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Atti
(Lu 24:47; Gv 14:12; Is 49:6)
Introduzione. Ascensione di Gesù
Lu 1:1-4; 24:33-51 (Mt 28:18-20; Mr 16:15-19) Ef 4:8-10
1:1 Nel mio primo libro, o Teofilo, ho parlato di tutto quello
che Gesù cominciò a fare e a insegnare, 2 fino al giorno che fu
elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle
istruzioni agli apostoli che aveva scelti.
3 Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con
molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando
delle cose relative al regno di Dio.
4 Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da
Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, «la
quale», egli disse, «avete udita da me. 5 Perché Giovanni
battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non
molti giorni». 6 Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono:
«Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» 7
Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che
il Padre ha riservato alla propria autorità. 8 Ma riceverete
potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni
in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità
della terra».
9 Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una
nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. 10 E come
essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due
uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: 11
«Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù,
che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella
medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».
L'attesa dello Spirito Santo
Lu 24:49-53; Sl 133; Mt 18:19-20
12 Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato
dell'Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin
di sabato. 13 Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra
dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea,
Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d'Alfeo e Simone lo
Zelota, e Giuda di Giacomo. 14 Tutti questi perseveravano
concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con
i fratelli di lui.
Mattia scelto al posto di Giuda
(Gv 12:4-6; Mt 26:14-16, 46-50; 27:3-10) Pr 16:33
15 In quei giorni, Pietro, alzatosi in mezzo ai fratelli (il
numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse:
16 «Fratelli, era necessario che si adempisse la profezia della
Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a
Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù. 17 Perché
egli era uno di noi e aveva ricevuto la sua parte di questo ministero.
18 Egli dunque acquistò un campo con il salario della sua
iniquità; poi, essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte
le sue interiora si sparsero. 19 Questo è divenuto così noto a
tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nella
loro lingua, "Acheldama", cioè, "Campo di sangue". 20 Infatti sta
scritto nel libro dei Salmi:
"La sua dimora diventi deserta
e più nessuno abiti in essa";
e:
"Il suo incarico lo prenda un altro".
21 Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra
compagnia tutto il tempo che il Signore Gesù visse con noi, 22 a
cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno che egli, tolto da
noi, è stato elevato in cielo, uno diventi testimone con noi della sua
risurrezione».
23 Essi ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, che era
soprannominato Giusto, e Mattia. 24 Poi in preghiera dissero:
«Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due
hai scelto 25 per prendere in questo ministero apostolico il
posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo». 26
Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra
gli undici apostoli.
La Pentecoste: lo Spirito Santo scende
dal cielo
(Gl 2:28-32; Mt 3:11; Gv 14:16-17, 26) Gv 7:37-39; 1Co 12:13
2:1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme
nello stesso luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono
come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi
erano seduti. 3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si
dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 4 Tutti furono
riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come
lo Spirito dava loro di esprimersi.
5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di
ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Quando avvenne quel suono,
la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare
nella propria lingua. 7 E tutti stupivano e si meravigliavano,
dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? 8 Come mai
li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? 9
Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e
della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della
Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini
romani, 11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo
parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». 12 Tutti
stupivano ed erano perplessi chiedendosi l'uno all'altro: «Che cosa
significa questo?» 13 Ma altri li deridevano e dicevano: «Sono
pieni di vino dolce».
Discorso di Pietro alla Pentecoste
14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e
parlò loro così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto
questo, e ascoltate attentamente le mie parole. 15 Questi non
sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del
giorno; 16 ma questo è quanto fu annunziato per mezzo del profeta
Gioele:
17 "Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io
spanderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,
i vostri giovani avranno delle visioni,
e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.
18 Anche sui miei servi e sulle mie serve,
in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno.
19 Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra,
sangue e fuoco, e vapore di fumo.
20 Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in sangue,
prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.
21 E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del
Signore sarà salvato".
(At 1:8; Lu 24:47)(At 3:13-26; 10:34-43;
13:23-41)
22 «Uomini d'Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno,
uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e
segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben
sapete, 23 quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il
determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui,
inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; 24 ma Dio lo risuscitò,
avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era
possibile che egli fosse da essa trattenuto. 25 Infatti Davide
dice di lui:
"Io ho avuto il Signore continuamente davanti agli occhi,
perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.
26 Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua
ha giubilato
e anche la mia carne riposerà nella speranza;
27 perché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades,
e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.
28 Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita.
Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza".
29 Fratelli, si può ben dire liberamente riguardo al patriarca
Davide, che egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al giorno
d'oggi tra di noi. 30 Egli dunque, essendo profeta e sapendo che
Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto
sedere uno dei suoi discendenti, 31 previde la risurrezione di
Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno
dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione.
32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo
testimoni. 33 Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di
Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso
quello che ora vedete e udite. 34 Davide infatti non è salito in
cielo; eppure egli stesso dice:
«Il Signore ha detto al mio Signore:
"Siedi alla mia destra,
35 finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei
tuoi piedi"».
36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha
costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
Le prime conversioni
Za 12:10; Gv 16:8; At 4:4, 32-37; Lu 5:10
37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a
Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»
38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato
nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi
riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la
promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per
quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». 40 E con molte altre
parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa
perversa generazione».
41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in
quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.
42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli
apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle
preghiere. 43 Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni
erano fatti dagli apostoli. 44 Tutti quelli che credevano stavano
insieme e avevano ogni cosa in comune; 45 vendevano le proprietà
e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
46 E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il
pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e
semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo il favore di tutto
il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli
che venivano salvati.
Guarigione di uno zoppo
At 4:9-22; 9:32-35; 14:8-10
3:1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera
dell'ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla
nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta
«Bella», per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio.
3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli
chiese loro l'elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli
occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava
attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma
Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho,
te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo
prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei
piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò
in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio
camminando, saltando e lodando Dio.
9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e
lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta
«Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello
che gli era accaduto. 11 Mentre quell'uomo teneva stretti a sé
Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico
detto di Salomone.
Discorso di Pietro nel tempio
At 4:5-12; 2:22-36; 5:30-32
12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini
d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su
di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto
camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di
Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù,
che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre
egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo,
il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e
uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di
questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il
suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede,
che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione
in presenza di voi tutti.
17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i
vostri capi. 18 Ma ciò che Dio aveva preannunziato per bocca di
tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha
adempiuto in questa maniera.
19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati
siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore
dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato
predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino
ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin
dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè,
infatti, disse: "Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri
fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà.
23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta,
sarà estirpato di mezzo al popolo". 24 Tutti i profeti, che
hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch'essi annunziato questi
giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece
con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: "Nella tua discendenza tutte
le nazioni della terra saranno benedette". 26 A voi per primi
Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi,
convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».
L'arresto di Pietro e di Giovanni
At 3:1-16; Mt 10:17-20, 26-33; Gv 15:20-21; 1P 3:14-15
4:1 Mentre essi parlavano al popolo, giunsero i sacerdoti, il
capitano del tempio e i sadducei, 2 indignati perché essi
insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti.
3 Misero loro le mani addosso, e li gettarono in prigione fino al
giorno seguente, perché era già sera. 4 Ma molti di coloro che
avevano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a
circa cinquemila.
5 Il giorno seguente, i loro capi, con gli anziani e gli scribi,
si riunirono a Gerusalemme, 6 con Anna, il sommo sacerdote,
Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla
famiglia dei sommi sacerdoti. 7 E, fatti condurre in mezzo a loro
Pietro e Giovanni, domandarono: «Con quale potere o in nome di chi avete
fatto questo?»
8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, 9 se oggi siamo esaminati a proposito
di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo
è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo
d'Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno,
che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la
sua virtù che quest'uomo compare guarito, in presenza vostra. 11
Egli è
"la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata,
ed è divenuta la pietra angolare".
12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo
nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale
noi dobbiamo essere salvati».
13 Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si
meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione;
riconoscevano che erano stati con Gesù e, 14 vedendo l'uomo che
era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dir niente in
contrario. 15 Ma, dopo aver ordinato loro di uscire dal sinedrio,
si consultarono gli uni gli altri dicendo: 16 «Che faremo a
questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per mezzo di
loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non possiamo
negarlo. 17 Ma, affinché ciò non si diffonda maggiormente tra il
popolo, ordiniamo loro con minacce di non parlar più a nessuno nel nome
di costui». 18 E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare
né insegnare affatto nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni
risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a
voi anziché a Dio. 20 Quanto a noi, non possiamo non parlare
delle cose che abbiamo viste e udite». 21 Ed essi, minacciatili
di nuovo, li lasciarono andare, non trovando assolutamente come poterli
punire, a causa del popolo; perché tutti glorificavano Dio per quello
che era accaduto. 22 Infatti l'uomo in cui questo miracolo della
guarigione era stato compiuto aveva più di quarant'anni.
La chiesa riunita in preghiera
Sl 2:1-4 (2R 19:14-19; Mt 18:19-20) cfr. At 2:1-4
23 Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte
le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. 24
Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu
sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che
sono in essi; 25 colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per
bocca del tuo servo Davide, nostro padre:
"Perché questo tumulto fra le nazioni,
e i popoli meditano cose vane?
26 I re della terra si sono sollevati,
i principi si sono riuniti insieme
contro il Signore e contro il suo Cristo".
27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù,
che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le
nazioni e con tutto il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le
cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che
avvenissero. 29 Adesso, Signore, considera le loro minacce, e
concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza,
30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e
prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù».
31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e
tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di
Dio con franchezza.
I credenti di Gerusalemme mettono in
comune i loro beni
At 2:44-47; 1Gv 3:16-19; Lu 12:33; 2Co 8:13-15; 9:9
32 La moltitudine di quelli che avevano creduto era d'un sol
cuore e di un'anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose
che possedeva ma tutto era in comune tra di loro. 33 Gli
apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione
del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34
Infatti non c'era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che
possedevano poderi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose
vendute, 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi, veniva
distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.
36 Or Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che
tradotto vuol dire: Figlio di consolazione), Levita, cipriota di
nascita, 37 avendo un campo, lo vendette, e ne consegnò il
ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.
Anania e Saffira
At 4:34-37 (Le 10:1-5; 2R 5:20-27; De 23:21-23; Gs 7:19, ecc.) Lu
12:1-5, 15; 1Co 5:13
5:1 Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette
una proprietà, 2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone
consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola
ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: «Anania, perché
Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo
e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Se questo non si
vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua
disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai
mentito agli uomini ma a Dio». 5 Anania, udendo queste parole,
cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste
cose. 6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo
fuori, lo seppellirono.
7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era
accaduto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le
disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per
tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a
tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno
seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10
Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani,
entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a
suo marito. 11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e
su tutti quelli che udivano queste cose.
Numerosi miracoli a Gerusalemme
At 19:11-20; Mi 5:6
12 Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani
degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il
portico di Salomone. 13 Ma nessuno degli altri osava unirsi a
loro; il popolo però li esaltava. 14 E sempre di più si
aggiungevano uomini e donne in gran numero, che credevano nel Signore;
15 tanto che portavano perfino i malati nelle piazze, e li
mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava,
almeno la sua ombra ne coprisse qualcuno. 16 La folla accorreva
dalle città vicine a Gerusalemme, portando malati e persone tormentate
da spiriti immondi; e tutti erano guariti.
L'arresto degli apostoli
At 12:3-11; 4:5-12, 18-20
17 Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la
setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia, 18 e misero le
mani sopra gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19
Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e,
condottili fuori, disse: 20 «Andate, presentatevi nel tempio e
annunziate al popolo tutte le parole di questa vita». 21 Essi,
udito ciò, entrarono sul far del giorno nel tempio, e insegnavano. Ora
il sommo sacerdote e quelli che erano con lui vennero, convocarono il
sinedrio e tutti gli anziani del popolo d'Israele, e mandarono alla
prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli. 22 Ma le
guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e, tornate,
fecero il loro rapporto, 23 dicendo: «La prigione l'abbiamo
trovata chiusa con ogni diligenza, e le guardie in piedi davanti alle
porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro».
24 Quando il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti udirono
queste cose, rimasero perplessi sul conto loro, non sapendo cosa ciò
potesse significare. 25 Ma sopraggiunse uno che disse loro:
«Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione, sono nel tempio, e
stanno insegnando al popolo».
26 Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via,
senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo.
27 Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il
sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: «Non vi abbiamo forse
espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete
riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di
noi il sangue di quell'uomo».
29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a
Dio anziché agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha
risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno 31 e lo
ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per
dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati. 32 Noi siamo
testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a
quelli che gli ubbidiscono».
Il consiglio di Gamaliele convince i capi
religiosi
(Sl 37:12, 32-33; Pr 16:14)(Mt 5:10-12; 1P 4:13-16) Ap 3:8
33 Ma essi, udendo queste cose fremevano d'ira, e si proponevano
di ucciderli. 34 Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della
legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio,
comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati. 35 Poi
disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare
circa questi uomini. 36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo
di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento
uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto
furono dispersi e ridotti a nulla. 37 Dopo di lui sorse Giuda il
Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente;
anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono
dispersi. 38 E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e
ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è
dagli uomini, sarà distrutta; 39 ma se è da Dio, voi non potrete
distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio».
40 Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li
batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li
lasciarono andare.
41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di
essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù.
42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di
insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.
Istituzione dei diaconi
Es 18:13-26; 1Ti 3:8-13
6:1 In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli,
sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le
loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. 2 I
dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: «Non è
conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense.
3 Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini,
dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza,
ai quali affideremo questo incarico. 4 Quanto a noi, continueremo
a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola».
5 Questa proposta piacque a tutta la moltitudine; ed elessero
Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro,
Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia. 6 Li
presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le
mani.
7 La Parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si
moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche un gran numero di
sacerdoti ubbidiva alla fede.
L'arresto di Stefano
Eb 2:4; Lu 21:14-15; Gv 15:18-21
8 Ora Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi
prodigi e segni tra il popolo. 9 Ma alcuni della sinagoga detta
dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini, di quelli di Cilicia e
d'Asia, si misero a discutere con Stefano; 10 e non potevano
resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. 11
Allora istigarono degli uomini che dissero: «Noi lo abbiamo udito mentre
pronunciava parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio». 12
Essi misero in agitazione il popolo, gli anziani, gli scribi; e,
venutigli addosso, lo afferrarono e lo condussero al sinedrio; 13
e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: «Quest'uomo non cessa
di proferire parole contro il luogo santo e contro la legge. 14
Infatti lo abbiamo udito affermare che quel Nazareno, Gesù, distruggerà
questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati».
