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I Corinzi
(At 18:1-18; 20:3)(1Ti 3:14-16)
Saluti e rendimento di grazie
Ro 1:1-7; Gd 1-2; At 18
1:1 Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà
di Dio, e il fratello Sostene, 2 alla chiesa di Dio che è in
Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli
che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo,
Signore loro e nostro: 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre
e dal Signore Gesù Cristo.
(Fl 1:3-6; Cl 1:3-6) cfr. Ro 5:1-2; Ef
1:3-14
4 Io ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio
che vi è stata data in Cristo Gesù; 5 perché in lui siete stati
arricchiti di ogni cosa, di ogni dono di parola e di ogni conoscenza,
6 essendo stata confermata tra di voi la testimonianza di Cristo;
7 in modo che non mancate di alcun dono, mentre aspettate la
manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8 Egli vi renderà
saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno del Signore
nostro Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati
alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro.
Divisioni nella chiesa di Corinto
1Co 3:3-8, 21-22
10 Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù
Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di
voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di
sentire. 11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli
di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che
ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io d'Apollo»; «io di
Cefa»; «io di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato
forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di
Paolo? 14 Ringrazio Dio che non ho battezzato nessuno di voi,
salvo Crispo e Gaio; 15 perciò nessuno può dire che foste
battezzati nel mio nome. 16 Ho battezzato anche la famiglia di
Stefana; del resto non so se ho battezzato qualcun altro.
La sapienza del mondo e la sapienza di
Dio
(1Co 3:18-20; Ro 1:16) Mt 11:25-27; Lu 1:35; Gr 9:23-24
17 Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare ma a
evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non
sia resa vana. 18 Poiché la predicazione della croce è pazzia per
quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di
Dio; 19 infatti sta scritto:
«Io farò perire la sapienza dei saggi
e annienterò l'intelligenza degli intelligenti».
20 Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di
questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo?
21 Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria
sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti
con la pazzia della predicazione. 22 I Giudei infatti chiedono
miracoli e i Greci cercano sapienza, 23 ma noi predichiamo Cristo
crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia;
24 ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci,
predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; 25 poiché
la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più
forte degli uomini.
26 Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono
tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti
nobili; 27 ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per
svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per
svergognare le forti; 28 Dio ha scelto le cose ignobili del mondo
e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente
le cose che sono, 29 perché nessuno si vanti di fronte a Dio.
30 Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è
stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione;
31 affinché com'è scritto:
«Chi si vanta, si vanti nel Signore».
1Co 1:17-25; 2Co 4:5-7
2:1 E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunziarvi
la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; 2
poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui
crocifisso. 3 Io sono stato presso di voi con debolezza, con
timore e con gran tremore; 4 la mia parola e la mia predicazione
non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in
dimostrazione di Spirito e di potenza, 5 affinché la vostra fede
fosse fondata non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Ef 3:2-11; Gv 16:12-15; 1Gv 2:20, 27; 1Te
5:21
6 Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una
sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di
questo mondo, i quali stanno per essere annientati; 7 ma
esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima
dei secoli predestinata a nostra gloria 8 e che nessuno dei
dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero
conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9
Ma com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non
udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha
preparate per coloro che lo amano». 10 A noi Dio le ha
rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa,
anche le profondità di Dio. 11 Infatti, chi, tra gli uomini,
conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così
nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio.
12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo
Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate;
13 e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana,
ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose
spirituali. 14 Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello
Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere,
perché devono essere giudicate spiritualmente. 15 L'uomo
spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da
nessuno.
16 Infatti
«chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?»
Ora noi abbiamo la mente di Cristo.
Il compito dei servitori di Dio
Eb 5:11-14; 1Co 1:11-15; 4:1-6
3:1 Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho
dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho
nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di
sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora
carnali. 3 Infatti, dato che ci sono tra di voi gelosie e
contese, non siete forse carnali e non vi comportate secondo la natura
umana? 4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io
sono d'Apollo»; non siete forse uomini carnali? 5 Che cos'è
dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali
voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno
di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto
crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono
nulla: Dio fa crescere! 8 Ora, colui che pianta e colui che
annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio
secondo la propria fatica.
(Ef 2:20-22; 1P 2:4-6)(2Ti 2:15; 1Ti
4:16)
9 Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di
Dio, l'edificio di Dio.
10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto
architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma
ciascuno badi a come vi costruisce sopra; 11 poiché nessuno può
porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. 12
Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di
valore, legno, fieno, paglia, 13 l'opera di ognuno sarà messa in
luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno
apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l'opera di
ciascuno. 14 Se l'opera che uno ha costruita sul fondamento
rimane, egli ne riceverà ricompensa; 15 se l'opera sua sarà arsa,
egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso
il fuoco.
(1Co 6:15-20; Mt 18:6-7)(1Co 1:19, ecc.;
Ro 8:17, 32)
16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio
abita in voi? 17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà
lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi.
18 Nessuno s'inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un
saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio; 19
perché la sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è
scritto:
«Egli prende i sapienti nella loro astuzia»;
20 e altrove:
«Il Signore conosce i pensieri dei sapienti;
sa che sono vani».
