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Giudici
(Sl 106:34-36; At 13:20; Gr 50:6)
Le conquiste di Giuda
Ge 49:8-9 (Le 24:19-21; Gm 2:13)
1:1 Dopo la morte di Giosuè, i figli d'Israele consultarono il
SIGNORE, e dissero: «Chi di noi salirà per primo a combattere contro i
Cananei?» 2 Il SIGNORE rispose: «Salirà Giuda; ecco, io ho dato
il paese nelle sue mani». 3 Allora Giuda disse a Simeone suo
fratello: «Sali con me nel paese che mi è toccato in sorte e
combatteremo contro i Cananei; poi anch'io andrò con te in quello che ti
è toccato in sorte». Simeone andò con lui.
4 Giuda dunque salì e il SIGNORE diede nelle loro mani i Cananei
e i Ferezei; sconfissero a Bezec diecimila uomini. 5 Trovato
Adoni-Bezec, a Bezec, l'attaccarono e sconfissero i Cananei e i Ferezei.
6 Adoni-Bezec si diede alla fuga, ma essi lo inseguirono, lo
presero e gli tagliarono i pollici e gli alluci. 7 Adoni-Bezec
disse: «Settanta re, a cui erano stati tagliati i pollici e gli alluci,
raccoglievano gli avanzi del cibo sotto la mia mensa. Quello che ho
fatto io, Dio me lo rende». E lo condussero a Gerusalemme, dove morì.
(Gs 14:13-15; 15:13-19) Gc 3:9-11
8 I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero;
passarono gli abitanti a fil di spada e incendiarono la città. 9
Poi i figli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei, che
abitavano la zona montuosa, la regione meridionale e la regione bassa.
10 Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che prima
si chiamava Chiriat-Arba, e sconfisse Scesai, Aiman e Talmai. 11
Di là marciò contro gli abitanti di Debir, che prima si chiamava
Chiriat-Sefer.
12 Caleb disse: «A chi batterà Chiriat-Sefer e la prenderà, io
darò in moglie mia figlia Acsa». 13 La prese Otniel, figlio di
Chenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie sua
figlia Acsa. 14 Quando lei venne ad abitare con lui, persuase
Otniel a lasciarle chiedere un campo a suo padre. Lei scese dall'asino e
Caleb le disse: «Che vuoi?» 15 Lei rispose: «Fammi un dono,
perché tu mi hai dato una terra arida; dammi anche delle sorgenti
d'acqua». Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti
sottostanti.
16 I figli del Cheneo, suocero di Mosè, salirono dalla città
delle palme, con i figli di Giuda, nel deserto di Giuda che è a
mezzogiorno di Arad; andarono e si stabilirono fra il popolo.
17 Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i
Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città, che fu
chiamata Corma. 18 Poi Giuda prese anche Gaza con il suo
territorio, Ascalon con il suo territorio ed Ecron con il suo
territorio. 19 Il SIGNORE fu con Giuda, che scacciò gli abitanti
della regione montuosa, ma non poté scacciare gli abitanti della
pianura, perché avevano carri di ferro. 20 Come Mosè aveva detto,
Ebron fu data a Caleb, che ne scacciò i tre figli di Anac.
Infedeltà delle altre tribù
(Gs 17:11-18; Gc 2:20-23; 3:1-6) 2Cr 8:7-8
21 I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano
Gerusalemme, perciò i Gebusei hanno abitato con i figli di Beniamino in
Gerusalemme fino a oggi.
22 La casa di Giuseppe salì anch'essa contro Betel e il SIGNORE
fu con loro. 23 La casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel,
città che prima si chiamava Luz. 24 Gli esploratori videro un
uomo che usciva dalla città e gli dissero: «Insegnaci la via per entrare
nella città e noi ti tratteremo con bontà». 25 Egli insegnò loro
la via per entrare nella città, ed essi passarono la città a fil di
spada, ma lasciarono andare quell'uomo con tutta la sua famiglia. 26
Quell'uomo andò nel paese degli Ittiti e vi costruì una città, che
chiamò Luz: nome che essa porta anche al giorno d'oggi.
27 Anche Manasse non scacciò gli abitanti di Bet-Sean e delle
città del suo territorio, né quelli di Taanac e delle città del suo
territorio, né quelli di Dor e delle città del suo territorio, né quelli
d'Ibleam e delle città del suo territorio, né quelli di Meghiddo e delle
città del suo territorio, perché i Cananei erano decisi a restare in
quel paese. 28 Però, quando Israele fu abbastanza forte,
assoggettò i Cananei a servitù, ma non li scacciò del tutto.
29 Anche Efraim non scacciò i Cananei che abitavano a Ghezer,
perciò i Cananei abitarono a Ghezer in mezzo a Efraim.
30 Zabulon non scacciò gli abitanti di Chitron, né gli abitanti
di Naalol; e i Cananei abitarono in mezzo a Zabulon e furono costretti a
lavorare per gli Israeliti.
31 Ascer non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di
Sidone, né quelli di Alab, di Aczib, di Chelba, di Afic, di Reob; 32
i figli di Ascer si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il
paese, perché non li scacciarono.
33 Neftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes, né gli abitanti
di Bet-Anat, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma
gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro assoggettati a
servitù.
34 Gli Amorei respinsero i figli di Dan nella regione montuosa e
non li lasciarono scendere nella valle. 35 Gli Amorei si
mostrarono decisi a restare a Ar-Cheres, ad Aialon e a Saalbim; ma la
mano della casa di Giuseppe si aggravò su di loro tanto che furono
assoggettati a servitù. 36 Il confine degli Amorei si estendeva
dalla salita di Acrabbim, andando da Sela in su, verso il nord.