15 E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissati gli occhi su
di lui, videro il suo viso simile a quello di un angelo.
Discorso di Stefano
At 6:9-15; Sl 105:7-25
7:1 Il sommo sacerdote disse: «Le cose stanno proprio così?»
2 Egli rispose:
«Fratelli e padri, ascoltate. Il Dio della gloria apparve ad Abraamo,
nostro padre, mentr'egli era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in
Carran, 3 e gli disse: "Esci dal tuo paese e dal tuo parentado, e
va' nel paese che io ti mostrerò". 4 Allora egli lasciò il paese
dei Caldei, e andò ad abitare in Carran; e di là, dopo che suo padre
morì, Dio lo fece venire in questo paese, che ora voi abitate. 5
In esso però non gli diede in proprietà neppure un palmo di terra, ma
gli promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di
lui, quando egli non aveva ancora nessun figlio. 6 Dio parlò
così: "La sua discendenza soggiornerà in terra straniera, e sarà ridotta
in schiavitù e maltrattata per quattrocento anni. 7 Ma io
giudicherò la nazione che avranno servita", disse Dio; "e dopo questo
essi partiranno e mi renderanno il loro culto in questo luogo". 8
Poi gli diede il patto della circoncisione; così Abraamo, dopo aver
generato Isacco, lo circoncise l'ottavo giorno; e Isacco generò
Giacobbe, e Giacobbe i dodici patriarchi.
9 I patriarchi, portando invidia a Giuseppe, lo vendettero,
perché fosse condotto in Egitto; ma Dio era con lui, 10 e lo
liberò da ogni sua tribolazione, e gli diede sapienza e grazia davanti
al faraone, re d'Egitto, che lo costituì governatore dell'Egitto e di
tutta la sua casa.
11 Sopraggiunse poi una carestia in tutto l'Egitto e in Canaan;
l'angoscia era grande, e i nostri padri non trovavano viveri. 12
Giacobbe, saputo che in Egitto c'era grano, vi mandò una prima volta i
nostri padri. 13 La seconda volta, Giuseppe fu riconosciuto dai
suoi fratelli, e così il faraone venne a sapere di che stirpe fosse
Giuseppe. 14 Poi Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e
tutta la sua parentela, composta di settantacinque persone. 15
Giacobbe discese in Egitto, dove morirono lui e i nostri padri; 16
poi furono trasportati a Sichem, e deposti nel sepolcro che Abraamo
aveva comprato con una somma di denaro dai figli di Emmor in Sichem.
17 Mentre si avvicinava il tempo del compimento della promessa
fatta da Dio ad Abraamo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,
18 finché sorse sull'Egitto un altro re, che non sapeva nulla di
Giuseppe. 19 Costui, procedendo con astuzia contro il nostro
popolo, maltrattò i nostri padri, fino a costringerli ad abbandonare i
loro bambini, perché non fossero lasciati in vita.
Es 2:14; 3:1-10 (Eb 11:23-29; Sl
105:26-45; 106)(Lu 16:29; Gv 5:45-47) 1R 8:12-27
20 «In quel tempo nacque Mosè, che era bello agli occhi di Dio;
egli fu nutrito per tre mesi in casa di suo padre; 21 e, quando
fu abbandonato, la figlia del faraone lo raccolse e lo allevò come
figlio. 22 Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli Egiziani e
divenne potente in parole e opere.
23 Ma quando raggiunse l'età di quarant'anni, gli venne in animo
di andare a visitare i suoi fratelli, i figli di Israele. 24
Vedendo che uno di loro era maltrattato, ne prese le difese e vendicò
l'oppresso, colpendo a morte l'Egiziano. 25 Or egli pensava che i
suoi fratelli avrebbero capito che Dio voleva salvarli per mano di lui;
ma essi non compresero. 26 Il giorno seguente si presentò a loro,
mentre litigavano, e cercava di riconciliarli, dicendo: "Uomini, voi
siete fratelli; perché vi fate torto a vicenda?" 27 Ma quello che
faceva torto al suo prossimo lo respinse, dicendo: "Chi ti ha costituito
capo e giudice su di noi? 28 Vuoi uccidere me come ieri uccidesti
l'Egiziano?" 29 A queste parole Mosè fuggì, e andò a vivere come
straniero nel paese di Madian, dove ebbe due figli.
30 Trascorsi quarant'anni, un angelo gli apparve nel deserto del
monte Sinai, nella fiamma di un pruno ardente. 31 Mosè guardò e
rimase stupito di questa visione; e, come si avvicinava per osservare
meglio, si udì la voce del Signore: 32 "Io sono il Dio dei
tuoi padri, il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe". Mosè, tutto
tremante, non osava guardare. 33 Il Signore gli disse: "Togliti
i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è suolo sacro. 34
Certo, ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito i
loro gemiti e sono disceso per liberarli; e ora, vieni, ti manderò in
Egitto".
35 Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: "Chi ti ha
costituito capo e giudice?", proprio lui Dio mandò loro come capo e
liberatore con l'aiuto dell'angelo che gli era apparso nel pruno. 36
Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nel paese d'Egitto, nel
mar Rosso e nel deserto per quarant'anni. 37 Questi è il Mosè che
disse ai figli d'Israele: "Dio vi susciterà, tra i vostri fratelli,
un profeta come me". 38 Questi è colui che nell'assemblea del
deserto fu con l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e con i nostri
padri, e che ricevette parole di vita da trasmettere a noi. 39 Ma
i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero, e si volsero
in cuor loro verso l'Egitto, 40 dicendo ad Aaronne: "Facci
degli dèi che vadano davanti a noi, perché di questo Mosè, che ci ha
condotti fuori dall'Egitto, non sappiamo che cosa sia avvenuto".
41 E in quei giorni fabbricarono un vitello, offrirono sacrifici
all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani. 42 Ma
Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo,
come sta scritto nel libro dei profeti:
"Mi avete forse offerto vittime e sacrifici
per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?
43 Anzi, vi portaste appresso la tenda di Moloc
e la stella del dio Refàn;
immagini che voi faceste per adorarle.
Perciò io vi deporterò di là da Babilonia".
44 I vostri padri avevano nel deserto la tenda della
testimonianza, come aveva ordinato colui che aveva detto a Mosè di farla
secondo il modello da lui veduto. 45 I nostri padri, guidati da
Giosuè, dopo averla ricevuta, la trasportarono nel paese posseduto dai
popoli che Dio scacciò davanti a loro. Là rimase fino ai tempi di
Davide, 46 il quale trovò grazia davanti a Dio, e chiese di poter
preparare lui una dimora al Dio di Giacobbe. 47 Fu invece
Salomone che gli costruì una casa. 48 L'Altissimo però non abita
in edifici fatti da mano d'uomo, come dice il profeta:
49 "Il cielo è il mio trono,
e la terra lo sgabello dei miei piedi.
Quale casa mi costruirete, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
50 Non ha la mia mano creato tutte queste cose?"
Mt 23:29-36 (2Ti 4:6-8; Ap 2:10; 7:13-17)
51 «Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi
opponete sempre resistenza allo Spirito Santo; come fecero i vostri
padri, così fate anche voi. 52 Quale dei profeti non
perseguitarono i vostri padri? Essi uccisero quelli che preannunciavano
la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti i traditori e gli
uccisori; 53 voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli
angeli, e non l'avete osservata».
Stefano, primo martire della fede
54 Essi, udendo queste cose, fremevano di rabbia in cuor loro e
digrignavano i denti contro di lui. 55 Ma Stefano, pieno di
Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù
che stava alla sua destra, 56 e disse: «Ecco, io vedo i cieli
aperti, e il Figlio dell'uomo in piedi alla destra di Dio». 57 Ma
essi, gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono
tutti insieme sopra di lui; 58 e, cacciatolo fuori dalla città,
lo lapidarono. I testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un
giovane, chiamato Saulo. 59 E lapidarono Stefano che invocava
Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». 60 Poi,
messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputar loro
questo peccato». E detto questo si addormentò.
Persecuzione della chiesa
(At 11:19-21; Fl 1:12-14)(Gv 4:35-42; 6:70) cfr. Ga 1:13-14
8:1 E Saulo approvava la sua uccisione.
Vi fu in quel tempo una grande persecuzione contro la chiesa che era in
Gerusalemme. Tutti furono dispersi per le regioni della Giudea e della
Samaria, salvo gli apostoli. 2 Uomini pii seppellirono Stefano e
fecero gran cordoglio per lui. 3 Saulo intanto devastava la
chiesa, entrando di casa in casa; e, trascinando via uomini e donne, li
metteva in prigione.
Filippo in Samaria; Simon mago
4 Allora quelli che erano dispersi se ne andarono di luogo in
luogo, portando il lieto messaggio della Parola.
5 Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo.
6 E le folle unanimi prestavano attenzione alle cose dette da
Filippo, ascoltandolo e osservando i miracoli che faceva. 7
Infatti gli spiriti immondi uscivano da molti indemoniati, mandando alte
grida; e molti paralitici e zoppi erano guariti. 8 E vi fu grande
gioia in quella città.
9 Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava
nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria,
spacciandosi per un personaggio importante. 10 Tutti, dal più
piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: «Questi è "la
potenza di Dio", quella che è chiamata "la Grande"». 11 E gli
davano ascolto, perché già da molto tempo li aveva incantati con le sue
arti magiche. 12 Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava
loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo,
furono battezzati, uomini e donne. 13 Simone credette anche lui;
e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e restava
meravigliato, vedendo i miracoli e le opere potenti che venivano fatti.
At 19:5-6 (1Ti 6:5, 9-10; Mt 6:24)
14 Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la
Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e
Giovanni. 15 Essi andarono e pregarono per loro affinché
ricevessero lo Spirito Santo; 16 infatti non era ancora disceso
su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del
Signore Gesù. 17 Quindi imposero loro le mani, ed essi
ricevettero lo Spirito Santo.
18 Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli
apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo:
19 «Date anche a me questo potere, affinché colui al quale
imporrò le mani riceva lo Spirito Santo». 20 Ma Pietro gli disse:
«Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter
acquistare con denaro il dono di Dio. 21 Tu, in questo, non hai
parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio.
22 Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore
affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. 23
Vedo infatti che tu sei pieno d'amarezza e prigioniero d'iniquità».
24 Simone rispose: «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di
ciò che avete detto mi accada».
25 Essi, dopo aver reso testimonianza e aver annunziato la Parola
del Signore, se ne ritornarono a Gerusalemme, evangelizzando molti
villaggi della Samaria.
Filippo e il ministro etiope
1R 8:41-43; Is 53:7-8; Is 56:3-7
26 Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati, e va'
verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è
una strada deserta». 27 Egli si alzò e partì. Ed ecco un etiope,
eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti
i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, 28 e ora
stava tornandosene, seduto sul suo carro, leggendo il profeta Isaia.
29 Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati, e raggiungi quel carro».
30 Filippo accorse, udì che quell'uomo leggeva il profeta Isaia,
e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» 31 Quegli
rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire
e a sedersi accanto a lui.
32 Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo:
«Egli è stato condotto al macello come una pecora;
e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa,
così egli non ha aperto la bocca.
33 Nella sua umiliazione egli fu sottratto al giudizio.
Chi potrà descrivere la sua generazione?
Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra».
34 L'eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: «Di chi, ti prego,
dice questo il profeta? Di sé stesso, oppure di un altro?» 35
Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della
Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù.
36 Strada facendo, giunsero a un luogo dove c'era dell'acqua. E
l'eunuco disse: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia
battezzato?» 37 [Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore,
è possibile». L'eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di
Dio».] 38 Fece fermare il carro, e discesero tutti e due
nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò. 39 Quando
uscirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco,
continuando il suo viaggio tutto allegro, non lo vide più. 40 Poi
Filippo si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città,
finché giunse a Cesarea.
La conversione di Saulo
At 22:3-16; 26:9-20; Ga 1:11-16; 1Ti 1:12-16
9:1 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli
del Signore, si presentò al sommo sacerdote, 2 e gli chiese delle
lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei
seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a
Gerusalemme.
3 E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne
che, d'improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo 4 e,
caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi
perseguiti?» 5 Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore:
«Io sono Gesù, che tu perseguiti. [Ti è duro recalcitrare contro il
pungolo. 6 Egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che
vuoi che io faccia? Il Signore gli disse:] Àlzati, entra nella città e
ti sarà detto ciò che devi fare». 7 Gli uomini che facevano il
viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non
vedevano nessuno. 8 Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi,
non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a
Damasco, 9 dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere
né cibo né bevanda.
10 Or a Damasco c'era un discepolo di nome Anania; e il Signore
gli disse in visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore». 11
E il Signore a lui: «Àlzati, va' nella strada chiamata Diritta, e cerca
in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in
preghiera, 12 e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania,
entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». 13 Ma
Anania rispose: «Signore, ho sentito dire da molti di quest'uomo quanto
male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14 E qui ha
ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che
invocano il tuo nome». 15 Ma il Signore gli disse: «Va', perché
egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai
popoli, ai re, e ai figli d'Israele; 16 perché io gli mostrerò
quanto debba soffrire per il mio nome».
17 Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e
disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla
strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista
e sia riempito di Spirito Santo». 18 In quell'istante gli caddero
dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu
battezzato. 19 E, dopo aver preso cibo, gli ritornarono le forze.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, 20
e si mise subito a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di
Dio. 21 Tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e
dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro
quelli che invocano questo nome ed era venuto qua con lo scopo di
condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?» 22 Ma Saulo si
fortificava sempre di più e confondeva i Giudei residenti a Damasco,
dimostrando che Gesù è il Cristo.
Saulo a Gerusalemme e a Tarso; il
persecutore perseguitato
2Co 11:32-33 (Ga 1:18-24; At 22:17-21)
23 Parecchi giorni dopo, i Giudei deliberarono di ucciderlo;
24 ma Saulo venne a conoscenza del loro complotto. Essi facevano
persino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo; 25
ma i discepoli lo presero di notte e lo calarono dalle mura dentro una
cesta.