21 Nessuno dunque si vanti degli uomini, perché tutto vi
appartiene. 22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte,
le cose presenti, le cose future, tutto è vostro! 23 E voi siete
di Cristo; e Cristo è di Dio.
1Co 3:5-9; Ro 14:10-12
4:1 Così, ognuno ci consideri servitori di Cristo e
amministratori dei misteri di Dio. 2 Del resto, quel che si
richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele. 3
A me poi pochissimo importa di essere giudicato da voi o da un tribunale
umano; anzi, non mi giudico neppure da me stesso. 4 Infatti non
ho coscienza di alcuna colpa; non per questo però sono giustificato;
colui che mi giudica è il Signore. 5 Perciò non giudicate nulla
prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce
quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori;
allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.
Orgoglio dei Corinzi; umiltà di Paolo
2Co 6:4-13; Fl 2:19-22
6 Ora, fratelli, ho applicato queste cose a me stesso e ad Apollo
a causa di voi, perché per nostro mezzo impariate a praticare il non
oltre quel che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a
danno dell'altro. 7 Infatti, chi ti distingue dagli altri? E che
cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché ti
vanti come se tu non l'avessi ricevuto?
8 Già siete sazi, già siete arricchiti, senza di noi siete giunti
a regnare! E fosse pure che voi foste giunti a regnare, affinché anche
noi potessimo regnare con voi! 9 Poiché io ritengo che Dio abbia
messo in mostra noi, gli apostoli, ultimi fra tutti, come uomini
condannati a morte; poiché siamo diventati uno spettacolo al mondo, agli
angeli e agli uomini. 10 Noi siamo pazzi a causa di Cristo, ma
voi siete sapienti in Cristo; noi siamo deboli, ma voi siete forti; voi
siete onorati, ma noi siamo disprezzati. 11 Fino a questo
momento, noi abbiamo fame e sete. Siamo nudi, schiaffeggiati e senza
fissa dimora, 12 e ci affatichiamo lavorando con le nostre
proprie mani; ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo;
diffamati, esortiamo; 13 siamo diventati, e siamo tuttora, come
la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti.
14 Vi scrivo queste cose non per farvi vergognare, ma per
ammonirvi come miei cari figli. 15 Poiché anche se aveste
diecimila precettori in Cristo, non avete però molti padri; perché sono
io che vi ho generati in Cristo Gesù, mediante il vangelo. 16 Vi
esorto dunque: siate miei imitatori. 17 Appunto per questo vi ho
mandato Timoteo, che è mio caro e fedele figlio nel Signore; egli vi
ricorderà come io mi comporto in Cristo Gesù, e come insegno
dappertutto, in ogni chiesa.
2Co 10:1-11
18 Or alcuni si sono gonfiati d'orgoglio, come se io non dovessi
più venire da voi; 19 ma, se il Signore vorrà, mi recherò presto
da voi, e conoscerò non il parlare ma la potenza di coloro che si sono
gonfiati; 20 perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in
potenza. 21 Che volete? Che venga da voi con la verga o con amore
e con spirito di mansuetudine?
Lo scandalo di Corinto e il rimprovero
dell'apostolo
1Ti 1:19-20
5:1 Si ode addirittura affermare che vi è tra di voi
fornicazione; e tale immoralità, che non si trova neppure fra i pagani;
al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre! 2 E voi
siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio, perché colui che ha
commesso quell'azione fosse tolto di mezzo a voi! 3 Quanto a me,
assente di persona ma presente in spirito, ho già giudicato, come se
fossi presente, colui che ha commesso un tale atto. 4 Nel nome
del Signore Gesù, essendo insieme riuniti voi e lo spirito mio, con
l'autorità del Signore nostro Gesù, 5 ho deciso che quel tale sia
consegnato a Satana, per la rovina della carne, affinché lo spirito sia
salvo nel giorno del Signore Gesù.
Ga 5:9, 12; Eb 12:15; 10:22
6 Il vostro vanto non è una buona cosa. Non sapete che un po' di
lievito fa lievitare tutta la pasta? 7 Purificatevi del vecchio
lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito.
Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. 8
Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di
malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della
verità.
2Te 3:6; Mt 18:15-17
9 Vi ho scritto nella mia lettera di non mischiarvi con i
fornicatori; 10 non del tutto però con i fornicatori di questo
mondo, o con gli avari e i ladri, o con gl'idolatri; perché altrimenti
dovreste uscire dal mondo; 11 ma quel che vi ho scritto è di non
mischiarvi con chi, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, un avaro,
un idolatra, un oltraggiatore, un ubriacone, un ladro; con quelli non
dovete neppure mangiare. 12 Poiché, devo forse giudicare quelli
di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? 13 Quelli di fuori
li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi.