Israele punito per la sua disubbidienza
(De 7:1-11; Gs 23:1-13) Gl 2:12-13; Ap 2:4-5, 16
2:1 L'angelo del SIGNORE salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi
ho fatto salire dall'Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato
ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: "Io non romperò mai il mio
patto con voi"; 2 e voi, dal canto vostro, non farete alleanza
con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari. Ma voi non
avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo? 3 Perciò
anch'io ho detto: "Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno
tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno, per voi, un'insidia"».
4 Appena l'angelo del SIGNORE ebbe detto queste parole a tutti i
figli d'Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. 5
Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al
SIGNORE.
Gs 24:28-31; Sl 12:1
6 Giosuè rimandò il popolo, e i figli d'Israele andarono ciascuno
nel suo territorio a prendere possesso del paese. 7 Il popolo
servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita
degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le
grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d'Israele. 8
Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE, morì all'età di
centodieci anni 9 e fu sepolto nel territorio che gli era toccato
a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna
di Gaas.
Corruzione e disfatta della nuova generazione; i giudici
De 6:10-15 (1S 12:7-11; Sl 106:34-36) Ne 9:27
10 Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi,
dopo quella, vi fu un'altra generazione che non conosceva il SIGNORE, né
le opere che egli aveva compiute in favore d'Israele. 11 I figli
d'Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli
idoli di Baal; 12 abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro
padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e andarono dietro
ad altri dèi, fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono
davanti a essi e provocarono l'ira del SIGNORE; 13 abbandonarono
il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte.
14 L'ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede in
mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano
loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro
nemici. 15 Dovunque andavano, la mano del SIGNORE era contro di
loro a loro danno, come il SIGNORE aveva detto, come il SIGNORE aveva
loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande. 16 Il
SIGNORE allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di
quelli che li spogliavano. 17 Ma neppure ai loro giudici davano
ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a
loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali
avevano ubbidito ai comandamenti del SIGNORE; ma essi non fecero così.
18 Quando il SIGNORE suscitava loro dei giudici, il SIGNORE era
con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la
vita del giudice; poiché il SIGNORE aveva compassione dei loro gemiti a
causa di quelli che li opprimevano e angariavano. 19 Ma quando il
giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando
dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; non
rinunziavano affatto alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta.
20 Perciò l'ira del SIGNORE si accese contro Israele, ed egli
disse: «Poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito
con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, 21
anch'io non scaccerò più davanti a loro nessuna delle nazioni che Giosuè
lasciò quando morì; 22 così, per mezzo di esse, metterò alla
prova Israele per vedere se si atterranno alla via del SIGNORE e
cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no».
23 Il SIGNORE lasciò stare quelle nazioni senz'affrettarsi a
scacciarle e non le diede nelle mani di Giosuè.
(Gs 13:1-6; Gc 2:1-3, 20-23) 1Co 15:33
3:1 Questi sono i popoli che il SIGNORE lasciò stare per mettere
alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non
avevano visto le guerre di Canaan. 2 Egli voleva soltanto che le
nuove generazioni dei figli d'Israele conoscessero e imparassero la
guerra: quelli, per lo meno, che non l'avevano mai vista prima. Questi
popoli erano: 3 i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei,
i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte
Baal-Ermon fino all'ingresso di Camat. 4 Queste nazioni servirono
a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai
comandamenti che il SIGNORE aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè.
5 Così i figli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli
Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; 6
sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro
figli, e servirono i loro dèi.
Vittoria di Otniel sul re di Mesopotamia
(Gc 2:10-16; Sl 106:34-45) Ap 3:19
7 I figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE;
dimenticarono il SIGNORE, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e
di Astarte. 8 Perciò l'ira del SIGNORE si accese contro Israele
ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i
figli d'Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
9 Poi i figli d'Israele gridarono al SIGNORE e il SIGNORE fece
sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello
minore di Caleb; ed egli li liberò. 10 Lo Spirito del SIGNORE
venne su di lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il
SIGNORE gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua
mano fu potente contro Cusan-Risataim. 11 Il paese ebbe pace per
quarant'anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.
Vittoria di Eud su Moab
Gc 2:17-19; 4:17-22; Eb 12:6-11
12 I figli d'Israele continuarono a fare ciò che è male agli
occhi del SIGNORE; così il SIGNORE rese forte Eglon, re di Moab, contro
Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi del
SIGNORE. 13 Eglon radunò intorno a sé i figli di Ammon e di
Amalec; poi marciò contro Israele, lo sconfisse e s'impadronì della
città delle palme. 14 I figli d'Israele furono servi di Eglon, re
di Moab, per diciotto anni.