26 Quando fu giunto a Gerusalemme, tentava di unirsi ai
discepoli; ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un
discepolo. 27 Allora Barnaba lo prese con sé, lo condusse dagli
apostoli, e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore
che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva predicato con coraggio nel
nome di Gesù. 28 Da allora, Saulo andava e veniva con loro in
Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore; 29
discorreva pure e discuteva con gli ellenisti; ma questi cercavano di
ucciderlo. 30 I fratelli, saputolo, lo condussero a Cesarea, e di
là lo mandarono a Tarso.
31 Così la chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria,
aveva pace, ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e
nella consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di
numero.
Enea, il paralitico guarito da Pietro
Mr 2:3-12; At 3:1-16
32 Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti si recò
anche dai santi residenti a Lidda. 33 Là trovò un uomo di nome
Enea, che da otto anni giaceva paralitico in un letto. 34 Pietro
gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto».
Egli subito si alzò. 35 E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron
lo videro e si convertirono al Signore.
Tabita risuscitata da Pietro
Lu 7:11-17; 1R 17:17-24; 2R 4:18-37; At 20:7-12
36 A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che, tradotto,
vuol dire Gazzella: ella faceva molte opere buone ed elemosine. 37
Proprio in quei giorni si ammalò e morì. E, dopo averla lavata, la
deposero in una stanza di sopra. 38 Poiché Lidda era vicina a
Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, mandarono due uomini per
pregarlo che senza indugio andasse da loro. 39 Pietro allora si
alzò e partì con loro. Appena arrivato, lo condussero nella stanza di
sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, mostrandogli
tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentre era con loro.
40 Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò;
e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli
occhi; e, visto Pietro, si mise seduta. 41 Egli le diede la mano
e la fece alzare; e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in
vita. 42 Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti credettero nel
Signore. 43 Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un certo
Simone conciatore di pelli.
Il vangelo annunziato ai pagani; Cornelio
invita Pietro a casa sua
(At 11:13-14; 10:30-35) Sl 145:18-19; Is 56:6-7; Sl 112:4
10:1 Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della
coorte detta «Italica». 2 Quest'uomo era pio e timorato di Dio
con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava
Dio assiduamente.
3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno,
un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!» 4
Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: «Che c'è,
Signore?» E l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine
sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio. 5 E ora manda
degli uomini a Ioppe, e fa' venire un certo Simone, detto anche Pietro.
6 Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui
casa è vicino al mare».
7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio
chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti
8 e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
At 11:1-18; 15:7-9; Ro 9:25-26; Za 2:11;
Ap 21:24-27; 22:2
9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si
avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l'ora sesta,
per pregare. 10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma
mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11 Vide il cielo
aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta
per i quattro angoli, veniva calata a terra. 12 In essa c'era
ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. 13
E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia». 14 Ma
Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai
mangiato nulla di impuro e di contaminato». 15 E la voce parlò
una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure».
16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu
ritirato in cielo.
17 Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa
significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali,
avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. 18
Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.
19 Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli
disse: «Ecco tre uomini che ti cercano. 20 Àlzati dunque, scendi,
e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io». 21
Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello
che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?» 22 Essi
risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del
quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato
divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua
e di ascoltare quello che avrai da dirgli». 23 Pietro allora li
fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni
fratelli di Ioppe l'accompagnarono.
24 L'indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando
e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi. 25 Mentre
Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si inginocchiò davanti a
lui. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono
uomo!» 27 Conversando con lui, entrò e, trovate molte persone lì
riunite, 28 disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a un
giudeo di aver relazioni con uno straniero o di entrar in casa sua; ma
Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o
contaminato. 29 Perciò, essendo stato chiamato, sono venuto senza
fare obiezioni. Ora vi chiedo: qual è il motivo per cui mi avete mandato
a chiamare?»
30 Cornelio disse: «Quattro giorni or sono stavo pregando,
all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in
veste risplendente, 31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è
stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio.
32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' venire Simone, detto anche
Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, in riva al
mare". 33 Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene
a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per
ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore».
(cfr. At 2:14-41)
34 Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità
comprendo che Dio non ha riguardi personali; 35 ma che in
qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. 36
Questa è la parola ch'egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il
lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di
tutti. 37 Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea,
incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni;
38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di
Spirito Santo e di potenza; e com'egli è andato dappertutto facendo del
bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo,
perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose
da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero,
appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo
giorno e volle che egli si manifestasse 41 non a tutto il popolo,
ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e
bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha
comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli è colui che
è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui
attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono
dei peccati mediante il suo nome».
44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti
quelli che ascoltavano la Parola. 45 E tutti i credenti
circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono
dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 46 perché li
udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
47 Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare
l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo
Spirito Santo come noi?» 48 E comandò che fossero battezzati nel
nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni
con loro.
Pietro si giustifica per aver fatto
battezzare Cornelio
At 10; Ef 2:11-22; 1P 2:10 (Tt 2:11; 1Ti 2:4)
11:1 Gli apostoli e i fratelli che si trovavano nella Giudea
vennero a sapere che anche gli stranieri avevano ricevuto la Parola di
Dio. 2 E quando Pietro salì a Gerusalemme, i credenti circoncisi
lo contestavano, 3 dicendo: «Tu sei entrato in casa di uomini non
circoncisi, e hai mangiato con loro!»
4 Allora Pietro raccontò loro le cose per ordine fin dal
principio, dicendo: 5 «Io ero nella città di Ioppe in preghiera
e, rapito in estasi, ebbi una visione: un oggetto, simile a una gran
tovaglia, tenuto per i quattro capi, scendeva giù dal cielo, e giunse
fino a me; 6 io, fissandolo con attenzione, lo esaminai e vidi
quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. 7
Udii anche una voce che mi diceva: "Pietro, àlzati, ammazza e mangia".
8 Ma io dissi: "No assolutamente, Signore; perché nulla di impuro
o contaminato mi è mai entrato in bocca". 9 Ma la voce ribatté
per la seconda volta dal cielo: "Le cose che Dio ha purificate, non
farle tu impure". 10 E ciò accadde per tre volte, poi ogni cosa
fu ritirata in cielo. 11 In quell'istante tre uomini, mandatimi
da Cesarea, si presentarono alla casa dove eravamo. 12 Lo Spirito
mi disse di andar con loro, senza farmene scrupolo. Anche questi sei
fratelli vennero con me, ed entrammo in casa di quell'uomo. 13
Egli ci raccontò come aveva visto l'angelo presentarsi in casa sua e
dirgli: "Manda qualcuno a Ioppe, e fa' venire Simone, detto anche
Pietro. 14 Egli ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu
e tutta la tua famiglia". 15 Avevo appena cominciato a parlare
quando lo Spirito Santo scese su di loro, esattamente come su di noi al
principio. 16 Mi ricordai allora di quella parola del Signore che
diceva: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con
lo Spirito Santo". 17 Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono
che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi
ero io da potermi opporre a Dio?»
18 Allora, udite queste cose, si calmarono e glorificarono Dio,
dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri
affinché abbiano la vita».
La chiesa di Antiochia; i credenti sono
chiamati cristiani
(At 8:1, 4; Fl 1:12; 1Te 1:5, 9-10) Cl 2:6-7
19 Quelli che erano stati dispersi per la persecuzione avvenuta a
causa di Stefano, andarono sino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia,
annunziando la Parola solo ai Giudei, e a nessun altro. 20 Ma
alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, giunti ad Antiochia, si
misero a parlare anche ai Greci, portando il lieto messaggio del Signore
Gesù. 21 La mano del Signore era con loro; e grande fu il numero
di coloro che credettero e si convertirono al Signore.
22 La notizia giunse alle orecchie della chiesa che era in
Gerusalemme, la quale mandò Barnaba fino ad Antiochia. 23
Quand'egli giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò, e li esortò
tutti ad attenersi al Signore con cuore risoluto, 24 perché egli
era un uomo buono, pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla molto
numerosa fu aggiunta al Signore.
25 Poi Barnaba partì verso Tarso, a cercare Saulo; e, dopo averlo
trovato, lo condusse ad Antiochia. 26 Essi parteciparono per un
anno intero alle riunioni della chiesa, e istruirono un gran numero di
persone; ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati
cristiani.
La chiesa di Antiochia manda dei doni ai
cristiani di Gerusalemme
Ro 15:25-27; Ga 6:9-10
27 In quei giorni, alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad
Antiochia. 28 E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse
mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la
terra; la si ebbe infatti durante l'impero di Claudio. 29 I
discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo
le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea. 30 E
così fecero, inviandola agli anziani, per mezzo di Barnaba e di Saulo.
Erode Agrippa fa uccidere Giacomo; Pietro
liberato dal carcere
(At 5:17-24; Da 6:16-23; Is 49:24-25; Eb 1:14) Ap 2:10; Mt 18:19-20
12:1 In quel periodo, il re Erode cominciò a maltrattare alcuni
della chiesa; 2 e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di
Giovanni. 3 Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, continuò e
fece arrestare anche Pietro. Erano i giorni degli Azzimi. 4 Dopo
averlo fatto arrestare, lo mise in prigione, affidandolo alla custodia
di quattro picchetti di quattro soldati ciascuno; perché voleva farlo
comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 5 Pietro dunque era
custodito nella prigione; ma fervide preghiere a Dio erano fatte per lui
dalla chiesa.
6 Nella notte che precedeva il giorno in cui Erode voleva farlo
comparire, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due
catene; e le sentinelle davanti alla porta custodivano il carcere. 7
Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette
nella cella. L'angelo, battendo il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo:
«Àlzati, presto!» E le catene gli caddero dalle mani. 8 L'angelo
disse: «Vèstiti, e mettiti i sandali». E Pietro fece così. Poi gli disse
ancora: «Mettiti il mantello e seguimi». 9 Ed egli, uscito, lo
seguiva, non sapendo che era realtà ciò che stava succedendo per opera
dell'angelo: credeva infatti di avere una visione. 10 Com'ebbero
oltrepassata la prima e la seconda guardia, giunsero alla porta di ferro
che immette in città, la quale si aprì da sé davanti a loro; uscirono e
s'inoltrarono per una strada; e, all'improvviso, l'angelo si allontanò
da lui.
11 Pietro, rientrato in sé, disse: «Ora so di sicuro che il
Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e
da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei». 12 Pietro
dunque, consapevole della situazione, andò a casa di Maria, madre di
Giovanni detto anche Marco, dove molti fratelli erano riuniti in
preghiera. 13 Dopo aver bussato alla porta d'ingresso, una serva
di nome Rode si avvicinò per sentire chi era 14 e, riconosciuta
la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro ad
annunziare che Pietro stava davanti alla porta. 15 Quelli le
dissero: «Tu sei pazza!» Ma ella insisteva che la cosa stava così. Ed
essi dicevano: «È il suo angelo». 16 Pietro intanto continuava a
bussare e, quand'ebbero aperto, lo videro e rimasero stupiti. 17
Ma egli, con la mano, fece loro cenno di tacere e raccontò in che modo
il Signore lo aveva fatto uscire dal carcere. Poi disse: «Fate sapere
queste cose a Giacomo e ai fratelli». Quindi uscì e se ne andò in un
altro luogo.
18 Fattosi giorno, i soldati furono molto agitati, perché non
sapevano che cosa fosse avvenuto di Pietro. 19 Erode lo fece
cercare e, non avendolo trovato, processò le guardie, e comandò che
fossero condotte al supplizio. Poi scese dalla Giudea e soggiornò a
Cesarea.
Erode colpito dal castigo di Dio
(Da 5:18-30; Pr 16:18; Sl 37:35-36) Is 51:7-8
20 Erode era fortemente irritato contro i Tiri e i Sidoni; ma
essi di comune accordo si presentarono a lui; e, guadagnato il favore di
Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese riceveva
i viveri dal paese del re. 21 Nel giorno fissato, Erode indossò
l'abito regale e sedutosi sul trono, tenne loro un pubblico discorso.
22 E il popolo acclamava: «Voce di un dio e non di un uomo!» 23
In quell'istante un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato
la gloria a Dio; e, roso dai vermi, morì.
24 Intanto la Parola di Dio progrediva e si diffondeva sempre di
più.
25 Barnaba e Saulo, compiuta la loro missione, tornarono da
Gerusalemme, prendendo con loro Giovanni detto anche Marco.
Primo viaggio missionario
Barnaba e Saulo scelti dallo Spirito Santo
(Ga 2:7-9; At 14:26-27) 2Ti 3:8-9
13:1 Nella chiesa che era ad Antiochia c'erano profeti e dottori:
Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d'infanzia
di Erode il tetrarca, e Saulo. 2 Mentre celebravano il culto del
Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte
Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». 3 Allora,
dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono
partire.
Barnaba e Saulo a Cipro
4 Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e
di là salparono verso Cipro.
5 Giunti a Salamina, annunziarono la Parola di Dio nelle
sinagoghe dei Giudei; e avevano con loro Giovanni come aiutante.
6 Poi, attraversata tutta l'isola fino a Pafo, trovarono un tale,
mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Gesù, 7 il quale era con
il proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé
Barnaba e Saulo, chiese di ascoltare la Parola di Dio. 8 Ma
Elima, il mago (questo è il significato del suo nome), faceva loro
opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. 9
Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, guardandolo
fisso, gli disse: 10 «O uomo pieno d'ogni frode e d'ogni malizia,
figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di
pervertire le rette vie del Signore? 11 Ecco, ora la mano del
Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il
sole». In quell'istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e
andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano. 12 Allora
il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla
dottrina del Signore.
13 Paolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a
Perga di Panfilia; ma Giovanni, separatosi da loro, ritornò a
Gerusalemme.
Predicazione di Paolo ad Antiochia di
Pisidia
At 7:1-50; 10:36-43; 2:22-36
14 Essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia;
ed entrati di sabato nella sinagoga, si sedettero. 15 Dopo la
lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir
loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione da rivolgere al
popolo, ditela».
16 Allora Paolo si alzò e, fatto cenno con la mano, disse:
«Israeliti, e voi che temete Dio, ascoltate. 17 Il Dio di questo
popolo d'Israele scelse i nostri padri, fece grande il popolo durante la
sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio potente lo trasse fuori.
