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2Corinzi
(Sl 69:10; At 9:16)
Indirizzo e saluti
Ga 1:1-5; Cl 1:1-2
1:1 Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il
fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, con tutti i santi
che sono in tutta l'Acaia, 2 grazia a voi e pace da Dio nostro
Padre e dal Signore Gesù Cristo.
Sofferenza e conforto di Paolo
(2Co 4:8-18; 2Ti 2:8-12; Fl 1:27-30) At 19:23, ecc.
3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il
Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, 4 il quale ci
consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione
con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare
quelli che si trovano in qualunque afflizione; 5 perché, come
abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo,
abbonda anche la nostra consolazione. 6 Perciò se siamo afflitti,
è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la
vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di
sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. 7 La
nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete
partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.
8 Fratelli, non vogliamo che ignoriate riguardo all'afflizione
che ci colse in Asia, che siamo stati molto provati, oltre le nostre
forze, tanto da farci disperare perfino della vita. 9 Anzi,
avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché
non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita
i morti. 10 Egli ci ha liberati e ci libererà [da un così gran
pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà] ancora. 11
Cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi
otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie
da molti per noi.
Sincerità di Paolo
1Te 2:3-12 (1Co 4:18-21; 16:5-7)
12 Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della
nostra coscienza di esserci comportati nel mondo, e specialmente verso
di voi, con la semplicità e la sincerità di Dio, non con sapienza
carnale ma con la grazia di Dio. 13 Poiché non vi scriviamo altro
se non quello che potete leggere e comprendere; e spero che sino alla
fine capirete, 14 come in parte avete già capito, che noi siamo
il vostro vanto, come anche voi sarete il nostro nel giorno del nostro
Signore Gesù.
15 Con questa fiducia, per procurarvi un duplice beneficio,
volevo venire prima da voi 16 e, passando da voi, volevo andare
in Macedonia; poi dalla Macedonia ritornare in mezzo a voi e voi mi
avreste fatto proseguire per la Giudea. 17 Prendendo dunque
questa decisione ho forse agito con leggerezza? Oppure le mie decisioni
sono dettate dalla carne, in modo che in me ci sia allo stesso tempo il
«sì, sì» e il «no, no»? 18 Or come è vero che Dio è fedele, la
parola che vi abbiamo rivolta non è «sì» e «no». 19 Perché il
Figlio di Dio, Cristo Gesù, che è stato da noi predicato fra voi, cioè
da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no»; ma è sempre
stato «sì» in lui. 20 Infatti tutte le promesse di Dio hanno il
loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l'Amen
alla gloria di Dio. 21 Or colui che con voi ci fortifica in
Cristo e che ci ha unti, è Dio; 22 egli ci ha pure segnati con il
proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
Tristezza e gioia di Paolo
(2Co 12:19-21; 13:1-2, 10)
23 Ora io chiamo Dio come testimone sulla mia vita che è per
risparmiarvi che non sono più venuto a Corinto. 24 Noi non
signoreggiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra
gioia, perché nella fede già state saldi.
2:1
Avevo infatti deciso in me stesso di non venire a rattristarvi una
seconda volta. 2 Perché, se io vi rattristo, chi mi rallegrerà,
se non colui che sarà stato da me rattristato? 3 Vi ho scritto a
quel modo affinché, al mio arrivo, io non abbia tristezza da coloro dai
quali dovrei avere gioia; avendo fiducia, riguardo a voi tutti, che la
mia gioia è la gioia di tutti voi. 4 Poiché vi ho scritto in
grande afflizione e in angoscia di cuore con molte lacrime, non già per
rattristarvi, ma per farvi conoscere l'amore grandissimo che ho per voi.
Perdono per il colpevole
2Co 7:5-16; Lu 17:3
5 Or se qualcuno è stato causa di tristezza, egli ha rattristato
non tanto me quanto, in qualche misura, per non esagerare, tutti voi.