15 I figli d'Israele gridarono al SIGNORE ed egli fece sorgere
per loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, beniaminita, che era
mancino. I figli d'Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon,
re di Moab. 16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un
cubito; e la cinse sotto la sua veste, al fianco destro. 17
Quindi offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto
grasso. 18 Quando ebbe finito la presentazione del regalo,
rimandò la gente che l'aveva portato. 19 Ma egli, giunto agli
idoli che sono presso a Ghilgal, tornò indietro e disse: «O re, io ho
qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» Tutti quelli che
gli stavano intorno, uscirono. 20 Allora Eud si avvicinò al re,
che stava seduto nella sala di sopra, riservata a lui solo, per
prendervi il fresco, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di
Dio». Eglon si alzò dal suo seggio; 21 ed Eud, stesa la mano
sinistra, prese la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel
ventre. 22 Anche l'elsa entrò dopo la lama; e il grasso si
rinchiuse attorno alla lama; poiché egli non gli ritirò dal ventre la
spada, che gli usciva da dietro. 23 Poi Eud uscì nel portico,
chiuse le porte della sala di sopra, e mise il chiavistello. 24
Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le
porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero:
«Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca». 25
Tanto aspettarono, che ne furono preoccupati; e poiché il re non apriva
le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il
loro signore era steso per terra, morto. 26 Mentre essi
indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre gli idoli e si mise in
salvo a Seira. 27 Quando fu arrivato, sonò la tromba nella
regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele scesero con lui dalla
regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa. 28 Disse loro:
«Seguitemi, perché il SIGNORE vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri
nemici». Quelli scesero dietro a lui, s'impadronirono dei guadi del
Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti, e non lasciarono passare
nessuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti,
tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. 30 Così, in
quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese ebbe
pace per ottant'anni.
Vittoria di Samgar sui Filistei
Gc 5:6-8; Am 7:14-15
31 Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse
seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli liberò Israele.
Debora e Barac liberano Israele dai Cananei
1S 12:9-11; Gc 5:1-23
4:1 Morto Eud, i figli d'Israele continuarono a fare ciò che è
male agli occhi del SIGNORE. 2 Il SIGNORE li diede nelle mani di
Iabin, re di Canaan, che regnava ad Asor. Il capo del suo esercito era
Sisera, che abitava ad Aroset-Goim.
3 I figli d'Israele gridarono al SIGNORE, perché Iabin aveva
novecento carri di ferro e già da vent'anni opprimeva con violenza i
figli d'Israele.
4 In quel tempo era giudice d'Israele una profetessa, Debora,
moglie di Lappidot. 5 Lei sedeva sotto la palma di Debora, fra
Rama e Betel, nella regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele
salivano da lei per le controversie giudiziarie. 6 Debora mandò a
chiamare Barac, figlio di Abinoam, da Cades di Neftali, e gli disse: «Il
SIGNORE, Dio d'Israele, non ti ha forse dato quest'ordine: "Va', raduna
sul monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di Neftali e
dei figli di Zabulon? 7 Io attirerò verso di te, al torrente
Chison, Sisera, capo dell'esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua
numerosa gente, e lo darò nelle tue mani"». 8 Barac le rispose:
«Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò». 9
Debora disse: «Certamente, verrò con te; però, la via per cui cammini
non ti porterà onori; perché il SIGNORE darà Sisera in mano a una
donna». E Debora si alzò e andò con Barac a Cades.
10 Barac convocò Zabulon e Neftali a Cades; diecimila uomini si
misero al suo seguito e Debora salì con lui.
11 Ora Eber, il Cheneo, si era separato dai Chenei, discendenti
di Obab, suocero di Mosè, e aveva piantato le sue tende fino al querceto
di Saannaim, che è vicino a Cades.
12 Fu riferito a Sisera che Barac, figlio di Abinoam, era salito
sul monte Tabor. 13 Sisera adunò tutti i suoi carri, novecento
carri di ferro, e tutta la gente che era con lui, da Aroset-Goim fino al
torrente Chison.
14 Allora Debora disse a Barac: «Àlzati, poiché questo è il
giorno in cui il SIGNORE ha dato Sisera nelle tue mani. Il SIGNORE non
va forse davanti a te?» Allora Barac scese dal monte Tabor, seguito da
diecimila uomini. 15 Il SIGNORE mise in rotta, davanti a Barac,
Sisera con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito, che fu
passato a fil di spada; e Sisera, sceso dal carro, si diede alla fuga a
piedi. 16 Ma Barac inseguì i carri e l'esercito fino ad
Aroset-Goim; e tutto l'esercito di Sisera cadde sotto i colpi della
spada e non scampò neppure un uomo.
Gc 5:24-31; 3:16-22
17 Sisera fuggì a piedi verso la tenda di Iael, moglie di Eber,
il Cheneo, perché vi era pace fra Iabin, re di Asor, e la casa di Eber,
il Cheneo. 18 Iael uscì incontro a Sisera e gli disse: «Entra,
mio signore, entra da me; non temere». Egli entrò da lei nella sua tenda
e lei lo coprì con una coperta. 19 Egli le disse: «Ti prego,
dammi un po' d'acqua da bere perché ho sete». Quella, aperto l'otre del
latte, gli diede da bere e lo coprì. 20 Egli le disse: «Stattene
all'ingresso della tenda; forse qualcuno verrà a interrogarti e ti
chiederà: "C'è qualcuno qui dentro?" Tu risponderai di no». 21
Allora Iael, moglie di Eber, prese un piuolo della tenda e un martello,
andò pian piano da lui e gli piantò il piuolo nella tempia tanto che
esso penetrò in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; e
morì. 22 Mentre Barac inseguiva Sisera, Iael uscì a incontrarlo e
gli disse: «Vieni, e ti mostrerò l'uomo che cerchi». Egli entrò da lei;
ecco, Sisera era steso morto, con il piuolo nella tempia.
23 Quel giorno Dio umiliò Iabin, re di Canaan, davanti ai figli
d'Israele. 24 La mano dei figli d'Israele si fece sempre più
pesante su Iabin, re di Canaan, finché l'ebbero annientato.