Processi fra cristiani
(Gm 4:1; Pr 20:3)(Mt 5:38-41, 23-24; Ro 12:17-18)
6:1 Quando qualcuno di voi ha una lite con un altro, ha il
coraggio di chiamarlo in giudizio davanti agli ingiusti anziché davanti
ai santi? 2 Non sapete che i santi giudicheranno il mondo? Se
dunque il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicare delle
cose minime? 3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più
possiamo giudicare le cose di questa vita! 4 Quando dunque avete
da giudicare su cose di questa vita, costituite come giudici persone che
nella chiesa non sono tenute in alcuna considerazione. 5 Dico
questo per farvi vergogna. È possibile che non vi sia tra di voi neppure
una persona saggia, capace di pronunciare un giudizio tra un fratello e
l'altro? 6 Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi
agl'infedeli. 7 Certo è già in ogni modo un vostro difetto che
abbiate fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto?
Perché non patite piuttosto qualche danno? 8 Invece siete voi che
fate torto e danno; e per giunta a dei fratelli.
Non sapete che gl'ingiusti non
erediteranno il regno di Dio?
Esortazione a fuggire la dissolutezza
Ef 5:3-8; Cl 3:5-10; Tt 3:3-7
9 Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né
effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né
oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E
tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati
santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e
mediante lo Spirito del nostro Dio.
1Te 4:1-7 (1P 1:14-19; 2Co 5:14-15)
12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi
è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13 Le vivande
sono per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà
queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il
Signore, e il Signore è per il corpo; 14 Dio, come ha risuscitato
il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza. 15
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le
membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16
Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché»,
Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». 17 Ma chi
si unisce al Signore è uno spirito solo con lui. 18 Fuggite la
fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo;
ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 19 Non sapete
che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che
avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20
Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel
vostro corpo.
Il matrimonio
Ge 2:18-25; Mt 19:3-12
7:1 Or quanto alle cose di cui mi avete scritto, è bene per
l'uomo non toccar donna; 2 ma, per evitare le fornicazioni, ogni
uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. 3 Il
marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie
verso il marito. 4 La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma
il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio
corpo, ma la moglie. 5 Non privatevi l'uno dell'altro, se non di
comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi
ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra
incontinenza. 6 Ma questo dico per concessione, non per comando;
7 io vorrei che tutti gli uomini fossero come sono io; ma
ciascuno ha il suo proprio carisma da Dio; l'uno in un modo, l'altro in
un altro.
8 Ai celibi e alle vedove, però, dico che è bene per loro che se
ne stiano come sto anch'io. 9 Ma se non riescono a contenersi, si
sposino; perché è meglio sposarsi che ardere.
1P 3:1-2 (Ge 17:7; Ro 11:16)
10 Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non
si separi dal marito 11 (e se si fosse separata, rimanga senza
sposarsi o si riconcili con il marito); e che il marito non mandi via la
moglie.
12 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una
moglie non credente ed ella acconsente ad abitare con lui, non la mandi
via; 13 e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente
ad abitare con lei, non mandi via il marito; 14 perché il marito
non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è
santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero
impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si
separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono
obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere
in pace; 16 perché, tu, moglie, che sai se salverai tuo marito? E
tu, marito, che sai se salverai tua moglie?
Fl 4:11-12; Ro 6:18, 22
17 Del resto, ciascuno continui a vivere nella condizione
assegnatagli dal Signore, nella quale si trovava quando Dio lo chiamò.
Così ordino in tutte le chiese. 18 Qualcuno è stato chiamato
quando era circonciso? Non faccia sparire la sua circoncisione. Qualcuno
è stato chiamato quand'era incirconciso? Non si faccia circoncidere.
19 La circoncisione non conta nulla, e l'incirconcisione non conta
nulla; ma ciò che conta è l'osservanza dei comandamenti di Dio. 20
Ognuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. 21
Sei stato chiamato essendo schiavo? Non te ne preoccupare, ma se puoi
diventar libero, è meglio valerti dell'opportunità. 22 Poiché
colui che è stato chiamato nel Signore, da schiavo, è un affrancato del
Signore; ugualmente colui che è stato chiamato mentre era libero, è
schiavo di Cristo. 23 Voi siete stati riscattati a caro prezzo;
non diventate schiavi degli uomini. 24 Fratelli, ognuno rimanga
davanti a Dio nella condizione in cui si trovava quando fu chiamato.
Le persone non sposate
vv. 1-11 (1P 4:7; Lu 10:40-42) Eb 13:4
25 Quanto alle vergini non ho comandamento dal Signore; ma do il
mio parere, come uno che ha ricevuto dal Signore la grazia di essere
fedele.
26 Io penso dunque che a motivo della pesante situazione sia bene
per loro di restare come sono; poiché per l'uomo è bene di starsene
così. 27 Sei legato a una moglie? Non cercare di sciogliertene.
Non sei legato a una moglie? Non cercar moglie. 28 Se però prendi
moglie, non pecchi; e se una vergine si sposa, non pecca; ma tali
persone avranno tribolazione nella carne e io vorrei risparmiarvela.
29 Ma questo dichiaro, fratelli: che il tempo è ormai abbreviato;
da ora in poi, anche quelli che hanno moglie, siano come se non
l'avessero; 30 quelli che piangono, come se non piangessero;
quelli che si rallegrano, come se non si rallegrassero; quelli che
comprano, come se non possedessero; 31 quelli che usano di questo
mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa.
