 5:4-10; Ef 5:3-18
11 E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora
ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più
vicina di quando credemmo. 12 La notte è avanzata, il giorno è
vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi
della luce. 13 Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno,
senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza; senza
contese e gelosie; 14 ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e
non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.
Esortazione alla tolleranza
Ro 15:1-7; 1Co 4:3-5; 8:7; Cl 2:16
14:1 Accogliete colui che è debole nella fede, ma non per
sentenziare sui suoi scrupoli.
2 Uno crede di poter mangiare di tutto, mentre l'altro che è
debole, mangia legumi. 3 Colui che mangia di tutto non disprezzi
colui che non mangia di tutto; e colui che non mangia di tutto non
giudichi colui che mangia di tutto, perché Dio lo ha accolto. 4
Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Se sta in piedi o se cade è
cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto in piedi, perché
il Signore è potente da farlo stare in piedi.
5 Uno stima un giorno più di un altro; l'altro stima tutti i
giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente.
6 Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia
di tutto, lo fa per il Signore, poiché ringrazia Dio; e chi non mangia
di tutto fa così per il Signore, e ringrazia Dio. 7 Nessuno di
noi infatti vive per sé stesso, e nessuno muore per sé stesso; 8
perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il
Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. 9
Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il
Signore sia dei morti sia dei viventi. 10 Ma tu, perché giudichi
tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi tuo fratello? Poiché tutti
compariremo davanti al tribunale di Dio; 11 infatti sta scritto:
«Come è vero che vivo», dice il Signore,
«ogni ginocchio si piegherà davanti a me,
e ogni lingua darà gloria a Dio».
12 Quindi ciascuno di noi renderà conto di sé stesso a Dio.
1Co 8; 10:23-33
13 Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; decidetevi
piuttosto a non porre inciampo sulla via del fratello, né a essere per
lui un'occasione di caduta. 14 Io so e sono persuaso nel Signore
Gesù che nulla è impuro in sé stesso; però se uno pensa che una cosa è
impura, per lui è impura. 15 Ora, se a motivo di un cibo tuo
fratello è turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere, con
il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! 16 Ciò che è bene
per voi non sia dunque oggetto di biasimo; 17 perché il regno di
Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia
nello Spirito Santo. 18 Poiché chi serve Cristo in questo, è
gradito a Dio e approvato dagli uomini. 19 Cerchiamo dunque di
conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca
edificazione. 20 Non distruggere, per un cibo, l'opera di Dio.
Certo, tutte le cose sono pure; ma è male quando uno mangia dando
occasione di peccato. 21 È bene non mangiar carne, né bere vino,
né far nulla che possa essere occasione di caduta al fratello. 22
Tu, la fede che hai, serbala per te stesso, davanti a Dio. Beato colui
che non condanna sé stesso in quello che approva. 23 Ma chi ha
dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta
non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è
peccato.
Compiacere al prossimo
Ro 14:13-23; Fl 2:1-5
15:1 Or noi, che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze
dei deboli e non compiacere a noi stessi. 2 Ciascuno di noi
compiaccia al prossimo, nel bene, a scopo di edificazione. 3
Infatti anche Cristo non compiacque a sé stesso; ma come è scritto:
«Gli insulti di quelli che ti oltraggiano sono caduti sopra di me».
4 Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per
nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che
ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza.
5 Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver
tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, 6 affinché
di un solo animo e d'una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del
nostro Signore Gesù Cristo. 7 Perciò accoglietevi gli uni gli
altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio.
La buona novella è per tutti gli uomini
At 3:25-26; Ef 2:11-19
8 Infatti io dico che Cristo è diventato servitore dei circoncisi
a dimostrazione della veracità di Dio per confermare le promesse fatte
ai padri; 9 mentre gli stranieri onorano Dio per la sua
misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti celebrerò tra le nazioni
e canterò le lodi al tuo nome».
10 E ancora:
«Rallegratevi, o nazioni, con il suo popolo».
11 E altrove:
«Nazioni, lodate tutte il Signore;
tutti i popoli lo celebrino».
12 Di nuovo Isaia dice:
«Spunterà una radice di Iesse,
colui che sorgerà a governare le nazioni;
in lui spereranno le nazioni».
13 Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni
pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza
dello Spirito Santo.
Riflessioni di Paolo sul suo apostolato;
i viaggi che l'apostolo intende fare
1Co 15:10; 2Co 12:12; 10:13-18
14 Ora, fratelli miei, io pure sono persuaso, a vostro riguardo,
che anche voi siete pieni di bontà, ricolmi di ogni conoscenza, capaci
anche di ammonirvi a vicenda. 15 Ma vi ho scritto un po'
arditamente su alcuni punti, per ricordarveli di nuovo, a motivo della
grazia che mi è stata fatta da Dio, 16 di essere un ministro di
Cristo Gesù tra gli stranieri, esercitando il sacro servizio del vangelo
di Dio, affinché gli stranieri diventino un'offerta gradita, santificata
dallo Spirito Santo.