6 Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza; 7
quindi ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo,
perché non abbia a rimanere oppresso da troppa tristezza. 8
Perciò vi esorto a confermargli il vostro amore; 9 poiché anche
per questo vi ho scritto: per vedere alla prova se siete ubbidienti in
ogni cosa. 10 A chi voi perdonate qualcosa, perdono anch'io;
perché anch'io quello che ho perdonato, se ho perdonato qualcosa, l'ho
fatto per amor vostro, davanti a Cristo, 11 affinché non siamo
raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni.
12 Giunto a Troas per il vangelo di Cristo, una porta mi fu
aperta dal Signore, 13 ma non ero tranquillo nel mio spirito
perché non vi trovai Tito, mio fratello; così, congedatomi da loro,
partii per la Macedonia.
Vittoria in Cristo
Ro 15:17-19 (1Co 1:17-24; 2Co 4:1-7)
14 Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in
Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua
conoscenza. 15 Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di
Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che
sono sulla via della perdizione; 16 per questi, un odore di
morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce a
vita. E chi è sufficiente a queste cose? 17 Noi non siamo infatti
come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da
sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo.
Ministero del nuovo patto
1Co 9:1-3; 2Co 4:6-7; 5:18-21
3:1 Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi? O
abbiamo bisogno, come alcuni, di lettere di raccomandazione presso di
voi o da voi? 2 La nostra lettera, scritta nei nostri cuori,
siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; 3 è
noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro
servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente;
non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.
4 Una simile fiducia noi l'abbiamo per mezzo di Cristo presso
Dio. 5 Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa
come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio.
6 Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo
patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo
Spirito vivifica.
(Es 34:28-35; Gv 1:17-18, 14) Ga 3:8-29;
Eb 7:18-28; 8:6-13; 12:18-29
7 Or se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre,
fu glorioso, al punto che i figli d'Israele non potevano fissare lo
sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del
volto di lui, 8 quanto più sarà glorioso il ministero dello
Spirito? 9 Se, infatti, il ministero della condanna fu glorioso,
molto più abbonda in gloria il ministero della giustizia. 10
Anzi, quello che nel primo fu reso glorioso, non fu reso veramente
glorioso, quando lo si confronti con la gloria tanto superiore del
secondo; 11 infatti, se ciò che era transitorio fu circondato di
gloria, molto più grande è la gloria di ciò che è duraturo.
12 Avendo dunque una tale speranza, ci comportiamo con molta
franchezza, 13 e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo
sul volto, perché i figli d'Israele non fissassero lo sguardo sulla fine
di ciò che era transitorio. 14 Ma le loro menti furono rese
ottuse; infatti, sino al giorno d'oggi, quando leggono l'antico patto,
lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso
è abolito. 15 Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo
rimane steso sul loro cuore; 16 però quando si saranno convertiti
al Signore, il velo sarà rimosso. 17 Ora, il Signore è lo
Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. 18 E
noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria
del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in
gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.
1Te 2:1-7; 2Co 2:14-17
4:1 Perciò, avendo noi tale ministero in virtù della misericordia
che ci è stata fatta, non ci perdiamo d'animo; 2 al contrario,
abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con
astuzia né falsifichiamo la parola di Dio, ma rendendo pubblica la
verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a
Dio. 3 Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli
che sono sulla via della perdizione, 4 per gli increduli, ai
quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non
risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è
l'immagine di Dio. 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma
Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi
per amore di Gesù; 6 perché il Dio che disse: «Splenda la luce
fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far
brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel
volto di Gesù Cristo.
Il tesoro nei vasi di terra
(2Co 6:3-10; 1:5-11) 2Ti 2:8-11; 1Co 2:1-5
7 Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa
grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. 8 Noi siamo
tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non
disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non
uccisi; 10 portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù,
perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo; 11
infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amor di
Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne
mortale.
12 Di modo che la morte opera in noi, ma la vita in voi. 13
Siccome abbiamo lo stesso spirito di fede, che è espresso in questa
parola della Scrittura: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche
noi crediamo, perciò parliamo, 14 sapendo che colui che risuscitò
il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù, e ci farà comparire con
voi alla sua presenza. 15 Tutto ciò infatti avviene per voi,
affinché la grazia che abbonda per mezzo di un numero maggiore di
persone, moltiplichi il ringraziamento alla gloria di Dio.