Cantico di Debora
Es 15:1-21; Ac 3:3-15; Sl 18; 149:6
5:1 In quel giorno, Debora cantò questo cantico con Barac, figlio
di Abinoam:
2 Poiché dei capi si sono messi alla testa del popolo in Israele,
poiché il popolo si è mostrato volenteroso,
benedite il SIGNORE!
3 Ascoltate, o re! Porgete orecchio, o prìncipi!
Al SIGNORE, sì, io canterò,
salmeggerò al SIGNORE, al Dio d'Israele.
4 O SIGNORE, quando uscisti dal Seir,
quando venisti dai campi di Edom,
la terra tremò, e anche i cieli si sciolsero,
anche le nubi si sciolsero in acqua.
5 I monti furono scossi per la presenza del SIGNORE,
anche il Sinai, là, fu scosso davanti al SIGNORE, al Dio d'Israele!
Gc 3:31; 4:1-6; Sl 118:15-16
6 Ai giorni di Samgar, figlio di Anat,
ai giorni di Iael, le strade erano abbandonate,
e i viandanti seguivano sentieri tortuosi.
7 I capi mancavano in Israele; mancavano,
finché non venni io, Debora,
finché non venni io, come una madre in Israele.
8 Si sceglievano nuovi dèi,
e la guerra era alle porte.
Si scorgeva forse uno scudo, una lancia,
fra i quarantamila uomini d'Israele?
9 Il mio cuore va ai condottieri d'Israele!
O voi che vi offriste volenterosi fra il popolo,
benedite il SIGNORE!
10 Voi che cavalcate asine bianche,
voi che sedete su ricchi tappeti,
e voi che camminate per le vie, cantate!
11 Lungi dalle grida degli arcieri, là tra gli abbeveratoi,
si celebrino gli atti di giustizia del SIGNORE,
gli atti di giustizia dei suoi capi in Israele!
Allora il popolo del SIGNORE discese alle porte.
12 Dèstati, dèstati, Debora!
Dèstati, dèstati, intona un canto!
Àlzati, Barac, e prendi i tuoi prigionieri, o figlio di Abinoam!
13 Allora scese un residuo, alla voce dei nobili scese un popolo,
il SIGNORE scese con me fra i prodi.
14 Da Efraim vennero quelli che stanno sul monte Amalec;
al tuo séguito venne Beniamino fra le tue genti;
da Machir scesero dei capi,
e da Zabulon quelli che portano il bastone del comando.
15 I prìncipi d'Issacar furono con Debora;
quale fu Barac, tale fu Issacar:
egli si precipitò nella valle sulle orme di lui.
Presso i ruscelli di Ruben,
le decisioni furono coraggiose!
16 Perché sei rimasto fra gli ovili
ad ascoltare il flauto dei pastori?
Presso i ruscelli di Ruben,
le decisioni furono coraggiose!
17 Galaad non ha lasciato la sua dimora oltre il Giordano;
e Dan, perché si è tenuto sulle sue navi?
Ascer è rimasto presso la riva del mare,
e si è riposato nei suoi porti.
18 Zabulon è un popolo che ha rischiato la vita,
così pure Neftali,
sulle alture della campagna.
19 I re vennero, combatterono;
allora combatterono i re di Canaan
a Taanac, presso le acque di Meghiddo;
non ne riportarono un pezzo d'argento.
20 Dai cieli si combatté:
gli astri, nel loro corso, combatterono contro Sisera.
21 Il torrente Chison li travolse,
l'antico torrente, il torrente Chison.
Anima mia, avanti, con forza!
22 Allora gli zoccoli dei cavalli martellavano il suolo,
al galoppo, al galoppo dei loro guerrieri in fuga.
23 Maledite Meroz, dice l'angelo del SIGNORE;
maledite, maledite i suoi abitanti,
perché non vennero in soccorso del SIGNORE,
in soccorso del SIGNORE insieme con i prodi!
Gc 4:17-24
24 Benedetta sia fra le donne Iael,
moglie di Eber, il Cheneo!
Fra le donne che stanno sotto le tende, sia benedetta!
25 Egli chiese dell'acqua e lei gli diede del latte;
in una coppa d'onore gli offerse della crema.
26 Con una mano prese il piuolo;
e con la destra, il martello degli operai;
colpì Sisera, gli spaccò la testa,
gli fracassò e gli trapassò le tempie.
27 Ai piedi di Iael egli si piegò, cadde, giacque disteso;
ai suoi piedi si piegò e cadde;
là, dove si piegò, cadde esanime.
28 La madre di Sisera guarda dalla finestra
e grida attraverso l'inferriata:
Perché il suo carro tarda ad arrivare?
Perché sono così lente le ruote dei suoi carri?
29 Le più sagge delle sue dame le rispondono,
e anche lei replica a sé stessa:
30 Non trovano forse bottino? Non se lo stanno forse dividendo?
Una fanciulla, due fanciulle per ognuno;
a Sisera un bottino di vesti variopinte;
un bottino di vesti variopinte e ricamate,
variopinte e ricamate d'ambo i lati
per le spalle del vincitore!
31 Così periscano tutti i tuoi nemici, o SIGNORE!
Coloro che ti amano siano come il sole
quando si alza in tutta la sua forza!
Così il paese ebbe pace per quarant'anni.