18 E per circa quarant'anni sopportò la loro condotta nel
deserto. 19 Poi, dopo aver distrutto sette nazioni nel paese di
Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle. 20 Dopo
queste cose, per circa quattrocentocinquant'anni, diede loro dei giudici
fino al profeta Samuele. 21 In seguito chiesero un re; e Dio
diede loro Saul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per un
periodo di quarant'anni. 22 Poi lo rimosse, e suscitò loro come
re Davide, al quale rese questa testimonianza:
"Io ho trovato Davide,
figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere".
23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio ha
suscitato a Israele un salvatore nella persona di Gesù. 24
Giovanni, prima della venuta di lui, aveva predicato il battesimo del
ravvedimento a tutto il popolo d'Israele. 25 E quando Giovanni
stava per concludere la sua missione disse: "Che cosa pensate voi che io
sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dopo di me viene uno, al quale io
non son degno di slacciare i calzari".
26 Fratelli miei, figli della discendenza d'Abraamo, e tutti voi
che avete timor di Dio, a noi è stata mandata la Parola di questa
salvezza. 27 Infatti gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi
non hanno riconosciuto questo Gesù e, condannandolo, adempirono le
dichiarazioni dei profeti che si leggono ogni sabato. 28 Benché
non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato
che fosse ucciso. 29 Dopo aver compiuto tutte le cose che erano
scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo deposero in un sepolcro.
30 Ma Dio lo risuscitò dai morti; 31 e per molti giorni
egli apparve a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a
Gerusalemme, i quali ora sono suoi testimoni davanti al popolo.
32 E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai
padri, 33 Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando
Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo:
"Tu sei mio Figlio,
oggi io t'ho generato".
34 Siccome lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia più
a tornare alla decomposizione, Dio ha detto così:
"Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide".
35 Difatti egli dice altrove:
"Tu non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione".
36 Or Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua
generazione, si è addormentato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo
corpo si è decomposto; 37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha
subìto decomposizione.
38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è
annunziato il perdono dei peccati; 39 e, per mezzo di lui,
chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non
avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè. 40
Guardate dunque che non vi accada ciò che è detto nei profeti:
41 "Guardate, o disprezzatori,
stupite e nascondetevi,
perché io compio un'opera ai giorni vostri,
un'opera che voi non credereste, se qualcuno ve la raccontasse"».
(Is 49:5-6; Ro 15:8-13) 1Te 2:14-16
42 Mentre uscivano, furono pregati di parlare di quelle medesime
cose il sabato seguente. 43 Dopo che la riunione si fu sciolta,
molti Giudei e proseliti pii seguirono Paolo e Barnaba; i quali,
parlando loro, li convincevano a perseverare nella grazia di Dio.
44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per udire la
Parola di Dio. 45 Ma i Giudei, vedendo la folla, furono pieni di
invidia e, bestemmiando, contraddicevano le cose dette da Paolo. 46
Ma Paolo e Barnaba dissero con franchezza: «Era necessario che a voi per
primi si annunziasse la Parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi
ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri.
47 Così infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo:
"Io ti ho posto come luce dei popoli,
perché tu porti la salvezza fino all'estremità della terra".
48 Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e
glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita
eterna, credettero.
49 E la Parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.
50 Ma i Giudei istigarono le donne pie e ragguardevoli e i notabili
della città, scatenando una persecuzione contro Paolo e Barnaba, che
furono cacciati fuori dal loro territorio. 51 Allora essi, scossa
la polvere dei piedi contro di loro, andarono a Iconio, 52 mentre
i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
Paolo e Barnaba a Iconio
At 17:1-15; Mt 10:23; 2Ti 3:11
14:1 Anche a Iconio Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei
Giudei e parlarono in modo tale che una gran folla di Giudei e di Greci
credette. 2 Ma i Giudei che avevano rifiutato di credere
aizzarono e inasprirono gli animi dei pagani contro i fratelli. 3
Tuttavia rimasero là per molto tempo, predicando con franchezza e
confidando nel Signore che rendeva testimonianza alla Parola della sua
grazia e concedeva che per mano loro avvenissero segni e prodigi. 4
Ma la popolazione della città era divisa: gli uni tenevano per i Giudei,
e gli altri per gli apostoli. 5 Ma quando ci fu un tentativo dei
pagani e dei Giudei, d'accordo con i loro capi, di oltraggiare gli
apostoli e lapidarli, 6 questi lo seppero e fuggirono nelle città
di Licaonia, Listra e Derba e nei dintorni; 7 e là continuarono a
evangelizzare.
Il vangelo predicato a Listra
At 3:1-12; 17:22-31; Gr 10:3-16
8 A Listra c'era un uomo che, paralizzato ai piedi, se ne stava
sempre seduto e, siccome era zoppo fin dalla nascita, non aveva mai
potuto camminare. 9 Egli udì parlare Paolo; il quale, fissati gli
occhi su di lui, e vedendo che aveva fede per essere guarito, 10
disse ad alta voce: «Àlzati in piedi». Ed egli saltò su, e si mise a
camminare.
11 La folla, veduto ciò che Paolo aveva fatto, alzò la voce,
dicendo in lingua licaonica: «Gli dèi hanno preso forma umana, e sono
scesi fino a noi». 12 E chiamavano Barnaba Giove, e Paolo
Mercurio, perché era lui che teneva il discorso. 13 Il sacerdote
di Giove, il cui tempio era all'entrata della città, condusse davanti
alle porte tori e ghirlande, e voleva offrire un sacrificio con la
folla. 14 Ma gli apostoli Paolo e Barnaba, udito ciò, si
strapparono le vesti, e balzarono in mezzo alla folla, gridando: 15
«Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi;
e vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che
ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi.
16 Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo
seguisse la propria via, 17 senza però lasciare sé stesso privo
di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e
stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia nei vostri
cuori». 18 E con queste parole riuscirono a stento a impedire che
la folla offrisse loro un sacrificio.
Lapidazione di Paolo a Listra
2Ti 3:11-12; 2Co 6:4-9
19 Allora giunsero da Antiochia e da Iconio alcuni Giudei, i
quali sobillarono la folla; essi lapidarono Paolo e lo trascinarono
fuori della città, credendolo morto.
Ma mentre i discepoli venivano attorno a
lui, egli si rialzò ed entrò nella città.
Evangelizzazione a Derba e ritorno ad Antiochia
(At 13:1-3; 15:3-4, 12)
20 Il giorno seguente partì con Barnaba per Derba. 21 E,
dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne
tornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 fortificando gli
animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo
loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte
tribolazioni. 23 Dopo aver designato per loro degli anziani in
ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al
Signore, nel quale avevano creduto. 24 Quindi, attraversata la
Pisidia, giunsero in Panfilia. 25 Dopo aver annunziato la Parola
a Perga, scesero ad Attalia; 26 e di là salparono verso
Antiochia, da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per
l'opera che avevano compiuta.
27 Giunti là e riunita la chiesa, riferirono tutte le cose che
Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della
fede agli stranieri. 28 E rimasero con i discepoli parecchio
tempo.
La conferenza di Gerusalemme
Ga 2:1-9; At 14:27
15:1 Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli,
dicendo: «Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non
potete essere salvati». 2 E siccome Paolo e Barnaba dissentivano
e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e
alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani
per trattare la questione. 3 Essi dunque, accompagnati per un
tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando
la conversione degli stranieri e suscitando grande gioia in tutti i
fratelli. 4 Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla
chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che
Dio aveva fatte per mezzo di loro. 5 Ma alcuni della setta dei
farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: «Bisogna
circonciderli, e comandar loro di osservare la legge di Mosè».
6 Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la
questione. 7 Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si
alzò in piedi e disse:
«Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché
dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e
credessero. 8 E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in
loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; 9 e non
fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori
mediante la fede. 10 Or dunque perché tentate Dio mettendo sul
collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in
grado di portare? 11 Ma noi crediamo che siamo salvati mediante
la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro».
12 Tutta l'assemblea tacque e stava ad ascoltare Barnaba e Paolo,
che raccontavano quali segni e prodigi Dio aveva fatti per mezzo di loro
tra i pagani.
Ro 15:8-12 (Cl 2:11-17; Ga 5:1-6) Is
8:20; At 21:25
13 Quando ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e
disse:
14 «Fratelli, ascoltatemi: Simone ha riferito come Dio all'inizio
ha voluto scegliersi tra gli stranieri un popolo consacrato al suo nome.
15 E con ciò si accordano le parole dei profeti, come sta
scritto:
16 "Dopo queste cose ritornerò e ricostruirò la tenda di
Davide, che è caduta;
e restaurerò le sue rovine, e la rimetterò in piedi,
17 affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni,
su cui è invocato il mio nome,
cerchino il Signore,
dice il Signore che fa queste cose,
18 a lui note fin dall'eternità".
19 Perciò io ritengo che non si debba turbare gli stranieri che
si convertono a Dio; 20 ma che si scriva loro di astenersi dalle
cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dalla fornicazione, dagli
animali soffocati, e dal sangue. 21 Perché Mosè fin dalle antiche
generazioni ha in ogni città chi lo predica nelle sinagoghe dove viene
letto ogni sabato».
22 Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la
chiesa, di scegliere tra di loro alcuni uomini da mandare ad Antiochia
con Paolo e Barnaba: Giuda, detto Barsabba, e Sila, uomini autorevoli
tra i fratelli. 23 E consegnarono loro questa lettera:
«I fratelli apostoli e anziani, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di
Cilicia che provengono dal paganesimo, salute.
24 Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun
mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi,
sconvolgendo le anime vostre. 25 È parso bene a noi, riuniti di
comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli insieme ai
nostri cari Barnaba e Paolo, 26 i quali hanno messo a repentaglio
la propria vita per il nome del Signore nostro Gesù Cristo. 27 Vi
abbiamo dunque inviato Giuda e Sila; anch'essi vi riferiranno a voce le
medesime cose. 28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi
di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono
necessarie: 29 di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli,
dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione; da queste
cose farete bene a guardarvi.
State sani».
Giuda e Sila inviati ad Antiochia
Ef 2:17-19; Ga 2:11-21; 1P 4:10-11
30 Essi dunque presero commiato e scesero ad Antiochia, dove,
radunata la moltitudine dei credenti, consegnarono la lettera. 31
Quando i fratelli l'ebbero letta, si rallegrarono della consolazione che
essa portava loro. 32 Giuda e Sila, anch'essi profeti, con molte
parole li esortarono e li fortificarono. 33 Dopo essersi
trattenuti là diverso tempo, i fratelli li lasciarono ritornare in pace
a coloro che li avevano inviati. 34 [Ma parve bene a Sila di
rimanere qui.]
35 Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia, insegnando e portando,
insieme a molti altri, il lieto messaggio della Parola del Signore.
Secondo viaggio missionario
Partenza di Paolo e Sila; Barnaba e Marco si recano a Cipro
2Co 11:28; Ro 15:29; Gm 3:18; Eb 13:18
36 Dopo diversi giorni, Paolo disse a Barnaba: «Ritorniamo ora a
visitare i fratelli di tutte le città in cui abbiamo annunziato la
Parola del Signore, per vedere come stanno». 37 Barnaba voleva
prendere con loro anche Giovanni detto Marco. 38 Ma Paolo
riteneva che non dovessero prendere uno che si era separato da loro già
in Panfilia, e non li aveva accompagnati nella loro opera. 39
Nacque un aspro dissenso, al punto che si separarono; Barnaba prese con
sé Marco e s'imbarcò per Cipro;
40 Paolo, invece, scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli
alla grazia del Signore.
41 E percorse la Siria e la Cilicia, rafforzando le chiese.
Timoteo si unisce a Paolo
At 15:40-41 (Ro 16:21; Fl 2:19-22; 1Ti 1:2)
16:1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c'era un discepolo, di
nome Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco.
2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra
e a Iconio. 3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo
prese e lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi;
perché tutti sapevano che il padre di lui era greco. 4 Passando
da una città all'altra, trasmisero ai fratelli, perché le osservassero,
le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a
Gerusalemme. 5 Le chiese dunque si fortificavano nella fede e
crescevano ogni giorno di numero.
Visione di Paolo a Troas
Ga 4:13-15
6 Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, perché
lo Spirito Santo vietò loro di annunziare la parola in Asia; 7 e,
giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo
Spirito di Gesù non lo permise loro; 8 e, oltrepassata la Misia,
discesero a Troas. 9 Paolo ebbe durante la notte una visione: un
macedone gli stava davanti, e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e
soccorrici». 10 Appena ebbe avuta quella visione, cercammo subito
di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là, ad
annunziare loro il vangelo.
Paolo a Filippi
Mt 18:20 (Gv 6:44-45; Sl 119:18; Mt 13:23)
11 Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e
il giorno seguente su Neapolis; 12 di là ci recammo a Filippi,
che è colonia romana e la città più importante di quella regione della
Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni.
13 Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove
pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e sedutici parlavamo alle
donne là riunite. 14 Una donna della città di Tiatiri,
commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad
ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose
dette da Paolo. 15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci
pregò dicendo: «Se avete giudicato ch'io sia fedele al Signore, entrate
in casa mia, e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.
Paolo e Sila in prigione
At 19:23-34 (1Te 2:2; 1P 4:12-13)(Fl 1:12)
16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva
posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa
procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a
seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio
altissimo, e vi annunziano la via della salvezza». 18 Così fece
per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito:
«Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli
uscì in quell'istante.
19 I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era
svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti
alle autorità; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi
uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, 21 e predicano
riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». 22 La
folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le
vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E, dopo
aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al
carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine,
egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi
ai loro piedi.
Conversione del carceriere di Filippi
Gv 3:16; 1Ti 1:15-16
25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a
Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto, vi fu un gran
terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante
tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. 27
Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere
spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri
fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti
del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un
lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di
Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare
per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore
Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunziarono
la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua.
33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le
loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi
li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava
con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.