Sofferenze momentanee e gloria futura
(Ro 8:17-18; 1P 1:6-9)(Ro 8:23-25; Fl 1:23) 1Gv 3:2-3; Eb 12:28-29; At
24:15-16
16 Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo
esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di
giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera
afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di
gloria, 18 mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si
vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono
per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.
5:1
Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena
viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano
d'uomo, eterna, nei cieli. 2 Perciò in questa tenda gemiamo,
desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione
celeste, 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4
Poiché noi che siamo in questa tenda, gemiamo, oppressi; e perciò
desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti,
affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Or colui
che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello
Spirito.
6 Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre
abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore 7 (poiché camminiamo
per fede e non per visione); 8 ma siamo pieni di fiducia e
preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore. 9 Per
questo ci sforziamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia
che ne partiamo. 10 Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti
al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò
che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male.
Il ministero della riconciliazione
At 17:30-31 (Ro 5:8; 6:2-13; 1Co 6:19-20; Ef 4:20-24) Lu 24:47; 2Co
6:1-2
11 Consapevoli dunque del timore che si deve avere del Signore,
cerchiamo di convincere gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero
che nelle vostre coscienze anche voi ci conosciate. 12 Non ci
raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo l'occasione di essere fieri di
noi, affinché abbiate di che rispondere a quelli che si vantano di ciò
che è apparenza e non di ciò che è nel cuore. 13 Perché se siamo
fuor di senno, è per Dio, e se siamo di buon senno, è per voi; 14
infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa
conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; 15
e ch'egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per
sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. 16
Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di
vista umano; e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista
umano, ora però non lo conosciamo più così. 17 Se dunque uno è in
Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco,
sono diventate nuove. 18 E tutto questo viene da Dio che ci ha
riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero
della riconciliazione. 19 Infatti Dio era in Cristo nel
riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e
ha messo in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque
facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo
nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.
21 Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto
diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in
lui.
Fedeltà e dedizione di Paolo al suo
servizio
2Co 5:18-21 (1Te 2:1-13; 2Ti 3:10-11; 2Co 11:23-30; At 20:18-35)
6:1 Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la
grazia di Dio invano; 2 poiché egli dice:
«Ti ho esaudito nel tempo favorevole,
e ti ho soccorso nel giorno della salvezza».
Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!
3 Noi non diamo nessun motivo di scandalo affinché il nostro
servizio non sia biasimato; 4 ma in ogni cosa raccomandiamo noi
stessi come servitori di Dio, con grande costanza nelle afflizioni,
nelle necessità, nelle angustie, 5 nelle percosse, nelle
prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6
con purezza, con conoscenza, con pazienza, con bontà, con lo Spirito
Santo, con amore sincero; 7 con un parlare veritiero, con la
potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8
nella gloria e nell'umiliazione, nella buona e nella cattiva fama;
considerati come impostori, eppure veritieri; 9 come sconosciuti,
eppure ben conosciuti; come moribondi, eppure eccoci viventi; come
puniti, eppure non messi a morte; 10 come afflitti, eppure sempre
allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla,
eppure possedendo ogni cosa!
Fl 1:8; 1Te 5:12-13
11 La nostra bocca vi ha parlato apertamente, Corinzi; il nostro
cuore si è allargato. 12 Voi non siete allo stretto in noi, ma è
il vostro cuore che si è ristretto. 13 Ora, per renderci il
contraccambio (parlo come a figli), allargate il cuore anche voi!
Necessità di una scelta
1Co 10:14-22; Ef 5:5-13; Ap 18:4; 1P 2:9-12
14 Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per
voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale
comunione tra la luce e le tenebre? 15 E quale accordo fra Cristo
e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? 16 E
che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il
tempio del Dio vivente, come disse Dio:
«Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi
saranno il mio popolo.
17 Perciò, uscite di mezzo a loro
e separatevene, dice il Signore,
e non toccate nulla d'impuro;
e io vi accoglierò.