32 Vorrei che foste senza preoccupazioni. Chi non è sposato si dà
pensiero delle cose del Signore, di come potrebbe piacere al Signore;
33 ma colui che è sposato si dà pensiero delle cose del mondo, come
potrebbe piacere alla moglie 34 e i suoi interessi sono divisi.
La donna senza marito o vergine si dà pensiero delle cose del Signore,
per essere consacrata a lui nel corpo e nello spirito; mentre la sposata
si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere al marito.
35 Dico questo nel vostro interesse; non per tendervi un
tranello, ma in vista di ciò che è decoroso e affinché possiate
consacrarvi al Signore senza distrazioni.
36 Ma se uno crede far cosa indecorosa verso la propria figliola
nubile se ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia
quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 37 Ma chi sta
fermo in cuor suo, e non è obbligato da necessità ma è padrone della sua
volontà e ha determinato in cuor suo di serbare vergine la sua figliola,
fa bene. 38 Perciò, chi dà la sua figliola a marito fa bene, e
chi non la dà a marito fa meglio.
39 La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito;
ma, se il marito muore, ella è libera di sposarsi con chi vuole, purché
lo faccia nel Signore. 40 Tuttavia ella è più felice, a parer
mio, se rimane com'è; e credo di avere anch'io lo Spirito di Dio.
La carne sacrificata agli idoli; limiti
della libertà cristiana
1Co 10:19-33; Ro 14:13-23
8:1 Quanto alle carni sacrificate agli idoli, sappiamo che tutti
abbiamo conoscenza. La conoscenza gonfia, ma l'amore edifica. 2
Se qualcuno pensa di conoscere qualcosa, non sa ancora come si deve
conoscere; 3 ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui. 4
Quanto dunque al mangiar carni sacrificate agli idoli, sappiamo che
l'idolo non è nulla nel mondo, e che non c'è che un Dio solo. 5
Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia in cielo sia in terra, come
infatti ci sono molti dèi e signori, 6 tuttavia per noi c'è un
solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui,
e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e
mediante il quale anche noi siamo.
7 Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni, abituati finora
all'idolo, mangiano di quella carne come se fosse una cosa sacrificata a
un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. 8
Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio; se non mangiamo, non
abbiamo nulla di meno; e se mangiamo non abbiamo nulla di più. 9
Ma badate che questo vostro diritto non diventi un inciampo per i
deboli. 10 Perché se qualcuno vede te, che hai conoscenza, seduto
a tavola in un tempio dedicato agli idoli, la sua coscienza, se egli è
debole, non sarà tentata di mangiar carni sacrificate agli idoli? 11
Così, per la tua conoscenza, è danneggiato il debole, il fratello per il
quale Cristo è morto. 12 Ora, peccando in tal modo contro i
fratelli, ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro
Cristo. 13 Perciò, se un cibo scandalizza mio fratello, non
mangerò mai più carne, per non scandalizzare mio fratello.
Paolo difende il suo apostolato
Lu 10:7; Ga 1:11-2:21; 6:6; 1Ti 5:17-18
9:1 Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il
nostro Signore? Non siete voi l'opera mia nel Signore? 2 Se per
altri non sono apostolo, lo sono almeno per voi; perché il sigillo del
mio apostolato siete voi, nel Signore. 3 Questa è la mia difesa
di fronte a quelli che mi sottopongono a inchiesta. 4 Non abbiamo
forse il diritto di mangiare e di bere? 5 Non abbiamo il diritto
di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli
altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? 6 O siamo
soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? 7
Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne
mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del
gregge? 8 Dico forse queste cose da un punto di vista umano? Non
le dice anche la legge? 9 Difatti, nella legge di Mosè è scritto:
«Non mettere la museruola al bue che trebbia il grano». Forse che
Dio si dà pensiero dei buoi? 10 O non dice così proprio per noi?
Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza e
chi trebbia il grano deve trebbiarlo con la speranza di averne la sua
parte. 11 Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse
gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali? 12 Se altri hanno
questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più? Ma non
abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non
creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo.
13 Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò
che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all'altare, hanno
parte all'altare? 14 Similmente, il Signore ha ordinato che
coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo.
(2Co 11:7-12; 12:13-15; At 20:34-35) 1Co
10:24, 33
15 Io però non ho fatto alcun uso di questi diritti, e non ho
scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei
morire, anziché vedere qualcuno rendere vano il mio vanto. 16
Perché se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché necessità me n'è
imposta; e guai a me, se non evangelizzo! 17 Se lo faccio
volenterosamente, ne ho ricompensa; ma se non lo faccio volenterosamente
è sempre un'amministrazione che mi è affidata. 18 Qual è dunque
la mia ricompensa? Questa: che annunziando il vangelo, io offra il
vangelo gratuitamente, senza valermi del diritto che il vangelo mi dà.
19 Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di
tutti, per guadagnarne il maggior numero; 20 con i Giudei, mi
sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la
legge, mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non
sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la
legge; 21 con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se
fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo
sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge.
22 Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi
sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. 23
E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad
altri.