Paolo e Sila vengono rilasciati
At 22:25-29 (Fl 1:1-11, 27-30)
35 Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: «Libera
quegli uomini». 36 Il carceriere riferì a Paolo queste parole,
dicendo: «I pretori hanno mandato a dire che siate rimessi in libertà;
or dunque uscite, e andate in pace». 37 Ma Paolo disse loro:
«Dopo averci battuti in pubblico senza che fossimo stati condannati, noi
che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in prigione; e ora vogliono
rilasciarci di nascosto? No davvero! Anzi, vengano loro stessi a
condurci fuori». 38 I littori riferirono queste parole ai
pretori; e questi ebbero paura quando seppero che erano Romani; 39
essi vennero e li pregarono di scusarli; e, accompagnandoli fuori,
chiesero loro di andarsene dalla città. 40 Allora Paolo e Sila,
usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia; e visti i fratelli,
li confortarono, e partirono.
Paolo e Sila a Tessalonica
1Te 1; 2:1-16; Fl 4:16; Gv 15:19-21, 25; 16:2-3
17:1 Dopo essere passati per Amfipoli e per Apollonia, giunsero a
Tessalonica, dove c'era una sinagoga dei Giudei; 2 e Paolo,
com'era sua consuetudine, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro
ragionamenti tratti dalle Scritture, 3 spiegando e dimostrando
che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti. «E il Cristo», egli
diceva, «è quel Gesù che io vi annunzio». 4 Alcuni di loro furono
convinti, e si unirono a Paolo e Sila; e così una gran folla di Greci
pii, e non poche donne delle famiglie più importanti. 5 Ma i
Giudei, mossi da invidia, presero con loro alcuni uomini malvagi tra la
gente di piazza; e, raccolta quella plebaglia, misero in subbuglio la
città; e, assalita la casa di Giasone, cercavano di trascinare Paolo e
Sila davanti al popolo. 6 Ma non avendoli trovati, trascinarono
Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città, gridando:
«Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui,
7 e Giasone li ha ospitati; ed essi tutti agiscono contro i decreti
di Cesare, dicendo che c'è un altro re, Gesù». 8 E misero in
agitazione la popolazione e i magistrati della città, che udivano queste
cose. 9 Questi, dopo aver ricevuto una cauzione da Giasone e
dagli altri, li lasciarono andare.
Paolo e Sila a Berea
Is 8:20; 1Te 5:21
10 Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila
per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei
Giudei. 11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di
Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando
ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così. 12
Molti di loro, dunque, credettero, e così pure un gran numero di
nobildonne greche e di uomini. 13 Ma quando i Giudei di
Tessalonica vennero a sapere che la Parola di Dio era stata annunziata
da Paolo anche a Berea, si recarono là, agitando e mettendo sottosopra
la folla. 14 I fratelli, allora, fecero subito partire Paolo,
conducendolo fino al mare; ma Sila e Timoteo rimasero ancora là.
15 Quelli che accompagnavano Paolo, lo condussero fino ad Atene,
e, ricevuto l'ordine di dire a Sila e a Timoteo che quanto prima si
recassero da lui, se ne tornarono indietro.
Paolo ad Atene
Il discorso nell'Areòpago
Sl 69:10 (At 14:14-17; 26:17-20) 1Co 1:18-25
16 Mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli
s'inacerbiva dentro nel vedere la città piena di idoli. 17
Frattanto discorreva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie; e
sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano. 18 E
anche alcuni filosofi epicurei e stoici conversavano con lui. Alcuni
dicevano: «Che cosa dice questo ciarlatano?» E altri: «Egli sembra
essere un predicatore di divinità straniere»; perché annunziava Gesù e
la risurrezione. 19 Presolo con sé, lo condussero su
nell'Areòpago, dicendo: «Potremmo sapere quale sia questa nuova dottrina
che tu proponi? 20 Poiché tu ci fai sentire cose strane. Noi
vorremmo dunque sapere che cosa vogliono dire queste cose».
21 Or tutti gli Ateniesi e i residenti stranieri non passavano il
loro tempo in altro modo che a dire o ad ascoltare novità.
22 E Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areòpago, disse:
«Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi.
23 Poiché, passando, e osservando gli oggetti del vostro culto, ho
trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto.
Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio. 24
Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo
Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani
d'uomo; 25 e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse
bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni
cosa. 26 Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini
perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le
epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, 27
affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni,
benché egli non sia lontano da ciascuno di noi. 28 Difatti, in
lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno
detto: "Poiché siamo anche sua discendenza". 29 Essendo dunque
discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a
oro, ad argento, o a pietra scolpita dall'arte e dall'immaginazione
umana. 30 Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora
comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, 31
perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia
per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a
tutti, risuscitandolo dai morti».
32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se
ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra
volta». 33 Così Paolo uscì di mezzo a loro. 34 Ma alcuni
si unirono a lui e credettero; tra i quali anche Dionisio l'areopagita,
una donna chiamata Damaris, e altri con loro.
Paolo a Corinto
1Co 1:1-9; 2:1-5; 4:12; 2Co 11:5-12; 12:12-13
18:1 Dopo questi fatti egli lasciò Atene e si recò a Corinto.
2 Qui trovò un ebreo, di nome Aquila, oriundo del Ponto, giunto di
recente dall'Italia insieme con sua moglie Priscilla, perché Claudio
aveva ordinato a tutti i Giudei di lasciare Roma. Egli si unì a loro.
3 Essendo del medesimo mestiere, andò ad abitare e a lavorare con
loro. Infatti, di mestiere, erano fabbricanti di tende.
4 Ma ogni sabato insegnava nella sinagoga e persuadeva Giudei e
Greci. 5 Quando poi Sila e Timoteo giunsero dalla Macedonia,
Paolo si dedicò completamente alla Parola, testimoniando ai Giudei che
Gesù era il Cristo. 6 Ma poiché essi facevano opposizione e lo
insultavano, egli scosse le sue vesti e disse loro: «Il vostro sangue
ricada sul vostro capo; io ne sono netto; da ora in poi andrò dai
pagani». 7 E, uscito di là, entrò in casa di un tale chiamato
Tizio Giusto, che temeva Dio, e aveva la casa attigua alla sinagoga.
8 Ma Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a
tutta la sua famiglia. Molti Corinzi, udendo, credevano e venivano
battezzati.
9 Una notte il Signore disse in visione a Paolo: «Non temere, ma
continua a parlare e non tacere; 10 perché io sono con te, e
nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male; perché io ho un
popolo numeroso in questa città».
11 Ed egli rimase là un anno e sei mesi, insegnando tra di loro
la Parola di Dio.
At 25:15-21; Ro 13:3-4
12 Poi, quando Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei,
unanimi, insorsero contro Paolo, e lo condussero davanti al tribunale,
dicendo: 13 «Costui persuade la gente ad adorare Dio in modo
contrario alla legge». 14 Paolo stava per parlare, ma Gallione
disse ai Giudei: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche
cattiva azione, o Giudei, io vi ascolterei pazientemente, come vuole la
ragione. 15 Ma se si tratta di questioni intorno a parole, a
nomi, e alla vostra legge, vedetevela voi; io non voglio esser giudice
di queste cose». 16 E li fece uscire dal tribunale. 17
Allora tutti afferrarono Sostene, il capo della sinagoga, e lo
picchiavano davanti al tribunale. E Gallione non si curava affatto di
queste cose.
Paolo ritorna ad Antiochia
At 21:23-26; 20:16; 14:26
18 Quanto a Paolo, dopo essersi trattenuto ancora molti giorni a
Corinto, prese commiato dai fratelli, e navigò verso la Siria, con
Priscilla e Aquila, dopo essersi fatto radere il capo a Cencrea, perché
aveva fatto un voto, s'imbarcò per la Siria, con Priscilla e Aquila.
19 Quando giunsero a Efeso, Paolo li lasciò là; poi, entrato
nella sinagoga, si mise a discorrere con i Giudei. 20 Essi lo
pregarono di rimanere da loro più a lungo, ma egli non acconsentì; 21
e dopo aver preso commiato e aver detto che, Dio volendo, sarebbe
tornato da loro un'altra volta, salpò da Efeso;
22 giunto a Cesarea, salì a Gerusalemme; e, salutata la chiesa,
scese ad Antiochia.
Terzo viaggio missionario
At 15:41; 16:4-6; Mt 13:12; 1Co 3:4-8
23 Dopo essersi fermato qui qualche tempo, partì, percorrendo la
regione della Galazia e della Frigia successivamente, fortificando tutti
i discepoli.
Apollo a Efeso e a Corinto
24 Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo
eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso. 25 Egli era
stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito,
annunziava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché
avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. 26 Egli
cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e
Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più
esattezza la via di Dio. 27 Poi, siccome voleva andare in Acaia,
i fratelli lo incoraggiarono, e scrissero ai discepoli di accoglierlo.
Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevano creduto mediante
la grazia di Dio, 28 perché con gran vigore confutava
pubblicamente i Giudei, dimostrando con le Scritture che Gesù è il
Cristo.
Paolo a Efeso
Mt 3:1-12; At 8:14-17
19:1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato
le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni
discepoli, 2 ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando
credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia
lo Spirito Santo». 3 Egli disse loro: «Con quale battesimo siete
dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di
Giovanni». 4 Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di
ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di
lui, cioè, in Gesù». 5 Udito questo, furono battezzati nel nome
del Signore Gesù; 6 e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo
Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e
profetizzavano. 7 Erano in tutto circa dodici uomini.
1Co 16:8-9; At 20:17-21, 31; Eb 2:4
8 Poi entrò nella sinagoga, e qui parlò con molta franchezza per
tre mesi, esponendo con discorsi persuasivi le cose relative al regno di
Dio. 9 Ma siccome alcuni si ostinavano e rifiutavano di credere
dicendo male della nuova Via davanti alla folla, egli, ritiratosi da
loro, separò i discepoli e insegnava ogni giorno nella scuola di
Tiranno. 10 Questo durò due anni. Così tutti coloro che abitavano
nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la Parola del Signore. 11 Dio
intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo; 12 al
punto che si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che
erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti
maligni uscivano.
(At 8:9-13, 18-23; 2Ti 3:8-9) 1Co 4:20;
Fl 3:7-9
13 Or alcuni esorcisti itineranti giudei tentarono anch'essi
d'invocare il nome del Signore Gesù su quelli che avevano degli spiriti
maligni, dicendo: «Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annunzia».
14 Quelli che facevano questo erano sette figli di un certo
Sceva, ebreo, capo sacerdote. 15 Ma lo spirito maligno rispose
loro: «Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?» 16 E
l'uomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su due di loro; e li
trattò in modo tale che fuggirono da quella casa, nudi e feriti. 17
Questo fatto fu risaputo da tutti, Giudei e Greci, che abitavano a
Efeso; e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù era
esaltato. 18 Molti di quelli che avevano creduto venivano a
confessare e a dichiarare le cose che avevano fatte. 19 Fra
quanti avevano esercitato le arti magiche molti portarono i loro libri,
e li bruciarono in presenza di tutti; e, calcolatone il prezzo,
trovarono che era di cinquantamila dramme d'argento.
20 Così la Parola di Dio cresceva e si affermava potentemente.
21 Dopo questi fatti Paolo si mise in animo di andare a
Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l'Acaia. «Dopo essere stato
là», diceva, «bisogna che io veda anche Roma». 22 Mandati in
Macedonia due dei suoi aiutanti, Timoteo ed Erasto, egli si fermò ancora
per qualche tempo in Asia.
Il tumulto di Efeso
1Co 16:5-9; 15:32; 2Co 1:8-10; Ec 9:17
23 In quel periodo vi fu un gran tumulto a proposito della nuova
Via. 24 Perché un tale, di nome Demetrio, orefice, che faceva
tempietti di Diana in argento, procurava non poco guadagno agli
artigiani. 25 Riuniti questi e gli altri che esercitavano il
medesimo mestiere, disse: «Uomini, voi sapete che da questo lavoro
proviene la nostra prosperità; 26 e voi vedete e udite che questo
Paolo ha persuaso e sviato molta gente non solo a Efeso, ma in quasi
tutta l'Asia, dicendo che quelli costruiti con le mani, non sono dèi.
27 Non solo vi è pericolo che questo ramo della nostra arte cada in
discredito, ma che anche il tempio della grande dea Diana non conti più,
e che sia perfino privata della sua maestà colei che tutta l'Asia e il
mondo adorano».
28 Essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a
gridare: «Grande è la Diana degli Efesini!»
29 E tutta la città fu piena di confusione; e trascinando con sé
a forza Gaio e Aristarco, macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si
precipitarono tutti d'accordo verso il teatro. 30 Paolo voleva
presentarsi al popolo, ma i discepoli glielo impedirono. 31 Anche
alcuni magistrati dell'Asia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo
di non avventurarsi nel teatro. 32 Intanto, chi gridava una cosa,
chi un'altra; infatti l'assemblea era confusa; e i più non sapevano per
quale motivo si fossero riuniti. 33 Dalla folla fecero uscire
Alessandro, che i Giudei spingevano avanti. E Alessandro, fatto cenno
con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti al popolo.
34 Ma quando si accorsero che era ebreo, tutti, per quasi due ore,
si misero a gridare in coro: «Grande è la Diana degli Efesini!»
35 Allora il segretario, calmata la folla, disse: «Uomini di
Efeso, c'è forse qualcuno che non sappia che la città degli Efesini è la
custode del tempio della grande Diana e della sua immagine caduta dal
cielo? 36 Queste cose sono incontestabili; perciò dovete calmarvi
e non far nulla in modo precipitoso; 37 voi infatti avete
condotto qua questi uomini, i quali non sono né sacrileghi, né
bestemmiatori della nostra dea. 38 Se dunque Demetrio e gli
artigiani che sono con lui hanno qualcosa contro qualcuno, ci sono i
tribunali e ci sono i proconsoli: si facciano citare gli uni e gli
altri. 39 Se poi volete ottenere qualcos'altro, la questione si
risolverà in un'assemblea regolare. 40 Infatti corriamo il
rischio di essere accusati di sedizione per la riunione di oggi, non
essendovi ragione alcuna con la quale poter giustificare questo
tumulto». 41 Detto questo, sciolse l'assemblea.
Paolo in Macedonia e in Grecia
1Co 16:1-7; 2Co 7:5; Ro 15:25-27
20:1 Cessato il tumulto, Paolo fece chiamare i discepoli e, dopo
averli esortati, li salutò e partì per la Macedonia.
2 Attraversate quelle regioni, rivolgendo molte esortazioni ai
discepoli, giunse in Grecia. 3 Qui si trattenne tre mesi.