18 E sarò per voi come un padre
e voi sarete come figli e figlie,
dice il Signore onnipotente».
7:1
Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni
contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione
nel timore di Dio.
La tristezza secondo Dio
2Co 6:11-13; 2:1-13; 1Te 3:5-10; Pr 25:25; Eb 13:17
2 Fateci posto nei vostri cuori! Noi non abbiamo fatto torto a
nessuno, non abbiamo rovinato nessuno, non abbiamo sfruttato nessuno.
3 Non lo dico per condannarvi, perché ho già detto prima che voi
siete nei nostri cuori per la morte e per la vita. 4 Grande è la
franchezza che uso con voi e molto ho da vantarmi di voi; sono pieno di
consolazione, sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione. 5
Da quando siamo giunti in Macedonia, infatti, la nostra carne non ha
avuto nessun sollievo, anzi, siamo stati tribolati in ogni maniera;
combattimenti di fuori, timori di dentro. 6 Ma Dio, che consola
gli afflitti, ci consolò con l'arrivo di Tito; 7 e non soltanto
con il suo arrivo, ma anche con la consolazione da lui ricevuta in mezzo
a voi. Egli ci ha raccontato il vostro vivo desiderio di vedermi, il
vostro pianto, la vostra premura per me; così mi sono più che mai
rallegrato.
8 Anche se vi ho rattristati con la mia lettera, non me ne
rincresce; e se pure ne ho provato rincrescimento (poiché vedo che
quella lettera, quantunque per breve tempo, vi ha rattristati), 9
ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché questa
tristezza vi ha portati al ravvedimento; poiché siete stati rattristati
secondo Dio, in modo che non aveste a ricevere alcun danno da noi. 10
Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla
salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo
produce la morte. 11 Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in
voi questa vostra tristezza secondo Dio, anzi, quante scuse, quanto
sdegno, quanto timore, quanto desiderio, quanto zelo, quale punizione!
In ogni maniera avete dimostrato di essere puri in questo affare.
12 Se dunque vi ho scritto, non fu a motivo dell'offensore né
dell'offeso, ma perché la premura che avete per noi si manifestasse in
mezzo a voi, davanti a Dio. 13 Perciò siamo stati consolati; e
oltre a questa nostra consolazione ci siamo più che mai rallegrati per
la gioia di Tito, perché il suo spirito è stato rinfrancato da voi
tutti. 14 Anche se mi ero un po' vantato di voi con lui, non ne
sono stato deluso; ma come tutto ciò che a voi abbiamo detto era verità,
così anche il nostro vanto con Tito è risultato verità. 15 Ed
egli vi ama più che mai intensamente, perché ricorda l'ubbidienza di voi
tutti, e come l'avete accolto con timore e tremore. 16 Mi
rallegro perché in ogni cosa posso aver fiducia in voi.
Istruzioni per la colletta
Mr 12:41-44 (2Co 9; Ro 15:25-27) At 11:27-29; 2Te 2:16-17
8:1 Ora, fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha
concessa alle chiese di Macedonia, 2 perché nelle molte
tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e
la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro
generosità. 3 Infatti, io ne rendo testimonianza, hanno dato
volentieri, secondo i loro mezzi, anzi, oltre i loro mezzi, 4
chiedendoci con molta insistenza il favore di partecipare alla
sovvenzione destinata ai santi. 5 E non soltanto hanno
contribuito come noi speravamo, ma prima hanno dato sé stessi al Signore
e poi a noi, per la volontà di Dio.