Peccato d'Israele; oppressione di Madian
(Gc 2:11-15; 10:6-16) 2P 2:20; Ap 3:19
6:1 Ma i figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi del
SIGNORE, e il SIGNORE li diede nelle mani di Madian per sette anni. 2
La mano di Madian fu potente contro Israele; e, per la paura dei
Madianiti, i figli d'Israele si fecero quelle grotte che sono nei monti,
delle caverne e dei forti. 3 Quando Israele aveva seminato, i
Madianiti con gli Amalechiti e con i popoli dell'oriente salivano contro
di lui, 4 si accampavano contro gl'Israeliti, distruggevano tutti
i prodotti del paese fino a Gaza e non lasciavano in Israele né viveri,
né pecore, né buoi, né asini. 5 Infatti salivano con le loro
greggi e con le loro tende e arrivavano come una moltitudine di
cavallette; essi e i loro cammelli erano innumerevoli e venivano nel
paese per devastarlo. 6 Israele dunque fu ridotto in grande
miseria a causa di Madian; e i figli d'Israele gridarono al SIGNORE.
7 Quando i figli d'Israele gridarono al SIGNORE a causa di
Madian, 8 il SIGNORE mandò ai figli d'Israele un profeta, che
disse loro: «Così dice il SIGNORE, il Dio d'Israele: "Io vi feci salire
dall'Egitto e vi feci uscire dalla casa di schiavitù; 9 vi
liberai dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi
opprimevano; li scacciai davanti a voi, vi diedi il loro paese 10
e vi dissi: Io sono il SIGNORE, il vostro Dio; non adorate gli dèi degli
Amorei nel paese dei quali abitate; ma voi non avete ascoltato la mia
voce"».
Vocazione di Gedeone
Es 3:1-12; Gc 13:9-23; Eb 11:32
11 Poi venne l'angelo del SIGNORE e si sedette sotto il terebinto
d'Ofra, che apparteneva a Ioas, abiezerita; e Gedeone, figlio di Ioas,
trebbiava il grano nello strettoio, per nasconderlo ai Madianiti. 12
L'angelo del SIGNORE gli apparve e gli disse: «Il SIGNORE è con te, o
uomo forte e valoroso!» 13 Gedeone gli rispose: «Ahimè, mio
signore, se il SIGNORE è con noi, perché ci è accaduto tutto questo?
Dove sono tutte quelle sue meraviglie che i nostri padri ci hanno
narrate dicendo: "Il SIGNORE non ci ha forse fatti uscire dall'Egitto?"
Ma ora il SIGNORE ci ha abbandonati e ci ha dati nelle mani di Madian».
14 Allora il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: «Va' con
questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non sono io che
ti mando?» 15 Egli rispose: «Ah, signore mio, con che salverò
Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse, e io sono il
più piccolo nella casa di mio padre». 16 Il SIGNORE gli disse:
«Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo
solo». 17 Gedeone a lui: «Se ho trovato grazia agli occhi tuoi,
dammi un segno che sei proprio tu che mi parli. 18 Ti prego, non
te ne andare di qui prima che io torni da te, ti porti la mia offerta e
te la metta davanti». Il SIGNORE disse: «Aspetterò finché tu ritorni».
19 Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e, con un
efa di farina, fece delle focacce azzime; mise la carne in un canestro,
il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo
offrì. 20 L'angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le
focacce azzime, mettile su questa roccia, e versavi su il brodo». Egli
fece così. 21 Allora l'angelo del SIGNORE stese la punta del
bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e dalla
roccia uscì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime; e
l'angelo del SIGNORE scomparve dalla sua vista. 22 Allora Gedeone
vide che era l'angelo del SIGNORE e disse: «Misero me, Signore, mio DIO,
perché ho visto l'angelo del SIGNORE faccia a faccia!» 23 Il
SIGNORE gli disse: «Sta' in pace, non temere, non morirai!» 24
Allora Gedeone costruì un altare al SIGNORE e lo chiamò SIGNORE-Pace.
Esso esiste anche al giorno d'oggi, a Ofra degli Abiezeriti.
Distruzione dell'altare di Baal
1S 7:3, ecc.; Sl 40:8-11, 13-17
25 Quella stessa notte, il SIGNORE gli disse: «Prendi il toro di
tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l'altare di Baal
che è di tuo padre, abbatti l'idolo che gli sta vicino 26 e
costruisci un altare al SIGNORE, al tuo Dio, in cima a questa roccia,
disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo toro e offrilo
come olocausto usando il legno dell'idolo che avrai abbattuto». 27
Allora Gedeone prese dieci uomini tra i suoi servitori e fece come il
SIGNORE gli aveva detto; ma non osando farlo di giorno, per paura della
casa di suo padre e della gente della città, lo fece di notte. 28
Quando la gente della città l'indomani mattina si alzò, ecco che
l'altare di Baal era stato demolito, che l'idolo postovi accanto era
abbattuto e che il secondo toro era offerto in olocausto sull'altare che
era stato costruito. 29 Si dissero l'un l'altro: «Chi ha fatto
questo?» Dopo essersi informati e dopo aver fatto delle ricerche, fu
loro detto: «Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo». 30 Allora
la gente della città disse a Ioas: «Conduci fuori tuo figlio e sia messo
a morte, perché ha demolito l'altare di Baal e ha abbattuto l'idolo che
gli stava vicino». 31 Ioas rispose a tutti quelli che insorgevano
contro di lui: «Volete difendere la causa di Baal? Volete venirgli in
soccorso? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di
domattina; se esso è un dio, difenda egli stesso la sua causa, visto che
hanno demolito il suo altare». 32 Perciò quel giorno Gedeone fu
chiamato Ierubbaal, perché si disse: «Difenda Baal la sua causa contro
di lui, visto che egli ha demolito il suo altare».