Poi, dato che i Giudei avevano ordito un complotto contro di lui mentre
stava per imbarcarsi per la Siria, decise di ritornare attraverso la
Macedonia. 4 Lo accompagnarono Sòpatro di Berea, figlio di Pirro,
Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derba, Timoteo e, della
provincia d'Asia, Tichico e Trofimo. 5 Questi andarono avanti e
ci aspettarono a Troas.
Paolo a Troas
(At 9:36-42; 1R 17:17-24; 2R 4:32-37) 2Co 1:3-4
6 Trascorsi i giorni degli Azzimi, partimmo da Filippi e, dopo
cinque giorni, li raggiungemmo a Troas, dove ci trattenemmo sette
giorni.
7 Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per
spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai
discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte. 8 Nella sala
di sopra, dov'eravamo riuniti, c'erano molte lampade; 9 un
giovane di nome Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra,
fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire;
egli, sopraffatto dal sonno, precipitò giù dal terzo piano, e venne
raccolto morto. 10 Ma Paolo scese, si gettò su di lui, e,
abbracciatolo, disse: «Non vi turbate, perché è ancora in vita». 11
Poi risalì, spezzò il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato
lungamente sino all'alba, partì. 12 Il giovane fu ricondotto
vivo, ed essi ne furono oltremodo consolati.
Viaggio da Troas a Mileto
At 18:18-21
13 Quanto a noi, che eravamo partiti con la nave, facemmo vela
per Asso, dove avevamo intenzione di prendere a bordo Paolo; perché egli
aveva stabilito così, volendo fare quel tragitto a piedi. 14
Quando ci raggiunse ad Asso, lo prendemmo con noi, e arrivammo a
Mitilene. 15 Di là, navigando, arrivammo il giorno dopo di fronte
a Chio; il giorno seguente approdammo a Samo, e il giorno dopo giungemmo
a Mileto. 16 Paolo aveva deciso di oltrepassare Efeso, per non
perdere tempo in Asia; egli si affrettava per trovarsi a Gerusalemme, se
gli fosse stato possibile, il giorno della Pentecoste.
Discorso di Paolo agli anziani di Efeso
(1Te 2:1-12; 1P 5:1-4)(Mt 7:15-20; 2P 2:1-3; Tt 1:9-14)
17 Da Mileto mandò a Efeso a chiamare gli anziani della chiesa.
18 Quando giunsero da lui, disse loro:
«Voi sapete in quale maniera, dal primo giorno che giunsi in Asia, mi
sono sempre comportato con voi, 19 servendo il Signore con ogni
umiltà, e con lacrime, tra le prove venutemi dalle insidie dei Giudei;
20 e come non vi ho nascosto nessuna delle cose che vi erano
utili, e ve le ho annunziate e insegnate in pubblico e nelle vostre
case, 21 e ho avvertito solennemente Giudei e Greci di ravvedersi
davanti a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù Cristo.
22 Ed ecco che ora, legato dallo Spirito, vado a Gerusalemme,
senza sapere le cose che là mi accadranno. 23 So soltanto che lo
Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e
tribolazioni. 24 Ma non faccio nessun conto della mia vita, come
se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine [con gioia] la mia corsa
e il servizio affidatomi dal Signore Gesù, cioè di testimoniare del
vangelo della grazia di Dio.
25 E ora, ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato
predicando il regno, non vedrete più la mia faccia. 26 Perciò io
dichiaro quest'oggi di essere puro del sangue di tutti; 27 perché
non mi sono tirato indietro dall'annunziarvi tutto il consiglio di Dio.
28 Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo
Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio,
che egli ha acquistata con il proprio sangue. 29 Io so che dopo
la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non
risparmieranno il gregge; 30 e anche tra voi stessi sorgeranno
uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i
discepoli. 31 Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni,
notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime.
32 E ora, vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la
quale può edificarvi e darvi l'eredità di tutti i santificati. 33
Non ho desiderato né l'argento, né l'oro, né i vestiti di nessuno. 34
Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di
coloro che erano con me. 35 In ogni cosa vi ho mostrato che
bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle
parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: "Vi è più gioia nel
dare che nel ricevere"».
36 Quand'ebbe dette queste cose, si pose in ginocchio e pregò con
tutti loro. 37 Tutti scoppiarono in un gran pianto; e si
gettarono al collo di Paolo, e lo baciarono, 38 dolenti
soprattutto perché aveva detto loro che non avrebbero più rivisto la sua
faccia; e l'accompagnarono alla nave.
Paolo giunge a Tiro
Sl 87:4; At 20:36-38
21:1 Dopo esserci separati da loro, salpammo, e giungemmo
direttamente a Cos, il giorno seguente a Rodi e di là a Patara. 2
E, trovata una nave diretta in Fenicia, salimmo a bordo e salpammo. 3
Giunti in vista di Cipro, e lasciatala a sinistra, navigammo verso la
Siria, e approdammo a Tiro, perché qui si doveva scaricare la nave. 4
Trovati i discepoli, soggiornammo là sette giorni. Essi, mossi dallo
Spirito, dicevano a Paolo di non metter piede a Gerusalemme; 5
quando però fummo al termine di quei giorni, partimmo per continuare il
viaggio, accompagnati da tutti loro, con le mogli e i figli, sin fuori
dalla città; dopo esserci inginocchiati sulla spiaggia, pregammo e ci
dicemmo addio; 6 poi salimmo sulla nave, e quelli se ne tornarono
alle loro case.
Paolo a Tolemaide e a Cesarea
At 8:5, 40; 2:16-18; 20:22-24
7 Terminata la navigazione, da Tiro arrivammo a Tolemaide; e,
salutati i fratelli, restammo un giorno con loro.
8 Ripartiti il giorno dopo, giungemmo a Cesarea; ed entrati in
casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei sette, restammo da lui.
9 Egli aveva quattro figlie non sposate, le quali profetizzavano.
10 Eravamo là da molti giorni, quando scese dalla Giudea un
profeta, di nome Agabo. 11 Egli venne da noi e, presa la cintura
di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: «Questo dice lo Spirito
Santo: "A Gerusalemme i Giudei legheranno così l'uomo a cui questa
cintura appartiene, e lo consegneranno nelle mani dei pagani"». 12
Quando udimmo queste cose, tanto noi che quelli del luogo lo pregavamo
di non salire a Gerusalemme. 13 Paolo allora rispose: «Che fate
voi, piangendo e spezzandomi il cuore? Sappiate che io sono pronto non
solo a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del
Signore Gesù». 14 E, poiché non si lasciava persuadere, ci
rassegnammo dicendo: «Sia fatta la volontà del Signore».
15 Dopo quei giorni, fatti i nostri preparativi, salimmo a
Gerusalemme. 16 Vennero con noi anche alcuni discepoli di
Cesarea, che ci condussero in casa di un certo Mnasone di Cipro,
discepolo di vecchia data, presso il quale dovevamo alloggiare.
A Gerusalemme Paolo si reca da Giacomo
Ro 15:1-2; 1Co 9:19-23
17 Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.
18 Il giorno seguente, Paolo si recò con noi da Giacomo; e vi si
trovarono tutti gli anziani. 19 Dopo averli salutati, Paolo si
mise a raccontare dettagliatamente quello che Dio aveva fatto tra i
pagani, per mezzo del suo servizio. 20 Ed essi, dopo averlo
ascoltato, glorificavano Dio. Poi, dissero a Paolo: «Fratello, tu vedi
quante migliaia di Giudei hanno creduto; e tutti sono zelanti per la
legge. 21 Ora sono stati informati su di te che vai insegnando a
tutti i Giudei sparsi tra i pagani ad abbandonare Mosè, e dicendo di non
circoncidere più i loro figli e di non conformarsi più ai riti. 22
E allora? È inevitabile [che molti di loro si radunino, perché] verranno
a sapere che tu sei venuto. 23 Fa' dunque quello che ti diciamo:
noi abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto; 24 prendili
con te, purìficati con loro, e paga le spese per loro affinché possano
radersi il capo; così tutti conosceranno che non c'è niente di vero
nelle informazioni che hanno ricevute sul tuo conto; ma che tu pure
osservi la legge. 25 Quanto ai pagani che hanno creduto, noi
abbiamo scritto decretando che si astengano dalle cose sacrificate agli
idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla fornicazione». 26
Allora Paolo, il giorno seguente, prese con sé quegli uomini e, dopo
essersi purificato con loro, entrò nel tempio, annunziando di voler
compiere i giorni della purificazione, fino alla presentazione
dell'offerta per ciascuno di loro.
Paolo è arrestato nel tempio
At 20:23; 24:5-19; Ro 15:30-31; 1Te 2:15-16
27 Quando i sette giorni stavano per compiersi, i Giudei
dell'Asia, vedendolo nel tempio, aizzarono tutta la folla, e gli misero
le mani addosso, gridando: 28 «Israeliti, venite in aiuto: questo
è l'uomo che va predicando a tutti e dappertutto contro il popolo,
contro la legge e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha condotto anche
dei Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo». 29
Infatti, prima avevano veduto Trofimo di Efeso in città con Paolo, e
pensavano che egli lo avesse condotto nel tempio.
30 Tutta la città fu in agitazione e si fece un assembramento di
gente; afferrato Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio, e subito le
porte furono chiuse. 31 Mentre cercavano di ucciderlo, fu
riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in subbuglio.
32 Ed egli, presi immediatamente dei soldati e dei centurioni, si
precipitò verso i Giudei, i quali, vedendo il tribuno e i soldati,
cessarono di battere Paolo. 33 Allora il tribuno si avvicinò,
prese Paolo, e ordinò che fosse legato con due catene; poi domandò chi
fosse e che cosa avesse fatto. 34 E nella folla gli uni gridavano
una cosa, e gli altri un'altra; per cui, non potendo sapere nulla di
certo a causa della confusione, ordinò che fosse condotto nella
fortezza. 35 Quando Paolo arrivò alla gradinata dovette, per la
violenza della folla, essere portato di peso dai soldati, 36
perché una marea di gente incalzava, gridando: «A morte!»
At 26:1; Mt 10:19-20
37 Quando Paolo stava per essere introdotto nella fortezza, disse
al tribuno: «Mi è permesso dirti qualcosa?» Quegli rispose: «Sai il
greco? 38 Non sei dunque quell'egiziano che tempo fa sobillò e
condusse nel deserto quei quattromila briganti?» 39 Ma Paolo
disse: «Io sono un giudeo di Tarso, cittadino di quella non oscura città
di Cilicia; e ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo». 40
Il tribuno glielo permise e Paolo, stando in piedi sulla gradinata, fece
cenno con la mano al popolo e, fattosi un gran silenzio, parlò loro in
ebraico, dicendo:
Discorso di Paolo ai Giudei
At 9:1-30; 26:9-21; 1Ti 1:12-17
22:1 «Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico a mia
difesa».
2 Quand'ebbero udito che egli parlava loro in lingua ebraica,
fecero ancor più silenzio. Poi disse:
3 «Io sono un giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in
questa città, educato ai piedi di Gamaliele nella rigida osservanza
della legge dei padri; sono stato zelante per la causa di Dio, come voi
tutti siete oggi; 4 perseguitai a morte questa Via, legando e
mettendo in prigione uomini e donne, 5 come me ne sono testimoni
il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani; avute da loro
delle lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per condurre legati a
Gerusalemme anche quelli che erano là, perché fossero puniti.
6 Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso
mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran
luce. 7 Caddi a terra e udii una voce che mi disse: "Saulo,
Saulo, perché mi perseguiti?" 8 Io risposi: "Chi sei, Signore?"
Ed egli mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti". 9
Coloro che erano con me videro sì la luce, ma non intesero la voce di
colui che mi parlava. 10 Allora dissi: "Signore, che devo fare?"
E il Signore mi disse: "Àlzati, va' a Damasco, e là ti saranno dette
tutte le cose che ti è ordinato di fare". 11 E siccome non ci
vedevo più a causa del fulgore di quella luce, fui condotto per mano da
quelli che erano con me; e, così, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i
Giudei che abitavano là rendevano buona testimonianza, 13 venne
da me, e, accostatosi, mi disse: "Fratello Saulo, ricupera la vista". E
in quell'istante riebbi la vista e lo guardai. 14 Egli soggiunse:
"Il Dio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà, a
vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua bocca. 15
Perché tu gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che
hai viste e udite. 16 E ora, perché indugi? Àlzati, sii
battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome".
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio
fui rapito in estasi, 18 e vidi Gesù che mi diceva: "Affrèttati,
esci presto da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua
testimonianza su di me". 19 E io dissi: "Signore, essi sanno che
io incarceravo e flagellavo nelle sinagoghe quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io
ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di coloro che lo
uccidevano". 21 Ma egli mi disse: "Va' perché io ti manderò
lontano, tra i popoli"».
At 16:22-23, 35-39; 25:16
22 Lo ascoltarono fino a questa parola; poi alzarono la voce,
dicendo: «Togli via dal mondo un uomo simile; perché non è degno di
vivere». 23 Com'essi gridavano e gettavano via i loro vestiti e
lanciavano polvere in aria, 24 il tribuno comandò che Paolo fosse
condotto nella fortezza e che venisse interrogato mediante tortura, allo
scopo di sapere per quale motivo gridassero così contro di lui. 25
Quando lo ebbero disteso e legato con le cinghie, Paolo disse al
centurione che era presente: «Vi è lecito flagellare un cittadino
romano, che non è stato ancora condannato?» 26 Il centurione,
udito questo, andò a riferirlo al tribuno, dicendo: «Che stai per fare?
Quest'uomo è romano!» 27 Il tribuno andò da Paolo, e gli chiese:
«Dimmi, sei romano?» Ed egli rispose: «Sì». 28 Il tribuno
replicò: «Io ho acquistato questa cittadinanza per una grande somma di
denaro». E Paolo disse: «Io, invece, l'ho di nascita». 29 Allora
quelli che stavano per sottoporlo a interrogatorio, si ritirarono subito
da lui; e anche il tribuno, sapendo che egli era romano, ebbe paura
perché l'aveva fatto legare.
Paolo davanti al sinedrio
At 23:28 (Mt 23:27-28; 10:16)(Sl 37:32-33; Gs 1:9)
30 Il giorno seguente, volendo sapere con certezza di che cosa
egli fosse accusato dai Giudei, gli tolse le catene e ordinò ai capi dei
sacerdoti e a tutto il sinedrio di radunarsi; e, condotto giù Paolo, lo
fece comparire davanti a loro.