6 Così, noi abbiamo esortato Tito a completare, anche tra voi,
quest'opera di grazia, come l'ha iniziata. 7 Ma siccome abbondate
in ogni cosa, in fede, in parola, in conoscenza, in ogni zelo e
nell'amore che avete per noi, vedete di abbondare anche in quest'opera
di grazia. 8 Non lo dico per darvi un ordine, ma per mettere alla
prova, con l'esempio dell'altrui premura, anche la sincerità del vostro
amore. 9 Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù
Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché,
mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi. 10 Io do, a
questo proposito, un consiglio utile a voi che, dall'anno scorso, avete
cominciato per primi non solo ad agire ma anche ad avere il desiderio di
fare: 11 fate ora in modo di portare a termine il vostro agire;
come foste pronti nel volere, siate tali anche nel realizzarlo secondo
le vostre possibilità. 12 La buona volontà, quando c'è, è gradita
in ragione di quello che uno possiede e non di quello che non ha. 13
Infatti non si tratta di mettere voi nel bisogno per dare sollievo agli
altri, ma di seguire un principio di uguaglianza; 14 nelle
attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro
bisogno, perché la loro abbondanza supplisca altresì al vostro bisogno,
affinché ci sia uguaglianza, secondo quel che è scritto: 15 «Chi
aveva raccolto molto non ne ebbe di troppo, e chi aveva raccolto poco,
non ne ebbe troppo poco».
1Co 16:1-4; 2Co 9:1-5; 1Co 14:40
16 Ringraziato sia Dio che ha messo in cuore a Tito lo stesso
zelo per voi; 17 infatti Tito non solo ha accettato la nostra
esortazione, ma mosso da zelo anche maggiore si è spontaneamente messo
in cammino per venire da voi. 18 Insieme a lui abbiamo mandato il
fratello il cui servizio nel vangelo è apprezzato in tutte le chiese;
19 non solo, ma egli è anche stato scelto dalle chiese come nostro
compagno di viaggio in quest'opera di grazia, da noi amministrata per la
gloria del Signore stesso e per dimostrare la prontezza dell'animo
nostro. 20 Evitiamo così che qualcuno possa biasimarci per
quest'abbondante colletta che noi amministriamo; 21 perché ci
preoccupiamo di agire onestamente non solo davanti al Signore, ma anche
di fronte agli uomini. 22 E con loro abbiamo mandato quel nostro
fratello del quale spesso e in molte circostanze abbiamo sperimentato lo
zelo; egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in
voi. 23 Quanto a Tito, egli è mio compagno e collaboratore in
mezzo a voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono gli inviati delle
chiese, e gloria di Cristo. 24 Date loro dunque, in presenza
delle chiese, la prova del vostro amore e mostrate loro che abbiamo
ragione di essere fieri di voi.
2Co 8 (Pr 19:17; Eb 13:16; 1Ti 6:17-19;
Fl 4:15-19; 1Gv 3:16-18)
9:1 Quanto alla sovvenzione destinata ai santi, è superfluo che
io ve ne scriva, 2 perché conosco la prontezza dell'animo vostro,
per la quale mi vanto di voi presso i Macedoni, dicendo che l'Acaia è
pronta fin dall'anno scorso; e il vostro zelo ne ha stimolati
moltissimi. 3 Ma ho mandato i fratelli affinché il nostro
vantarci di voi non abbia ad essere smentito a questo riguardo; e
affinché, come dicevo, siate pronti; 4 non vorrei che, venendo
con me dei Macedoni e non vedendovi pronti, noi (per non dire voi)
abbiamo a vergognarci di questa nostra fiducia. 5 Perciò ho
ritenuto necessario esortare i fratelli a venire da voi prima di me e
preparare la vostra già promessa offerta, affinché essa sia pronta come
offerta di generosità e non d'avarizia.
6 Ora dico questo: chi semina scarsamente mieterà altresì
scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì
abbondantemente. 7 Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo;
non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso.
8 Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché,
avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate
per ogni opera buona; 9 come sta scritto:
«Egli ha profuso, egli ha dato ai poveri,
la sua giustizia dura in eterno».
10 Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da
mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i
frutti della vostra giustizia. 11 Così, arricchiti in ogni cosa,
potrete esercitare una larga generosità, la quale produrrà rendimento di
grazie a Dio per mezzo di noi. 12 Perché l'adempimento di questo
servizio sacro non solo supplisce ai bisogni dei santi ma più ancora
produce abbondanza di ringraziamenti a Dio; 13 perché la prova
pratica fornita da questa sovvenzione li porta a glorificare Dio per
l'ubbidienza con cui professate il vangelo di Cristo e per la generosità
della vostra comunione con loro e con tutti. 14 Essi pregano per
voi, perché vi amano a causa della grazia sovrabbondante che Dio vi ha
concessa. 15 Ringraziato sia Dio per il suo dono ineffabile!