Norme che regolano la corsa cristiana
2Ti 2:3-6; 4:5-8; Fl 3:10-14; Ro 8:13
24 Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono
tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo.
25 Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno
per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile.
26 Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma
non come chi batte l'aria; 27 anzi, tratto duramente il mio corpo
e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato
agli altri, io stesso sia squalificato.
L'esempio d'Israele nel deserto
Es 13:21-22; 16; 17:1-7; 32; Nu 21:4-9; 25; Sl 78:13-33; 106:9-29; Eb
3:7-19
10:1 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri
padri furono tutti sotto la nuvola, passarono tutti attraverso il mare,
2 furono tutti battezzati nella nuvola e nel mare, per essere di
Mosè; 3 mangiarono tutti lo stesso cibo spirituale, 4
bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia
spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo. 5 Ma della
maggior parte di loro Dio non si compiacque: infatti furono abbattuti
nel deserto.
6 Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché
non siamo bramosi di cose cattive, come lo furono costoro, 7 e
perché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto è
scritto: «Il popolo si sedette per mangiare e bere, poi si alzò per
divertirsi». 8 Non fornichiamo come alcuni di loro
fornicarono e ne caddero, in un giorno solo, ventitremila. 9 Non
tentiamo il Signore, come alcuni di loro lo tentarono, e perirono, morsi
dai serpenti. 10 Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono,
e perirono colpiti dal distruttore. 11 Ora, queste cose avvennero
loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che
ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche. 12 Perciò, chi
pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.
13 Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però
Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze;
ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la
possiate sopportare.
La santa Cena contrapposta agli altari
pagani
Es 20:4-5; 2Co 6:14-18; Ap 2:14
14 Perciò, miei cari, fuggite l'idolatria.
15 Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi su quel
che dico. 16 Il calice della benedizione, che noi benediciamo,
non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi
rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo? 17
Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico,
perché partecipiamo tutti a quell'unico pane. 18 Guardate
l'Israele secondo la carne: quelli che mangiano i sacrifici non hanno
forse comunione con l'altare? 19 Che cosa sto dicendo? Che la
carne sacrificata agli idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa?
20 Tutt'altro; io dico che le carni che i pagani sacrificano, le
sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate
comunione con i demòni. 21 Voi non potete bere il calice del
Signore e il calice dei demòni; voi non potete partecipare alla mensa
del Signore e alla mensa dei demòni. 22 O vogliamo forse
provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?
1Co 8; Ro 14:13-23
23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è
lecita, ma non ogni cosa edifica. 24 Nessuno cerchi il proprio
vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri. 25 Mangiate di
tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di
coscienza; 26 perché al Signore appartiene la terra e tutto
quello che essa contiene. 27 Se qualcuno dei non credenti
v'invita, e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto
davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza. 28 Ma se
qualcuno vi dice: «Questa è carne di sacrifici», non ne mangiate per
riguardo a colui che vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza;
29 alla coscienza, dico, non tua, ma di quell'altro; infatti, perché
sarebbe giudicata la mia libertà dalla coscienza altrui? 30 Se io
mangio di una cosa con rendimento di grazie, perché sarei biasimato per
quello di cui io rendo grazie?
31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate
qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. 32 Non date
motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio;
33 così come anch'io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non
l'utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati.
11:1
Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo.
Contegno dell'uomo e della donna
1Co 14:34-40 (Ef 5:22-24; 1Ti 2:8-15)
2 Ora vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e
conservate le mie istruzioni come ve le ho trasmesse.
3 Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che
il capo della donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio. 4
Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo;
5 ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo
coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa. 6
Perché se la donna non ha il capo coperto, si faccia anche tagliare i
capelli! Ma se per una donna è cosa vergognosa farsi tagliare i capelli
o radere il capo, si metta un velo. 7 Poiché, quanto all'uomo,
egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la
donna è la gloria dell'uomo; 8 perché l'uomo non viene dalla
donna, ma la donna dall'uomo; 9 e l'uomo non fu creato per la
donna, ma la donna per l'uomo. 10 Perciò la donna deve, a causa
degli angeli, avere sul capo un segno di autorità. 11 D'altronde,
nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo senza la donna. 12
Infatti, come la donna viene dall'uomo, così anche l'uomo esiste per
mezzo della donna e ogni cosa è da Dio. 13 Giudicate voi stessi:
è decoroso che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto? 14
Non vi insegna la stessa natura che se l'uomo porta la chioma, ciò è per
lui un disonore? 15 Mentre se una donna porta la chioma, per lei
è un onore; perché la chioma le è data come ornamento. 16 Se poi
a qualcuno piace essere litigioso, noi non abbiamo tale abitudine; e
neppure le chiese di Dio.
La santa Cena
(Mt 26:26-28; Mr 14:22-25; Lu 22:19-20; 1Co 10:16-17) 1S 2:12-17
17 Nel darvi queste istruzioni non vi lodo del fatto che vi
radunate, non per il meglio, ma per il peggio. 18 Poiché, prima
di tutto, sento che quando vi riunite in assemblea ci sono divisioni tra
voi, e in parte lo credo; 19 infatti è necessario che ci siano
tra voi anche delle divisioni, perché quelli che sono approvati siano
riconosciuti tali in mezzo a voi. 20 Quando poi vi riunite
insieme, quello che fate, non è mangiare la cena del Signore; 21
poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre
uno ha fame, l'altro è ubriaco. 22 Non avete forse le vostre case
per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e umiliate
quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Devo lodarvi? In questo non vi
lodo.