23:1
Paolo, fissato lo sguardo sul sinedrio, disse: «Fratelli, fino ad oggi
mi sono condotto davanti a Dio in tutta buona coscienza».
2 Il sommo sacerdote Anania comandò a quelli che erano vicini a
lui, di percuoterlo sulla bocca. 3 Allora Paolo gli disse: «Dio
percoterà te, parete imbiancata; tu siedi per giudicarmi secondo la
legge e violando la legge comandi che io sia percosso?» 4 Coloro
che erano là presenti dissero: «Tu insulti il sommo sacerdote di Dio?»
5 Paolo disse: «Fratelli, non sapevo che fosse sommo sacerdote;
perché sta scritto: "Non dirai male del capo del tuo popolo"».
6 Or Paolo, sapendo che una parte dell'assemblea era composta di
sadducei e l'altra di farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son
fariseo, figlio di farisei; ed è a motivo della speranza e della
risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio. 7 Appena
ebbe detto questo, nacque contesa tra i farisei e i sadducei, e
l'assemblea si trovò divisa. 8 Perché i sadducei dicono che non
vi è risurrezione, né angelo, né spirito; mentre i farisei affermano
l'una e l'altra cosa. 9 Ne nacque un grande clamore; e alcuni
scribi del partito dei farisei, alzatisi, protestarono, dicendo: «Non
troviamo nulla di male in quest'uomo; e se gli avesse parlato uno
spirito o un angelo?» 10 Poiché il contrasto andava crescendo, il
tribuno, temendo che Paolo fosse fatto a pezzi da quella gente, comandò
ai soldati di scendere e di portarlo via di mezzo a loro, e di condurlo
nella fortezza.
11 La notte seguente, il Signore si presentò a Paolo e gli disse:
«Fatti coraggio; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme,
così bisogna che tu la renda anche a Roma».
Congiura contro Paolo
At 9:23-25; Sl 3; 59:4; 2Co 11:23, 26
12 Quando fu giorno, i Giudei ordirono una congiura, e con
imprecazioni contro sé stessi fecero voto di non mangiare né bere finché
non avessero ucciso Paolo. 13 Or quelli che avevano fatto questa
congiura erano più di quaranta. 14 Si presentarono ai capi dei
sacerdoti e agli anziani, e dissero: «Abbiamo fatto voto, scagliando
l'anatema contro noi stessi, di non mangiar nulla finché non abbiamo
ucciso Paolo. 15 Perciò voi con il sinedrio presentatevi al
tribuno per chiedergli di condurlo giù da voi, come se voleste conoscere
più esattamente il suo caso; e noi, prima ch'egli arrivi, siamo pronti a
ucciderlo».
16 Ma il figlio della sorella di Paolo, venuto a sapere
dell'agguato, corse alla fortezza, ed entrato riferì tutto a Paolo.
17 Paolo, chiamato a sé uno dei centurioni, disse: «Conduci questo
giovane dal tribuno, perché ha qualcosa da riferirgli». 18 Egli
lo prese e lo condusse dal tribuno, e disse: «Paolo, il prigioniero, mi
ha chiamato e mi ha pregato di condurti questo giovane, che ha qualcosa
da dirti». 19 Il tribuno lo prese per mano e, appartatosi con
lui, gli domandò: «Che cosa hai da riferirmi?» 20 Ed egli
rispose: «I Giudei si sono messi d'accordo per pregarti che domani tu
riconduca giù Paolo nel sinedrio, come se volessero informarsi meglio
del suo caso; 21 ma tu non dar retta a loro, perché più di
quaranta uomini di loro gli tendono un agguato e con imprecazioni contro
sé stessi hanno fatto voto di non mangiare né bere, finché non lo
abbiano ucciso; e ora sono già pronti, aspettando il tuo consenso».
22 Il tribuno dunque congedò il giovane, dopo avergli raccomandato
di non parlare con nessuno di quanto gli aveva svelato.
Paolo viene trasferito di notte a Cesarea
23 Poi, chiamati due centurioni, disse loro: «Tenete pronti fin
dalla terza ora della notte duecento soldati, settanta cavalieri e
duecento lancieri, per andare fino a Cesarea; 24 e abbiate pronte
delle cavalcature per farvi montare su Paolo, perché sia condotto sano e
salvo dal governatore Felice». 25 Scrisse anche una lettera del
seguente tenore:
26 «Claudio Lisia, all'eccellentissimo governatore Felice,
salute.
27 Quest'uomo era stato preso dai Giudei, e stava per essere
ucciso da loro, quando sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato
dalle loro mani, avendo saputo che era cittadino romano. 28
Volendo sapere di che cosa lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.
29 Ho trovato che era accusato per questioni relative alla loro
legge, ma che non era incolpato di nulla che fosse meritevole di morte o
di prigione. 30 Però mi è stato riferito che si tendeva un
agguato contro quest'uomo; perciò l'ho sùbito inviato da te, ordinando
anche ai suoi accusatori di dire davanti a te quello che hanno contro di
lui».
31 I soldati dunque, com'era stato loro ordinato, presero Paolo e
lo condussero di notte ad Antipatrìda. 32 Il giorno seguente
lasciarono partire i cavalieri con lui e ritornarono alla fortezza.
33 Quelli, giunti a Cesarea e consegnata la lettera al governatore,
gli presentarono anche Paolo. 34 Egli lesse la lettera e domandò
a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era di Cilicia, 35
gli disse: «Ti ascolterò meglio quando saranno giunti anche i tuoi
accusatori». E ordinò che fosse custodito nel palazzo di Erode.
Paolo accusato davanti al governatore
Felice
At 6:11-13; 21:27-36; Mt 5:11-12
24:1 Cinque giorni dopo, il sommo sacerdote Anania discese con
alcuni anziani e con un avvocato di nome Tertullo, e si presentarono al
governatore per accusare Paolo.
2 Egli fu chiamato e Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo:
3 «Siccome per merito tuo, eccellentissimo Felice, godiamo molta
pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme in favore
di questa nazione, noi in tutto e per tutto lo riconosciamo con viva
gratitudine. 4 Ora, per non trattenerti troppo a lungo, ti prego
di ascoltare brevemente, secondo la tua benevolenza. 5 Abbiamo
dunque trovato che quest'uomo è una peste, che fomenta rivolte fra tutti
i Giudei del mondo, ed è capo della setta dei Nazareni. 6 Egli ha
perfino tentato di profanare il tempio; perciò lo abbiamo preso; [e
volevamo giudicarlo secondo la nostra legge; 7 ma il tribuno
Lisia è intervenuto, e lo ha tolto con violenza dalle nostre mani, 8
ordinando che i suoi accusatori si presentassero davanti a te;]
interrogandolo, potrai tu stesso aver piena conoscenza di tutte le cose
di cui noi lo accusiamo».
9 I Giudei si unirono anch'essi nelle accuse, affermando che le
cose stavano così.
Lu 21:12-15; 1P 3:15-16
10 Allora Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno di
parlare, rispose: «Sapendo che già da molti anni tu sei giudice di
questa nazione, parlo con più coraggio a mia difesa. 11 Perché tu
puoi accertarti che non sono più di dodici giorni da quando salii a
Gerusalemme per adorare; 12 ed essi non mi hanno trovato nel
tempio a discutere con nessuno, né a fare assembramenti di popolo, né
nelle sinagoghe, né in città; 13 e non possono provarti le cose
delle quali ora mi accusano. 14 Ma ti confesso questo, che adoro
il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, credendo
in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti; 15
avendo in Dio la speranza, condivisa anche da costoro, che ci sarà una
risurrezione dei giusti e degli ingiusti. 16 Per questo anch'io
mi esercito ad avere sempre una coscienza pura davanti a Dio e davanti
agli uomini. 17 Dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine
alla mia nazione e a presentare delle offerte. 18 Mentre io stavo
facendo questo, mi hanno trovato purificato nel tempio, senza
assembramento e senza tumulto; 19 e vi erano alcuni Giudei
dell'Asia; questi avrebbero dovuto comparire davanti a te ed accusarmi,
se avevano qualcosa contro di me. 20 Oppure dicano costoro quale
misfatto hanno trovato in me, quando mi presentai davanti al sinedrio;
21 a meno che si tratti di questa sola parola che gridai, quando
comparvi davanti a loro: "È a motivo della risurrezione dei morti, che
io sono oggi giudicato da voi"».
22 Allora Felice, che era assai bene informato su questa Via, li
rinviò, dicendo: «Quando sarà giunto il tribuno Lisia, esaminerò il caso
vostro». 23 E ordinò al centurione che Paolo fosse custodito,
permettendogli però una certa libertà, e senza vietare ad alcuno dei
suoi di rendergli dei servizi.
Felice rinvia il caso di Paolo
At 17:30-32; Is 55:6-7; Sl 95:8
24 Dopo alcuni giorni Felice, venuto con sua moglie Drusilla, che
era ebrea, mandò a chiamare Paolo, e lo ascoltò circa la fede in Cristo
Gesù. 25 Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del
giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: «Per ora va'; e quando ne
avrò l'opportunità, ti manderò a chiamare». 26 Egli sperava, allo
stesso tempo, che Paolo gli avrebbe dato del denaro: per questo lo
mandava spesso a chiamare e conversava con lui.
27 Trascorsi due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e
Felice, volendo guadagnare il favore dei Giudei, lasciò Paolo in
prigione.
Paolo davanti a Festo, il nuovo
governatore
At 23:12-15, 30; 25:14-21; Sl 82:2, 5; 27:12
25:1 Festo, dunque, giunse nella sua provincia, e tre giorni dopo
salì da Cesarea a Gerusalemme. 2 I capi dei sacerdoti e i
notabili dei Giudei gli presentarono le loro accuse contro Paolo; 3
e con intenzioni ostili, lo pregavano, chiedendo come un favore, che lo
facesse venire a Gerusalemme. Essi intanto avrebbero preparato
un'imboscata per ucciderlo durante il viaggio. 4 Ma Festo rispose
che Paolo era custodito a Cesarea, e che egli stesso doveva partir
presto. 5 «Quelli dunque che hanno autorità tra di voi», disse
egli, «scendano con me e se vi è in quest'uomo qualche colpa, lo
accusino».
6 Rimasto tra di loro non più di otto o dieci giorni, Festo
discese a Cesarea; e il giorno dopo, sedendo in tribunale, ordinò che
Paolo gli fosse condotto davanti. 7 Quand'egli giunse, i Giudei
che erano scesi da Gerusalemme lo circondarono, portando contro di lui
numerose e gravi accuse, che non potevano provare; 8 mentre Paolo
diceva a sua difesa: «Io non ho peccato né contro la legge dei Giudei,
né contro il tempio, né contro Cesare». 9 Ma Festo, volendo far
cosa gradita ai Giudei, disse a Paolo: «Vuoi salire a Gerusalemme ed
essere giudicato in mia presenza intorno a queste cose?» 10 Ma
Paolo rispose: «Io sto qui davanti al tribunale di Cesare, dove debbo
essere giudicato; non ho fatto nessun torto ai Giudei, come anche tu sai
molto bene. 11 Se dunque sono colpevole e ho commesso qualcosa da
meritare la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle cose delle quali
costoro mi accusano non c'è nulla di vero, nessuno mi può consegnare
nelle loro mani. Io mi appello a Cesare». 12 Allora Festo, dopo
aver conferito con il Consiglio, rispose: «Tu ti sei appellato a Cesare;
a Cesare andrai».
Festo espone il caso di Paolo al re
Agrippa
v. 1-12; 9:15
13 Dopo diversi giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a
Cesarea, per salutare Festo. 14 E poiché si trattennero là per
molti giorni, Festo raccontò al re il caso di Paolo, dicendo: «Vi è un
uomo che è stato lasciato in carcere da Felice, 15 contro il
quale, quando mi recai a Gerusalemme, i capi dei sacerdoti e gli anziani
dei Giudei sporsero denuncia, chiedendomi di condannarlo. 16
Risposi loro che non è abitudine dei Romani consegnare un accusato,
prima che abbia avuto gli accusatori di fronte e gli sia stato dato modo
di difendersi dall'accusa. 17 Quando dunque furono venuti qua,
senza indugio, il giorno seguente, sedetti in tribunale e ordinai che
quell'uomo mi fosse condotto davanti. 18 I suoi accusatori si
presentarono, ma non gli imputavano nessuna delle cattive azioni che io
supponevo. 19 Essi avevano contro di lui certe questioni intorno
alla propria religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo
affermava essere vivo. 20 E io, non conoscendo la procedura per
questi casi, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme, e là essere
giudicato intorno a queste cose. 21 Ma siccome Paolo aveva
interposto appello per essere rimesso al giudizio dell'imperatore,
ordinai che fosse custodito, finché non l'avrei inviato a Cesare».
22 Agrippa disse a Festo: «Vorrei anch'io ascoltare quest'uomo».
Ed egli rispose: «Domani lo ascolterai».
23 Il giorno seguente, dunque, Agrippa e Berenice giunsero con
gran pompa, ed entrarono nella sala d'udienza con i tribuni e con i
notabili della città; e, per ordine di Festo, fu condotto Paolo.
24 Allora Festo disse: «Re Agrippa, e voi tutti che siete qui
presenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale una folla
di Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, gridando che non deve
più restare in vita. 25 Io però non ho trovato che avesse fatto
qualcosa meritevole di morte, e poiché egli stesso si è appellato
all'imperatore, ho deciso di mandarglielo. 26 Siccome non ho
nulla di certo da scrivere all'imperatore, l'ho condotto qui davanti a
voi, e principalmente davanti a te, o re Agrippa, affinché, dopo questo
esame, io abbia qualcosa da scrivere. 27 Perché non mi sembra
ragionevole mandare un prigioniero, senza render note le accuse che
vengono mosse contro di lui».
Difesa di Paolo davanti al re Agrippa
Mt 10:18-20 (At 9:1-30; 22:1-21)
26:1 Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua
difesa».
Allora Paolo, stesa la mano, disse a sua difesa:
2 «Re Agrippa, io mi ritengo felice di potermi oggi discolpare
davanti a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei, 3
soprattutto perché tu hai conoscenza di tutti i riti e di tutte le
questioni che ci sono tra i Giudei; perciò ti prego di ascoltarmi
pazientemente.