33 Tutti i Madianiti, gli Amalechiti e i popoli dell'oriente si
radunarono, attraversarono il Giordano e si accamparono nella valle di
Izreel. 34 Ma lo Spirito del SIGNORE si impossessò di Gedeone, il
quale sonò la tromba, e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo.
35 Egli mandò anche dei messaggeri in tutto Manasse, invitandolo a
seguirlo; mandò dei messaggeri nelle tribù di Ascer, di Zabulon e di
Neftali, e anche queste salirono a incontrarli.
2R 20:8-11
36 Gedeone disse a Dio: «Se vuoi salvare Israele per mano mia,
come hai detto, 37 ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se
c'è della rugiada sul vello soltanto e tutto il terreno resta asciutto,
io saprò che tu salverai Israele per mia mano come hai detto». 38
Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò presto, strizzò il vello
e ne spremette la rugiada: una coppa piena d'acqua. 39 Gedeone
disse a Dio: «Non si accenda l'ira tua contro di me. Io non parlerò che
questa volta soltanto. Permetti che io faccia un'altra prova con il
vello: resti asciutto soltanto il vello e ci sia della rugiada su tutto
il terreno». 40 Dio fece così quella notte: il vello soltanto
restò asciutto e ci fu della rugiada su tutto il terreno.
Vittoria di Gedeone sui Madianiti
1S 14:1-23; Sl 60:12
7:1 Ierubbaal dunque, cioè Gedeone, con tutta la gente che era
con lui, alzatosi la mattina presto, si accampò presso la sorgente di
Carod. L'accampamento di Madian era a nord di quello di Gedeone, verso
la collina di More, nella valle.
2 Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo
numerosa perché io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi
di fronte a me, e dire: "È stata la mia mano a salvarmi". 3 Fa'
dunque proclamare questo, in maniera che il popolo l'oda: Chiunque ha
paura e trema se ne torni indietro e si allontani dal monte di Galaad».
E tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero
diecimila.
4 Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa;
falla scendere all'acqua dove io li sceglierò per te. Quello del quale
ti dirò: Questo vada con te, andrà con te; e quello del quale ti dirò:
Questo non vada con te, non andrà». 5 Gedeone fece dunque
scendere la gente all'acqua; e il SIGNORE gli disse: «Tutti quelli che
leccheranno l'acqua con la lingua, come la lecca il cane, li metterai da
parte; così pure tutti quelli che, per bere, si metteranno in
ginocchio». 6 Il numero di quelli che leccarono l'acqua,
portandosela alla bocca nella mano, fu di trecento uomini; tutto il
resto della gente si mise in ginocchio per bere l'acqua. 7 Allora
il SIGNORE disse a Gedeone: «Mediante questi trecento uomini che hanno
leccato l'acqua io vi libererò e metterò i Madianiti nelle tue mani.
Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua». 8 I
trecento presero i viveri del popolo e le sue trombe; e Gedeone,
rimandati tutti gli altri uomini d'Israele, ciascuno alla sua tenda,
trattenne questi con sé. L'accampamento di Madian era sotto il suo,
nella valle.
9 Quella stessa notte, il SIGNORE disse a Gedeone: «Àlzati,
piomba sull'accampamento, perché io l'ho messo nelle tue mani. 10
Ma se hai paura di farlo, scendi con Pura, tuo servo, 11 e udrai
quello che dicono; e, dopo questo, le tue mani saranno fortificate per
piombare sull'accampamento». Egli dunque scese con Pura, suo servo, fino
agli avamposti dell'accampamento. 12 I Madianiti, gli Amalechiti
e tutti i popoli dell'oriente erano sparsi nella valle come una
moltitudine di cavallette e i loro cammelli erano innumerevoli come la
sabbia che è sulla riva del mare. 13 Quando Gedeone arrivò, un
uomo stava raccontando un sogno a un suo compagno e gli diceva: «Ho
fatto un sogno. C'era un pane tondo, d'orzo, che rotolava
nell'accampamento di Madian, giungeva alla tenda, la investiva, in modo
da farla cadere, da rovesciarla, da lasciarla per terra». 14 Il
suo compagno gli rispose e gli disse: «Questo non è altro che la spada
di Gedeone, figlio di Ioas, uomo d'Israele; Dio ha messo nelle sue mani
Madian e tutto l'accampamento».
15 Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua
interpretazione, adorò Dio; poi tornò all'accampamento d'Israele e
disse: «Alzatevi, perché il SIGNORE ha messo nelle vostre mani
l'accampamento di Madian!» 16 Divise i trecento uomini in tre
schiere, consegnò a tutti quanti delle trombe e delle brocche vuote con
delle fiaccole nelle brocche; 17 e disse loro: «Guardate me e
fate come farò io; quando sarò giunto all'estremità dell'accampamento,
come farò io, così farete voi; 18 e quando io con tutti quelli
che sono con me sonerò la tromba, anche voi sonerete le trombe intorno a
tutto l'accampamento e direte: "Per il SIGNORE e per Gedeone!"»
19 Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero
all'estremità dell'accampamento, al principio del cambio di mezzanotte,
quando si era appena dato il cambio alle sentinelle. Sonarono le trombe
e spezzarono le brocche che tenevano in mano. 20 Allora le tre
schiere sonarono le trombe e spezzarono le brocche; con la sinistra
presero le fiaccole e con la destra le trombe per sonare, e si misero a
gridare: «La spada per il SIGNORE e per Gedeone!» 21 Ognuno di
loro rimase al suo posto, intorno all'accampamento; e tutti quelli
dell'accampamento si misero a correre, a gridare, a fuggire. 22
Mentre quelli sonavano le trecento trombe, il SIGNORE fece rivolgere la
spada di ciascuno contro il compagno per tutto l'accampamento.