23 Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche
trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito,
prese del pane, 24 e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse:
«Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di
me». 25 Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il
calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate
questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. 26 Poiché
ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi
annunciate la morte del Signore, finché egli venga».
27 Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del
Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del
Signore. 28 Ora ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane
e beva dal calice; 29 poiché chi mangia e beve, mangia e beve un
giudizio contro sé stesso, se non discerne il corpo del Signore.
30 Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e
parecchi muoiono. 31 Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo
giudicati; 32 ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal
Signore, per non essere condannati con il mondo. 33 Dunque,
fratelli miei, quando vi riunite per mangiare, aspettatevi gli uni gli
altri. 34 Se qualcuno ha fame, mangi a casa, perché non vi
riuniate per attirare su di voi un giudizio.
Quanto alle altre cose, le regolerò quando verrò.
Varietà dei doni spirituali
Ef 4:4-12
12:1 Circa i doni spirituali, fratelli, non voglio che siate
nell'ignoranza. 2 Voi sapete che quando eravate pagani eravate
trascinati dietro agli idoli muti secondo come vi si conduceva. 3
Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio,
dice: «Gesù è anatema!» e nessuno può dire: «Gesù è il Signore!» se non
per lo Spirito Santo.
4 Ora vi è diversità di carismi, ma vi è un medesimo Spirito.
5 Vi è diversità di ministeri, ma non v'è che un medesimo Signore.
6 Vi è varietà di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il
quale opera tutte le cose in tutti.
7 Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il
bene comune. 8 Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola
di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo
Spirito; 9 a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un
altro, carismi di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; 10
a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un
altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e
a un altro, l'interpretazione delle lingue; 11 ma tutte queste
cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a
ciascuno in particolare come vuole.
La chiesa viene paragonata al corpo umano
(Ro 12:3-8; Ef 4:4-16; 1P 4:10-11)(Ga 6:2; Fl 2:1-4)
12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le
membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è
anche di Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati in
un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e
liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.
14 Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte
membra. 15 Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non
sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. 16 Se
l'orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo»,
non per questo non sarebbe del corpo. 17 Se tutto il corpo fosse
occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe
l'odorato? 18 Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo,
come ha voluto. 19 Se tutte le membra fossero un unico membro,
dove sarebbe il corpo? 20 Ci son dunque molte membra, ma c'è un
unico corpo; 21 l'occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno
di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». 22
Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono
invece necessarie; 23 e quelle parti del corpo che stimiamo
essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre
parti indecorose sono trattate con maggior decoro, 24 mentre le
parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo
in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, 25
perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la
medesima cura le une per le altre. 26 Se un membro soffre, tutte
le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne
gioiscono con lui.
27 Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno
per parte sua. 28 E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo
degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei
dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di
governo, diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Sono
forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli?
30 Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre
lingue? Interpretano tutti?
Voi, però, desiderate ardentemente i
carismi maggiori!
L'eccellenza dell'amore
(Mt 22:36-40; Ro 13:8-10; Cl 3:14)(1Gv 3:16-19; 4:7-12, 16-21)
31 Ora vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza.
13:1
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore,
sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. 2 Se avessi il
dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e
avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore,
non sarei nulla. 3 Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire
i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non
mi gioverebbe a niente.
4 L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore
non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo
sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non
addebita il male, 6 non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la
verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa,
sopporta ogni cosa.
8 L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le
lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; 9 poiché noi
conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 10 ma quando la
perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 11
Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.
12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma
allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora
conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.
13 Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma
la più grande di esse è l'amore.
I doni dello Spirito per l'edificazione
di tutti i credenti
1Co 12:4-7, 27-31; Ro 14:19; 1P 4:10-11
14:1 Desiderate ardentemente l'amore, non tralasciando però di
ricercare i doni spirituali, principalmente il dono di profezia.
2 Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a
Dio; poiché nessuno lo capisce, ma in spirito dice cose misteriose. 3
Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione,
di esortazione e di consolazione. 4 Chi parla in altra lingua
edifica sé stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa.
5 Vorrei che tutti parlaste in altre lingue, ma molto più che
profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a
meno che egli interpreti, perché la chiesa ne riceva edificazione. 6
Dunque, fratelli, se io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi
servirebbe se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o
qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento?
7 Perfino le cose inanimate che danno suono, come il flauto o la
cetra, se non danno suoni distinti, come si riconoscerà ciò che si suona
con il flauto o con la cetra? 8 E se la tromba dà un suono
sconosciuto, chi si preparerà alla battaglia? 9 Così anche voi,
se con la lingua non proferite un discorso comprensibile, come si capirà
quello che dite? Parlerete al vento.