Paolo difende la propria autorità
apostolica
1Co 2:1-5; Ro 15:17-19; 2Co 6:4-7; 13:2-4, 10; Ga 1:11-2:21
10:1 Io, Paolo, vi esorto per la mansuetudine e la mitezza di
Cristo, io, che quando sono presente tra di voi sono umile, ma quando
sono assente sono ardito nei vostri confronti, 2 vi prego di non
obbligarmi, quando sarò presente, a procedere arditamente con quella
fermezza con la quale intendo agire contro taluni che pensano che noi
camminiamo secondo la carne.
3 In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo
la carne; 4 infatti le armi della nostra guerra non sono carnali,
ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i
ragionamenti 5 e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la
conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo
ubbidiente a Cristo; 6 e siamo pronti a punire ogni
disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa.
7 Voi guardate all'apparenza delle cose. Se uno è convinto dentro
di sé di appartenere a Cristo, consideri anche questo dentro di sé: che
com'egli è di Cristo, così lo siamo anche noi. 8 Infatti se anche
volessi vantarmi un po' più dell'autorità, che il Signore ci ha data per
la vostra edificazione e non per la vostra rovina, non avrei motivo di
vergognarmi. 9 Dico questo perché non sembri che io cerchi
d'intimidirvi con le mie lettere. 10 Qualcuno dice infatti: «Le
sue lettere sono severe e forti; ma la sua presenza fisica è debole e la
sua parola è cosa da nulla». 11 Quel tale si convinca che come
siamo a parole, per mezzo delle lettere, quando siamo assenti, così
saremo anche a fatti quando saremo presenti.
Ro 15:17-21; 1Co 15:9-10
12 Poiché noi non abbiamo il coraggio di classificarci o
confrontarci con certuni che si raccomandano da sé; i quali però,
misurandosi secondo la loro propria misura e paragonandosi tra di loro
stessi, mancano d'intelligenza. 13 Noi, invece, non ci vanteremo
oltre misura, ma entro la misura del campo di attività di cui Dio ci ha
segnato i limiti, dandoci di giungere anche fino a voi. 14 Noi
infatti non oltrepassiamo i nostri limiti, come se non fossimo giunti
fino a voi; perché siamo realmente giunti fino a voi con il vangelo di
Cristo. 15 Non ci vantiamo oltre misura di fatiche altrui, ma
nutriamo speranza che, crescendo la vostra fede, saremo tenuti in
maggior considerazione tra di voi nei limiti del campo di attività
assegnatoci, 16 per poter evangelizzare anche i paesi che sono di
là dal vostro senza vantarci, nel campo altrui, di cose già preparate.
17 Ma chi si vanta, si vanti nel Signore. 18 Perché
non colui che si raccomanda da sé è approvato, ma colui che il Signore
raccomanda.
Servizio di Paolo contrapposto a quello
dei falsi apostoli
(Ga 1:6-9; 4:9-20) 2Co 12:11-15 (Mt 7:15-20; Ro 16:17-18)
11:1 Vorrei che sopportaste da parte mia un po' di follia! Ma,
sì, già mi state sopportando! 2 Infatti sono geloso di voi della
gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi
come una casta vergine a Cristo. 3 Ma temo che, come il serpente
sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e
sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo. 4
Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che
abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da
quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete
accettato, voi lo sopportate volentieri. 5 Stimo infatti di non
essere stato in nulla inferiore a quei sommi apostoli. 6 Anche se
sono rozzo nel parlare, non lo sono però nella conoscenza; e l'abbiamo
dimostrato tra di voi, in tutti i modi e in ogni cosa.
7 Ho forse commesso peccato quando, abbassando me stesso perché
voi foste innalzati, vi ho annunziato il vangelo di Dio gratuitamente?