L'esercito madianita fuggì fino a Bet-Sitta, verso Serera, fino al
limite d'Abel-Meola, presso Tabbat. 23 Gl'Israeliti di Neftali,
di Ascer e di tutto Manasse si radunarono e inseguirono i Madianiti.
24 Gedeone mandò dei messaggeri per tutta la regione montuosa di
Efraim a dire: «Scendete incontro ai Madianiti e tagliate loro il passo
delle acque fino a Bet-Bara, e i guadi del Giordano». Così tutti gli
uomini di Efraim furono radunati e si impadronirono dei passi delle
acque fino a Bet-Bara e dei guadi del Giordano. 25 Presero due
prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb; uccisero Oreb alla roccia di Oreb, e
Zeeb al torchio di Zeeb; inseguirono i Madianiti e portarono le teste di
Oreb e di Zeeb a Gedeone, dall'altro lato del Giordano.
Altre vittorie di Gedeone sui Madianiti
Gc 12:1-6; Pr 15:1
8:1 Gli uomini di Efraim dissero a Gedeone: «Perché ci hai
trattati in questo modo? Perché non ci hai chiamati quando sei andato a
combattere contro Madian?» Ebbero con lui una disputa violenta. 2
Egli rispose loro: «Che ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura
di Efraim non vale forse più della vendemmia di Abiezer? 3 Dio vi
ha messo in mano i prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb; che dunque ho potuto
fare in confronto a voi?» Quand'egli ebbe loro detto quella parola, la
loro ira contro di lui si calmò.
1S 25 (Is 9:3; Sl 83:11-12) Gc 5:23
4 Gedeone arrivò al Giordano, lo passò con i suoi trecento
uomini, i quali, benché stanchi, continuavano a inseguire il nemico,
5 e disse a quelli di Succot: «Date, vi prego, dei pani alla gente
che mi segue, perché è stanca, e io sto inseguendo Zeba e Salmunna, re
di Madian». 6 Ma i capi di Succot risposero: «Zeba e Salmunna
sono forse già nelle tue mani? Perché dovremmo dare del pane al tuo
esercito?» 7 Gedeone disse: «Ebbene! Quando il SIGNORE avrà messo
nelle mie mani Zeba e Salmunna, io vi lacererò le carni con delle spine
del deserto e con dei rovi». 8 Di là salì a Penuel e fece la
stessa richiesta a quelli di Penuel, ma essi gli risposero come avevano
fatto quelli di Succot. 9 Egli disse anche a quelli di Penuel:
«Quando tornerò in pace, abbatterò questa torre».
10 Zeba e Salmunna erano a Carcor con il loro esercito di circa
quindicimila uomini, che era tutto quello che rimaneva dell'intero
esercito dei popoli dell'oriente, poiché centoventimila uomini armati di
spada erano stati uccisi. 11 Gedeone salì per la via dei nomadi,
a oriente di Noba e di Iogbea, e sconfisse l'esercito, che si credeva
sicuro. 12 Zeba e Salmunna si diedero alla fuga; ma egli li
inseguì, prese i due re di Madian, Zeba e Salmunna, e sbaragliò tutto
l'esercito.
13 Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia, per la
salita di Cheres; 14 prese un giovane di Succot, e lo interrogò;
e quello gli diede per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di
Succot, che erano settantasette. 15 Poi Gedeone andò da quelli di
Succot e disse: «Ecco Zeba e Salmunna, a proposito dei quali mi
insultaste dicendo "Zeba e Salmunna sono forse già nelle tue mani?
Perché dovremmo dare del pane alla tua gente esausta?"» 16 Poi
prese gli anziani della città, e con delle spine del deserto e con dei
rovi castigò gli uomini di Succot. 17 Abbatté la torre di Penuel
e uccise la gente della città.
18 Poi disse a Zeba e a Salmunna: «Com'erano gli uomini che avete
ucciso sul Tabor?» Quelli risposero: «Erano come te; ognuno di essi
aveva l'aspetto di un figlio di re». 19 Ed egli riprese: «Erano
miei fratelli, figli di mia madre; com'è vero che il SIGNORE vive, se
aveste risparmiato la loro vita, io non vi ucciderei!» 20 Poi
disse a Ieter, suo primogenito: «Àlzati, uccidili!» Ma il giovane non
estrasse la spada, perché aveva paura, essendo ancora un ragazzo. 21
Zeba e Salmunna dissero: «Àlzati tu stesso e dàcci il colpo mortale;
poiché qual è l'uomo tale è la sua forza». Gedeone si alzò, uccise Zeba
e Salmunna, e prese le mezzelune che i loro cammelli portavano al collo.
Gedeone giudice d'Israele
1S 8 (Gc 6:24; De 12:8-14; 1R 15:14) Ez 7:20
22 Allora gli uomini d'Israele dissero a Gedeone: «Regna su di
noi, tu, tuo figlio, e il figlio di tuo figlio, poiché ci hai salvati
dalla mano di Madian». 23 Ma Gedeone rispose loro: «Io non
regnerò su di voi, né mio figlio regnerà su di voi; il SIGNORE è colui
che regnerà su di voi!»