10 Ci sono nel mondo non so quante specie di linguaggi e nessun
linguaggio è senza significato. 11 Se quindi non comprendo il
significato del linguaggio sarò uno straniero per chi parla, e chi parla
sarà uno straniero per me. 12 Così anche voi, poiché siete
desiderosi di capacità spirituali, cercate di abbondarne per
l'edificazione della chiesa.
13 Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter
interpretare; 14 poiché, se prego in altra lingua, prega lo
spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. 15 Che
dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza;
salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l'intelligenza. 16
Altrimenti, se tu benedici Dio soltanto con lo spirito, colui che occupa
il posto come semplice uditore come potrà dire: «Amen!» alla tua
preghiera di ringraziamento, visto che non sa quello che tu dici? 17
Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l'altro non è
edificato. 18 Io ringrazio Dio che parlo in altre lingue più di
tutti voi; 19 ma nella chiesa preferisco dire cinque parole
intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra
lingua.
20 Fratelli, non siate bambini quanto al ragionare; siate pur
bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare, siate uomini compiuti.
21 È scritto nella legge:
«Parlerò a questo popolo per mezzo di persone che parlano altre
lingue
e per mezzo di labbra straniere;
e neppure così mi ascolteranno», dice il Signore.
22 Quindi le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i
non credenti; la profezia, invece, serve di segno non per i non
credenti, ma per i credenti. 23 Quando dunque tutta la chiesa si
riunisce, se tutti parlano in altre lingue ed entrano degli estranei o
dei non credenti, non diranno che siete pazzi? 24 Ma se tutti
profetizzano ed entra qualche non credente o qualche estraneo, egli è
convinto da tutti, è scrutato da tutti, 25 i segreti del suo
cuore sono svelati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra,
adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi.
26 Che dunque, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di
voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in
altra lingua, o un'interpretazione, si faccia ogni cosa per
l'edificazione. 27 Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o
tre al massimo a farlo, e l'uno dopo l'altro, e qualcuno interpreti.
28 Se non vi è chi interpreti, tacciano nell'assemblea e parlino a
sé stessi e a Dio. 29 Anche i profeti parlino in due o tre e gli
altri giudichino; 30 se una rivelazione è data a uno di quelli
che stanno seduti, il precedente taccia. 31 Infatti tutti potete
profetare a uno a uno, perché tutti imparino e tutti siano incoraggiati.
32 Gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti, 33
perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace.
34 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano
nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano
sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare
qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una
donna parlare in assemblea. 36 La parola di Dio è forse proceduta
da voi? O è forse pervenuta a voi soli?
37 Se qualcuno pensa di essere profeta o spirituale, riconosca
che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore. 38 E
se qualcuno lo vuole ignorare, lo ignori.
39 Pertanto, fratelli, desiderate il profetare, e non impedite il
parlare in altre lingue; 40 ma ogni cosa sia fatta con dignità e
con ordine.
La risurrezione di Cristo
(Mt 28; Mr 16; Lu 24; Gv 20; 21) At 1:3; 9:1-7
15:1 Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato, che
voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, 2 mediante
il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l'ho annunziato; a
meno che non abbiate creduto invano.
3 Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto
anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture;
4 che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno,
secondo le Scritture; 5 che apparve a Cefa, poi ai dodici. 6
Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la
maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. 7 Poi
apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; 8 e, ultimo di
tutti, apparve anche a me, come all'aborto; 9 perché io sono il
minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo,
perché ho perseguitato la chiesa di Dio. 10 Ma per la grazia di
Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata
vana; anzi, ho faticato più di tutti loro; non io però, ma la grazia di
Dio che è con me. 11 Sia dunque io o siano loro, così noi
predichiamo, e così voi avete creduto.
La risurrezione dai morti
2Ti 2:8, 16-18; Lu 20:27-38; Ro 5:12, 17 (1P 1:3-5; 1Te 4:13-18)
12 Ora se si predica che Cristo è stato risuscitato dai morti,
come mai alcuni tra voi dicono che non c'è risurrezione dei morti? 13
Ma se non vi è risurrezione dei morti, neppure Cristo è stato
risuscitato; 14 e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque
è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede. 15 Noi
siamo anche trovati falsi testimoni di Dio, poiché abbiamo testimoniato
di Dio, che egli ha risuscitato il Cristo; il quale egli non ha
risuscitato, se è vero che i morti non risuscitano. 16 Difatti,
se i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; 17
e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete
ancora nei vostri peccati. 18 Anche quelli che sono morti in
Cristo, sono dunque periti. 19 Se abbiamo sperato in Cristo per
questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.
20 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di
quelli che sono morti. 21 Infatti, poiché per mezzo di un uomo è
venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la
risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo,
così anche in Cristo saranno tutti vivificati; 23 ma ciascuno al
suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua
venuta; 24 poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle
mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni
potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna ch'egli regni finché
abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo
nemico che sarà distrutto, sarà la morte. 27 Difatti, Dio ha
posto ogni cosa sotto i suoi piedi; ma quando dice che ogni cosa gli
è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è
eccettuato. 28 Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora
anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto
ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti.