4 Quale sia stata la mia vita fin dalla mia gioventù, che ho
trascorsa a Gerusalemme in mezzo al mio popolo, è noto a tutti i Giudei,
5 perché mi hanno conosciuto fin da allora, e sanno, se pure
vogliono renderne testimonianza, che, secondo la più rigida setta della
nostra religione, sono vissuto da fariseo. 6 E ora sono chiamato
in giudizio per la speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri;
7 della quale promessa le nostre dodici tribù, che servono con
fervore Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. Per questa
speranza, o re, sono accusato dai Giudei! 8 Perché mai si giudica
da voi cosa incredibile che Dio risusciti i morti?
9 Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente
contro il nome di Gesù il Nazareno. 10 Questo infatti feci a
Gerusalemme; e avendone ricevuta l'autorizzazione dai capi dei
sacerdoti, io rinchiusi nelle prigioni molti santi; e, quand'erano messi
a morte, io davo il mio voto. 11 E spesso, in tutte le sinagoghe,
punendoli, li costringevo a bestemmiare; e, infuriato oltremodo contro
di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere.
12 Mentre mi dedicavo a queste cose e andavo a Damasco con
l'autorità e l'incarico da parte dei capi dei sacerdoti, 13 a
mezzogiorno vidi per strada, o re, una luce dal cielo, più splendente
del sole, la quale sfolgorò intorno a me e ai miei compagni di viaggio.
14 Tutti noi cademmo a terra, e io udii una voce che mi disse in
lingua ebraica: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro
ricalcitrare contro il pungolo". 15 Io dissi: "Chi sei, Signore?"
E il Signore rispose: "Io sono Gesù, che tu perseguiti. 16 Ma
àlzati, e sta in piedi perché per questo ti sono apparso: per farti
ministro e testimone delle cose che hai viste, e di quelle per le quali
ti apparirò ancora, 17 liberandoti da questo popolo e dalle
nazioni, alle quali io ti mando 18 per aprire loro gli occhi,
affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a
Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro
parte di eredità tra i santificati".
19 Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla
visione celeste; 20 ma, prima a quelli di Damasco, poi a
Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e fra le nazioni, ho
predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne
del ravvedimento. 21 Per questo i Giudei, dopo avermi preso nel
tempio, tentavano di uccidermi. 22 Ma per l'aiuto che vien da
Dio, sono durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli
e a grandi, senza dir nulla al di fuori di quello che i profeti e Mosè
hanno detto che doveva avvenire, cioè: 23 che il Cristo avrebbe
sofferto, e che egli, il primo a risuscitare dai morti, avrebbe
annunziato la luce al popolo e alle nazioni».
24 Mentr'egli diceva queste cose in sua difesa, Festo disse ad
alta voce: «Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuori di
senno».
25 Ma Paolo disse: «Non vaneggio, eccellentissimo Festo; ma
pronunzio parole di verità, e di buon senno. 26 Il re, al quale
parlo con franchezza, conosce queste cose; perché sono persuaso che
nessuna di esse gli è nascosta; poiché esse non sono accadute in
segreto. 27 O re Agrippa, credi tu nei profeti? Io so che ci
credi».
28 Agrippa disse a Paolo: «Con così poco vorresti persuadermi a
diventare cristiano?» 29 E Paolo: «Piacesse a Dio che con poco o
con molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi mi
ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all'infuori di queste
catene».
30 Allora il re si alzò, e con lui il governatore, Berenice, e
quanti sedevano con loro; 31 e, ritiratisi in disparte, parlavano
gli uni agli altri, dicendo: «Quest'uomo non fa nulla che meriti la
morte o la prigione». 32 Agrippa disse a Festo: «Quest'uomo
poteva esser liberato, se non si fosse appellato a Cesare».
Quarto viaggio missionario
Paolo è inviato a Roma
27:1 Quando fu deciso che noi salpassimo per l'Italia, Paolo con
altri prigionieri furono consegnati a un centurione, di nome Giulio,
della coorte Augusta. 2 Saliti sopra una nave di Adramitto, che
doveva toccare i porti della costa d'Asia, salpammo, avendo con noi
Aristarco, un macedone di Tessalonica.
3 Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando
benevolenza verso Paolo, gli permise di andare dai suoi amici per
ricevere le loro cure. 4 Poi, partiti di là, navigammo al riparo
di Cipro, perché i venti erano contrari. 5 E, attraversato il
mare di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia. 6 Il
centurione, trovata qui una nave alessandrina che faceva vela per
l'Italia, ci fece salire su quella.
7 Navigando per molti giorni lentamente, giungemmo a fatica, per
l'impedimento del vento, di fronte a Cnido. Poi veleggiammo sotto Creta,
al largo di Salmone; 8 e, costeggiandola con difficoltà,
giungemmo a un luogo detto Beiporti, vicino al quale era la città di
Lasea.
9 Intanto era trascorso molto tempo, e la navigazione si era
fatta pericolosa, poiché anche il giorno del digiuno era passato. Paolo
allora li ammonì dicendo: 10 «Uomini, vedo che la navigazione si
farà pericolosa con grave danno, non solo del carico e della nave, ma
anche delle nostre persone». 11 Il centurione però aveva più
fiducia nel pilota e nel padrone della nave che non nelle parole di
Paolo. 12 E, siccome quel porto non era adatto a svernare, la
maggioranza fu del parere di partire di là per cercare di arrivare a
Fenice, un porto di Creta esposto a sud-ovest e a nord-ovest, e di
passarvi l'inverno.
13 Intanto si era alzato un leggero scirocco e, credendo di poter
attuare il loro proposito, levarono le àncore e si misero a costeggiare
l'isola di Creta più da vicino.
La tempesta
Sl 107:23-31; 2Co 11:25-26; Is 43:1-2
14 Ma poco dopo, si scatenò giù dall'isola un vento impetuoso,
chiamato Euroaquilone; 15 la nave fu trascinata via e, non
potendo resistere al vento, la lasciammo andare ed eravamo portati alla
deriva. 16 Passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda,
a stento potemmo impadronirci della scialuppa. 17 Dopo averla
issata a bordo, utilizzavano dei mezzi di rinforzo, cingendo la nave di
sotto; e, temendo di finire incagliati nelle Sirti, calarono l'àncora
galleggiante, e si andava così alla deriva. 18 Siccome eravamo
sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a
gettare il carico. 19 Il terzo giorno, con le loro proprie mani,
buttarono in mare l'attrezzatura della nave. 20 Già da molti
giorni non si vedevano né sole né stelle, e sopra di noi infuriava una
forte tempesta, sicché ogni speranza di scampare era ormai persa.
21 Dopo che furono rimasti per lungo tempo senza mangiare, Paolo
si alzò in mezzo a loro, e disse: «Uomini, bisognava darmi ascolto e non
partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa perdita. 22
Ora però vi esorto a stare di buon animo, perché non vi sarà perdita
della vita per nessuno di voi ma solo della nave. 23 Poiché un
angelo del Dio, al quale appartengo e che io servo, mi è apparso questa
notte, 24 dicendo: "Paolo, non temere; bisogna che tu compaia
davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con
te". 25 Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in
Dio che avverrà come mi è stato detto. 26 Dovremo però essere
gettati sopra un'isola».
27 E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per
l'Adriatico, verso la mezzanotte, i marinai sospettavano di essere
vicini a terra; 28 e, calato lo scandaglio, trovarono venti
braccia; poi, passati un po' oltre e scandagliato di nuovo, trovarono
quindici braccia. 29 Temendo allora di urtare contro gli scogli,
gettarono da poppa quattro àncore, aspettando con ansia che si facesse
giorno.
30 Ma siccome i marinai cercavano di fuggire dalla nave, e già
stavano calando la scialuppa in mare con il pretesto di voler gettare le
àncore da prua, 31 Paolo disse al centurione e ai soldati: «Se
costoro non rimangono sulla nave, voi non potete scampare». 32
Allora i soldati tagliarono le funi della scialuppa, e la lasciarono
cadere.
33 Finché non si fece giorno, Paolo esortava tutti a prendere
cibo, dicendo: «Oggi sono quattordici giorni che state aspettando,
sempre digiuni, senza prendere nulla. 34 Perciò, vi esorto a
prendere cibo, perché questo contribuirà alla vostra salvezza; e neppure
un capello del vostro capo perirà». 35 Detto questo, prese del
pane e rese grazie a Dio in presenza di tutti; poi lo spezzò e cominciò
a mangiare. 36 E tutti, incoraggiati, presero anch'essi del cibo.
37 Sulla nave eravamo duecentosettantasei persone in tutto. 38
E, dopo essersi saziati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in
mare.
Il naufragio
39 Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese; ma
scorsero un'insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di
spingervi la nave. 40 Staccate le àncore, le lasciarono andare in
mare; sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni e, alzata la vela
maestra al vento, si diressero verso la spiaggia. 41 Ma essendo
incappati in un luogo che aveva il mare dai due lati, vi fecero arenare
la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si
sfasciava per la violenza [delle onde].
42 Il parere dei soldati era di uccidere i prigionieri, perché
nessuno fuggisse a nuoto. 43 Ma il centurione, volendo salvar
Paolo, li distolse da quel proposito, e ordinò che per primi si
gettassero in mare quelli che sapevano nuotare, per giungere a terra,
44 e gli altri, chi sopra tavole, e chi su rottami della nave. E
così avvenne che tutti giunsero salvi a terra.
Paolo nell'isola di Malta
Eb 13:2 (Lu 10:19; At 14:11-12) 2Co 6:4-10 (cfr. Mr 16:18)
28:1 Dopo essere scampati, riconoscemmo che l'isola si chiamava
Malta.
2 Gli indigeni usarono verso di noi bontà non comune; infatti, ci
accolsero tutti intorno a un gran fuoco acceso a motivo della pioggia
che cadeva e del freddo. 3 Mentre Paolo raccoglieva un fascio di
rami secchi e li poneva sul fuoco, ne uscì fuori una vipera, risvegliata
dal calore, e gli si attaccò alla mano. 4 Quando gli indigeni
videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero tra di loro:
«Certamente, quest'uomo è un omicida perché, pur essendo scampato dal
mare, la Giustizia non lo lascia vivere». 5 Ma Paolo, scossa la
bestia nel fuoco, non ne patì alcun male. 6 Or essi si
aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo; ma dopo aver
lungamente aspettato, vedendo che non gli avveniva nessun male,
cambiarono parere, e cominciarono a dire che egli era un dio.
Mt 8:14-16; 10:8-13
7 Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell'uomo
principale dell'isola, chiamato Publio, il quale ci accolse
amichevolmente e ci ospitò per tre giorni. 8 Il padre di Publio
era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo;
e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. 9 Avvenuto
questo, anche gli altri che avevano delle infermità nell'isola, vennero,
e furono guariti; 10 questi ci fecero grandi onori; e, quando
salpammo, ci rifornirono di tutto il necessario.
Paolo a Roma
3Gv 5-8 (Ro 1:9-15; 15:29; At 23:11)
11 Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina, recante
l'insegna di Castore e Polluce, la quale aveva svernato nell'isola.
12 Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni. 13 Di là,
costeggiando, arrivammo a Reggio. Il giorno seguente si levò un vento di
scirocco, e in due giorni giungemmo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo
dei fratelli, e fummo pregati di rimanere presso di loro sette giorni. E
dunque giungemmo a Roma. 15 Or i fratelli, avute nostre notizie,
di là ci vennero incontro sino al Foro Appio e alle Tre Taverne; e
Paolo, quando li vide, ringraziò Dio e si fece coraggio.
16 E quando entrammo a Roma, [il centurione consegnò i
prigionieri al prefetto del pretorio]. A Paolo fu concesso di abitare
per suo conto con un soldato di guardia.
(Ro 10:1-3; 11:1-11)(Is 6:9-12; 49:5-6)
At 13:11
17 Tre giorni dopo, Paolo convocò i notabili fra i Giudei; e,
quando furono riuniti, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla
contro il popolo né contro i riti dei padri, fui arrestato a
Gerusalemme, e di là consegnato in mano dei Romani. 18 Dopo
avermi interrogato, essi volevano rilasciarmi perché non c'era in me
nessuna colpa meritevole di morte. 19 Ma i Giudei si opponevano,
e fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver nessuna accusa
da portare contro la mia nazione. 20 Per questo motivo dunque vi
ho chiamati per vedervi e parlarvi; perché è a motivo della speranza
d'Israele che sono stretto da questa catena».
21 Ma essi gli dissero: «Noi non abbiamo ricevuto lettere dalla
Giudea sul tuo conto, né è venuto qui alcuno dei fratelli a riferire o a
dir male di te. 22 Ma desideriamo sentire da te quel che tu
pensi; perché, quanto a questa setta, ci è noto che dappertutto essa
incontra opposizione».
23 E, avendogli fissato un giorno, vennero a lui nel suo alloggio
in gran numero; ed egli dalla mattina alla sera annunziava loro il regno
di Dio rendendo testimonianza e cercando di persuaderli per mezzo della
legge di Mosè e per mezzo dei profeti, riguardo a Gesù. 24 Alcuni
furono persuasi da ciò che egli diceva; altri invece non credettero.
25 Essendo in discordia tra di loro, se ne andarono, mentre Paolo
pronunciava quest'unica sentenza: «Ben parlò lo Spirito Santo quando per
mezzo del profeta Isaia disse ai vostri padri:
26 Va' da questo popolo e di':
"Voi udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi, e non vedrete;
27 perché il cuore di questo popolo si è fatto
insensibile,
sono divenuti duri d'orecchi, e hanno chiuso gli occhi,
affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi,
non comprendano con il cuore,
non si convertano, e io non li guarisca".
28 Sappiate dunque che questa salvezza di Dio è rivolta alle
nazioni; ed esse presteranno ascolto».
29 [Quand'ebbe detto questo, i Giudei se ne andarono discutendo
vivamente fra di loro.]
Ef 6:19-20; Fl 1:12-14; Cl 1:24-29; 4:3-4
30 E Paolo rimase due anni interi in una casa da lui presa in
affitto, e riceveva tutti quelli che venivano a trovarlo, 31
proclamando il regno di Dio e insegnando le cose relative al Signore
Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.
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