8 Ho spogliato altre chiese, prendendo da loro un sussidio, per
poter servire voi. 9 Durante il mio soggiorno tra di voi, quando
mi trovai nel bisogno, non fui di peso a nessuno, perché i fratelli
venuti dalla Macedonia provvidero al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono
astenuto e mi asterrò ancora dall'esservi di peso. 10 Com'è vero
che la verità di Cristo è in me, questo vanto non mi sarà tolto nelle
regioni dell'Acaia. 11 Perché? Forse perché non vi amo? Dio lo
sa. 12 Ma quello che faccio lo farò ancora per togliere ogni
pretesto a coloro che desiderano un'occasione per mostrarsi uguali a noi
in ciò di cui si vantano. 13 Quei tali sono falsi apostoli,
operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. 14
Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di
luce. 15 Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori
si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le
loro opere.
Sofferenze di Paolo
(1Co 15:10, 30-32; 4:9-13; 2Co 6:3-10; At 20:18-27) At 9:16, 23-25; 2Co
11:16-12:21
16 Nessuno, ripeto, mi prenda per pazzo; o se no, accettatemi
anche come pazzo, affinché anch'io possa vantarmi un po'. 17 Quel
che dico quando mi vanto con tanta sicurezza, non lo dico secondo il
Signore, ma come se fossi pazzo. 18 Poiché molti si vantano
secondo la carne, anch'io mi vanterò. 19 Or voi, pur essendo
savi, li sopportate volentieri i pazzi! 20 Infatti, se uno vi
riduce in schiavitù, se uno vi divora, se uno vi prende il vostro, se
uno s'innalza sopra di voi, se uno vi percuote in faccia, voi lo
sopportate. 21 Lo dico a nostra vergogna, come se noi fossimo
stati deboli; eppure, qualunque cosa uno osi pretendere (parlo da
pazzo), oso pretenderla anch'io. 22 Sono Ebrei? Lo sono anch'io.
Sono Israeliti? Lo sono anch'io. Sono discendenza d'Abraamo? Lo sono
anch'io. 23 Sono servitori di Cristo? Io (parlo come uno fuori di
sé), lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le
prigionie, assai più di loro per le percosse subite. Spesso sono stato
in pericolo di morte. 24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto
quaranta colpi meno uno; 25 tre volte sono stato battuto con le
verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho
passato un giorno e una notte negli abissi marini. 26 Spesso in
viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo
da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in
pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in
pericolo tra falsi fratelli; 27 in fatiche e in pene; spesse
volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel
freddo e nella nudità. 28 Oltre a tutto il resto, sono assillato
ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese.
29 Chi è debole senza che io mi senta debole con lui? Chi è
scandalizzato senza che io frema per lui?
30 Se bisogna vantarsi, mi vanterò della mia debolezza. 31
Il Dio e Padre del nostro Signore Gesù, che è benedetto in eterno, sa
che io non mento. 32 A Damasco, il governatore del re Areta aveva
posto delle guardie nella città dei Damasceni per arrestarmi; 33
e da una finestra fui calato, in una cesta, lungo il muro, e scampai
alle sue mani.
La forza di Dio nella debolezza umana
(Nu 12:6-8; At 22:17)(Ga 4:13-14; 1Co 2:3-5; 2Co 4:7-10)
12:1 Bisogna vantarsi? Non è una cosa buona; tuttavia verrò alle
visioni e alle rivelazioni del Signore.
2 Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu con
il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa), fu rapito fino
al terzo cielo. 3 So che quell'uomo (se fu con il corpo o senza
il corpo non so, Dio lo sa) 4 fu rapito in paradiso, e udì parole
ineffabili che non è lecito all'uomo di pronunziare. 5 Di quel
tale mi vanterò; ma di me stesso non mi vanterò se non delle mie
debolezze. 6 Pur se volessi vantarmi, non sarei un pazzo, perché
direi la verità; ma me ne astengo, perché nessuno mi stimi oltre quello
che mi vede essere, o sente da me.
7 E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle
rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di
Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. 8 Tre
volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; 9 ed
egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si
dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò
piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su
di me. 10 Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in
necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché,
quando sono debole, allora sono forte.