29 Altrimenti, che faranno quelli che sono battezzati per i
morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché dunque sono battezzati
per loro? 30 E perché anche noi siamo ogni momento in pericolo?
31 Ogni giorno sono esposto alla morte; sì, fratelli, com'è vero
che siete il mio vanto, in Cristo Gesù, nostro Signore. 32 Se
soltanto per fini umani ho lottato con le belve a Efeso, che utile ne
ho? Se i morti non risuscitano, «mangiamo e beviamo, perché domani
morremo».
33 Non v'ingannate: «Le cattive compagnie corrompono i buoni
costumi». 34 Ridiventate sobri per davvero e non peccate; perché
alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna.
(Fl 3:20-21; 1Gv 3:2-3; Da 12:2-3) 1Te
4:13-18
35 Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? E con quale corpo
ritornano?» 36 Insensato, quello che tu semini non è vivificato,
se prima non muore; 37 e quanto a ciò che tu semini, non semini
il corpo che deve nascere, ma un granello nudo, di frumento per esempio,
o di qualche altro seme; 38 e Dio gli dà un corpo come lo ha
stabilito; a ogni seme, il proprio corpo.
39 Non ogni carne è uguale; ma altra è la carne degli uomini,
altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella
dei pesci. 40 Ci sono anche dei corpi celesti e dei corpi
terrestri; ma altro è lo splendore dei celesti, e altro quello dei
terrestri. 41 Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore
della luna, e altro lo splendore delle stelle; perché un astro è
differente dall'altro in splendore.
42 Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato
corruttibile e risuscita incorruttibile; 43 è seminato ignobile e
risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 44 è
seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo
naturale, c'è anche un corpo spirituale. 45 Così anche sta
scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l'ultimo
Adamo è spirito vivificante. 46 Però, ciò che è spirituale non
viene prima; ma prima, ciò che è naturale; poi viene ciò che è
spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il
secondo uomo è dal cielo. 48 Qual è il terrestre, tali sono anche
i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49
E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche
l'immagine del celeste.
50 Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono
ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono
ereditare l'incorruttibilità.
51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti
saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d'occhio, al
suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti
risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53
Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che
questo mortale rivesta immortalità.
54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità
e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la
parola che è scritta:
«La morte è stata sommersa nella vittoria».
55 «O morte, dov'è la tua vittoria?
O morte, dov'è il tuo dardo?»
56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato
è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per
mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.
58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili,
sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica
non è vana nel Signore.
Istruzioni per la colletta; esortazioni
varie; saluti
(2Co 8; 9; Ro 15:25-27) At 19:21-22; 20:1-3
16:1 Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle
chiese di Galazia, così fate anche voi. 2 Ogni primo giorno della
settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà
secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano
più collette da fare. 3 E le persone che avrete scelte, quando
sarò giunto, io le manderò con delle lettere a portare la vostra
liberalità a Gerusalemme; 4 e se converrà che ci vada anch'io,
essi verranno con me.
5 Io verrò da voi quando sarò passato per la Macedonia, poiché
passerò per la Macedonia; 6 ma da voi forse mi fermerò alquanto,
o ci trascorrerò addirittura l'inverno, affinché voi mi facciate
proseguire per dove mi recherò. 7 Perché, questa volta, non
voglio vedervi di passaggio; anzi spero di fermarmi qualche tempo da
voi, se il Signore lo permette. 8 Rimarrò a Efeso fino alla
Pentecoste, 9 perché qui una larga porta mi si è aperta a un
lavoro efficace, e vi sono molti avversari.
10 Ora se viene Timoteo, guardate che stia fra voi senza timore,
perché lavora nell'opera del Signore come faccio anch'io. 11
Nessuno dunque lo disprezzi; ma fatelo proseguire in pace, perché venga
da me; poiché io l'aspetto con i fratelli.
12 Quanto al fratello Apollo, io l'ho molto esortato a recarsi da
voi con i fratelli; ma egli non ha alcuna intenzione di farlo adesso;
verrà però quando ne avrà l'opportunità.
1Te 5:5-13
13 Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente,
fortificatevi. 14 Tra voi si faccia ogni cosa con amore.
15 Ora, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana, sapete
che è la primizia dell'Acaia, e che si è dedicata al servizio dei
fratelli; 16 vi esorto a sottomettervi anche voi a tali persone,
e a chiunque lavora e fatica nell'opera comune.
17 Mi rallegro della venuta di Stefana, di Fortunato e di Acaico,
perché hanno riempito il vuoto prodotto dalla vostra assenza; 18
poiché hanno dato sollievo allo spirito mio e al vostro; sappiate dunque
apprezzare tali persone.
Fl 4:21-23; Ef 6:23-24
19 Le chiese dell'Asia vi salutano. Aquila e Prisca, con la
chiesa che è in casa loro, vi salutano molto nel Signore. 20
Tutti i fratelli vi salutano. Salutatevi gli uni gli altri con un santo
bacio.
21 Il saluto è di mia propria mano: di me, Paolo.
22 Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema. Marana tha.
23 La grazia del Signore Gesù sia con voi. 24 Il mio amore
è con tutti voi in Cristo Gesù.
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