17 Ho dunque di che vantarmi in Cristo Gesù, per quel che
concerne le cose di Dio. 18 Non oserei infatti parlare di cose
che Cristo non avesse operato per mio mezzo allo scopo di condurre i
pagani all'ubbidienza, con parole e opere, 19 con la potenza di
segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito Santo. Così da
Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria ho predicato dappertutto il
vangelo di Cristo, 20 avendo l'ambizione di predicare il vangelo
là dove non era ancora stato portato il nome di Cristo, per non
costruire sul fondamento altrui, 21 ma com'è scritto:
«Coloro ai quali nulla era stato annunziato di lui, lo vedranno;
e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».
Ro 1:9-15 (2Co 8; 9)
22 Per questa ragione appunto sono stato tante volte impedito di
venire da voi; 23 ma ora, non avendo più campo d'azione in queste
regioni, e avendo già da molti anni un gran desiderio di venire da voi,
24 quando andrò in Spagna, spero, passando, di vedervi e di
essere aiutato da voi a raggiungere quella regione, dopo aver goduto
almeno un po' della vostra compagnia.
25 Per ora vado a Gerusalemme, a rendere un servizio ai santi,
26 perché la Macedonia e l'Acaia si sono compiaciute di fare una
colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme. 27 Si
sono compiaciute, ma esse sono anche in debito nei loro confronti;
infatti se gli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni
spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali.
28 Quando dunque avrò compiuto questo servizio e consegnato il
frutto di questa colletta, andrò in Spagna passando da voi; 29 e
so che, venendo da voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di
Cristo.
30 Ora, fratelli, vi esorto, per il Signore nostro Gesù Cristo e
per l'amore dello Spirito, a combattere con me nelle preghiere che
rivolgete a Dio in mio favore, 31 perché io sia liberato dagli
increduli di Giudea, e il mio servizio per Gerusalemme sia gradito ai
santi, 32 in modo che, se piace a Dio, io possa venire da voi con
gioia ed essere confortato insieme con voi. 33 Or il Dio della
pace sia con tutti voi. Amen.
Saluti ed esortazione all'amore fraterno
3Gv 5-8 (At 18:2-3, 18, 26; 1Co 16:19-20)
16:1 Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della
chiesa di Cencrea, 2 perché la riceviate nel Signore, in modo
degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa
aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e
anche a me.
3 Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù,
4 i quali hanno rischiato la vita per me; a loro non io soltanto
sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. 5 Salutate
anche la chiesa che si riunisce in casa loro. Salutate il mio caro
Epeneto, che è la primizia dell'Asia per Cristo. 6 Salutate
Maria, che si è molto affaticata per voi. 7 Salutate Andronico e
Giunia, miei parenti e compagni di prigionia, i quali si sono segnalati
fra gli apostoli ed erano in Cristo già prima di me. 8 Salutate
Ampliato, che mi è caro nel Signore. 9 Salutate Urbano, nostro
collaboratore in Cristo, e il mio caro Stachi. 10 Salutate
Apelle, che ha dato buona prova in Cristo. Salutate quelli di casa
Aristobulo. 11 Salutate Erodione, mio parente. Salutate quelli di
casa Narcisso che sono nel Signore. 12 Salutate Trifena e
Trifosa, che si affaticano nel Signore. Salutate la cara Perside che si
è affaticata molto nel Signore. 13 Salutate Rufo, l'eletto nel
Signore e sua madre, che è anche mia. 14 Salutate Asincrito,
Flegonte, Erme, Patroba, Erma, e i fratelli che sono con loro. 15
Salutate Filologo e Giulia, Nereo e sua sorella, Olimpa e tutti i santi
che sono con loro. 16 Salutatevi gli uni gli altri con un santo
bacio.
Tutte le chiese di Cristo vi salutano.
1Ti 6:3-5; Tt 3:9-11; 2P 2:1-3
17 Ora vi esorto, fratelli, a tener d'occhio quelli che provocano
le divisioni e gli scandali in contrasto con l'insegnamento che avete
ricevuto. Allontanatevi da loro. 18 Costoro, infatti, non servono
il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre; e con dolce e
lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici. 19 Quanto a
voi, la vostra ubbidienza è nota a tutti. Io mi rallegro dunque per voi,
ma desidero che siate saggi nel bene e incontaminati dal male. 20
Il Dio della pace stritolerà presto Satana sotto i vostri piedi. La
grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.
Ef 3:5-11, 20-21; Gd 24-25
21 Timoteo, mio collaboratore, vi saluta e vi salutano anche
Lucio, Giasone e Sosipatro, miei parenti. 22 Io, Terzio, che ho
scritto la lettera, vi saluto nel Signore. 23 Gaio, che ospita me
e tutta la chiesa, vi saluta. Erasto, il tesoriere della città e il
fratello Quarto vi salutano. 24 [La grazia del nostro Signore
Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen.]
25 A colui che può fortificarvi secondo il mio vangelo e il
messaggio di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che
fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti, 26 ma che ora è
rivelato e reso noto mediante le Scritture profetiche, per ordine
dell'eterno Dio, a tutte le nazioni perché ubbidiscano alla fede, 27
a Dio, unico in saggezza, per mezzo di Gesù Cristo sia la gloria nei
secoli dei secoli.
Amen.
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