Disinteresse dell'apostolo Paolo; i suoi
timori
2Co 11; 13:1-10
11 Sono diventato pazzo; siete voi che mi ci avete costretto;
infatti io avrei dovuto essere da voi raccomandato; perché in nulla sono
stato da meno di quei sommi apostoli, benché io non sia nulla. 12
Certo, i segni dell'apostolo sono stati compiuti tra di voi, in una
pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti.
13 In che cosa siete stati trattati meno bene delle altre chiese,
se non nel fatto che io stesso non vi sono stato di peso? Perdonatemi
questo torto.
14 Ecco, questa è la terza volta che sono pronto a recarmi da
voi; e non vi sarò di peso, poiché io non cerco i vostri beni, ma voi;
perché non sono i figli che debbono accumulare ricchezze per i genitori,
ma i genitori per i figli. 15 E io molto volentieri spenderò e
sacrificherò me stesso per voi. Se io vi amo tanto, devo essere da voi
amato di meno?
16 Ma sia pur così, che io non vi sia stato di peso; però, da
uomo astuto, vi avrei presi con inganno! 17 Vi ho forse sfruttati
per mezzo di qualcuno dei fratelli che vi ho mandati? 18 Ho
pregato Tito di venire da voi e ho mandato quell'altro fratello con lui.
Tito ha forse approfittato di voi? Non abbiamo noi camminato con il
medesimo spirito e seguito le medesime orme?
19 Da tempo voi v'immaginate che noi ci difendiamo davanti a voi.
È davanti a Dio, in Cristo, che parliamo; e tutto questo, carissimi, per
la vostra edificazione. 20 Infatti temo, quando verrò, di non
trovarvi quali vorrei, e di essere io stesso da voi trovato quale non mi
vorreste; temo che vi siano tra di voi contese, gelosie, ire, rivalità,
maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini; 21 e che al mio
arrivo il mio Dio abbia di nuovo a umiliarmi davanti a voi, e io debba
piangere per molti di quelli che hanno peccato precedentemente, e non si
sono ravveduti dell'impurità, della fornicazione e della dissolutezza a
cui si erano dati.
Ultime esortazioni ai Corinzi; saluti
2Co 12:19-21; 10:1-11
13:1 Questa è la terza volta che vengo da voi. Ogni parola
sarà confermata dalla bocca di due o tre testimoni. 2 Ho
avvertito quand'ero presente tra di voi la seconda volta e avverto ora,
che sono assente, tanto quelli che hanno peccato precedentemente, quanto
tutti gli altri, che, se tornerò da voi, non userò indulgenza, 3
dal momento che cercate una prova che Cristo parla in me, lui che non è
debole verso di voi, ma è potente in mezzo a voi. 4 Infatti egli
fu crocifisso per la sua debolezza; ma vive per la potenza di Dio; anche
noi siamo deboli in lui, ma vivremo con lui mediante la potenza di Dio,
per procedere nei vostri confronti.
5 Esaminatevi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla
prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l'esito
della prova sia negativo. 6 Ma io spero che riconoscerete che la
prova non è negativa nei nostri confronti. 7 Preghiamo Dio che
non facciate alcun male; non già perché risulti che noi abbiamo ragione,
ma perché voi facciate quello che è bene, anche se noi dovessimo
apparire riprovati. 8 Infatti non abbiamo alcun potere contro la
verità; quello che possiamo è per la verità. 9 Ci rallegriamo
quando noi siamo deboli e voi siete forti; per questo preghiamo: per il
vostro perfezionamento. 10 Perciò vi scrivo queste cose mentre
sono assente, affinché, quando sarò presente, io non abbia a procedere
rigorosamente secondo l'autorità che il Signore mi ha data per edificare
e non per distruggere.
Ultimi consigli
Fl 4:4-9; Ef 6:23-24; Nu 6:23-27
11 Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione,
siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il
Dio d'amore e di pace sarà con voi. 12 Salutatevi gli uni gli
altri con un santo bacio. Tutti i santi vi salutano.
13 La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la
comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
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