24 Poi Gedeone disse loro: «Una cosa voglio chiedervi: che
ciascuno di voi mi dia gli anelli del suo bottino». - I nemici avevano
degli anelli d'oro perché erano Ismaeliti. - 25 Quelli risposero:
«Li daremo volentieri». E stesero un mantello, sul quale ciascuno gettò
gli anelli del suo bottino. 26 Il peso degli anelli d'oro, che
egli aveva chiesto, fu di millesettecento sicli d'oro, oltre alle
mezzelune, ai pendenti e alle vesti di porpora che i re di Madian
avevano addosso, e oltre ai collari che i loro cammelli avevano al
collo. 27 Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofra, sua città, e
tutto Israele si prostituì al seguito di quello; ed esso diventò
un'insidia per Gedeone e per la sua casa.
28 Così Madian fu umiliato davanti ai figli d'Israele e non alzò
più il capo; e il paese ebbe pace per quarant'anni, durante la vita di
Gedeone.
29 Ierubbaal, figlio di Ioas, tornò ad abitare a casa sua. 30
Gedeone ebbe settanta figli, che gli nacquero dalle sue molte mogli.
31 La sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anche lei un
figlio, al quale pose nome Abimelec. 32 Poi Gedeone, figlio di
Ioas, morì molto vecchio e fu sepolto nella tomba di Ioas suo padre, a
Ofra degli Abiezeriti.
Abimelec re di Sichem
(Gc 2:19; 2Cr 24:17-18) Gc 8:22-23; 2R 11:1-3; Pr 18:19
33 Dopo la morte di Gedeone, i figli d'Israele ricominciarono a
prostituirsi agl'idoli di Baal e presero Baal-Berit come loro dio. 34
I figli d'Israele non si ricordarono del SIGNORE, del loro Dio, che li
aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li circondavano; 35
e non dimostrarono nessuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di
Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.
9:1
Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e
parlò a loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, e disse: 2
«Vi prego, dite ai Sichemiti, in modo che tutti odano: Che cos'è meglio
per voi, che settanta uomini, tutti figli di Ierubbaal, regnino su di
voi, oppure che regni su di voi uno solo? Ricordatevi ancora che io sono
vostre ossa e vostra carne». 3 I fratelli di sua madre parlarono
di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuore
loro si inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: «È nostro
fratello». 4 Gli diedero settanta sicli d'argento, che tolsero
dal tempio di Baal-Berit, con i quali Abimelec assoldò degli
avventurieri audaci che lo seguirono. 5 Egli andò alla casa di
suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli,
settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma Iotam, figlio minore di
Ierubbaal, scampò perché si era nascosto. 6 Poi tutti i Sichemiti
e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re
Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem.
Avvertimento di Iotam
2R 14:9-10; Ez 17
7 Iotam, essendo stato informato della cosa, salì sulla vetta del
monte Garizim e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, Sichemiti, e vi
ascolti Dio!
8 Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che
regnasse su di loro; e dissero all'ulivo: "Regna tu su di noi". 9
Ma l'ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e
gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli
alberi?" 10 Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a
regnare su di noi". 11 Ma il fico rispose loro: "E io dovrei
rinunziare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, per andare ad
agitarmi al di sopra degli alberi?" 12 Poi gli alberi dissero
alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi". 13 Ma la vite rispose
loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli uomini,
per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?" 14 Allora tutti
gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi". 15
Il pruno rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete
ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia
ombra; se no, esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano!"
16 Ora, avete agito con fedeltà e con integrità proclamando re
Abimelec? Avete agito bene verso Ierubbaal e la sua casa? Avete
ricompensato mio padre di quello che ha fatto per voi? 17 Infatti
egli ha combattuto per voi, ha messo a repentaglio la sua vita e vi ha
liberati dalle mani di Madian, 18 mentre voi, oggi, siete insorti
contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini,
sopra una stessa pietra, e avete proclamato re dei Sichemiti Abimelec,
figlio della sua serva, perché è vostro fratello. 19 Se oggi
avete agito con fedeltà e con integrità verso Ierubbaal e la sua casa,
godetevi Abimelec e Abimelec si goda voi! 20 Se no, esca da
Abimelec un fuoco, che divori i Sichemiti e la casa di Millo; ed esca
dai Sichemiti e dalla casa di Millo un fuoco, che divori Abimelec!»
21 Poi Iotam corse via, fuggì a Beer, e rimase lì per paura di
Abimelec, suo fratello.
Castigo di Sichem; morte violenta di Abimelec
v. 1-20; Sl 7:14-16
22 Abimelec signoreggiò sopra Israele per tre anni. 23 Poi
Dio mandò un cattivo spirito fra Abimelec e i Sichemiti; e i Sichemiti
non furono più fedeli ad Abimelec, 24 affinché la violenza fatta
ai settanta figli di Ierubbaal ricevesse il suo castigo e il loro sangue
ricadesse sopra Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i
Sichemiti che lo avevano aiutato a uccidere i suoi fratelli. 25 I
Sichemiti posero in agguato contro di lui, sulla cima dei monti, della
gente che derubava chiunque passasse per la strada, vicino a loro.
Abimelec venne a saperlo.
26 Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero a Sichem e
i Sichemiti riposero in lui la loro fiducia. 27 Usciti nei campi
vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi
entrarono nella casa del loro dio, mangiarono, bevvero e maledissero
Abimelec. 28 Gaal, figlio di Ebed, disse: «Chi è Abimelec e chi è
Sichem, che dobbiamo servirlo? Non è forse il figlio di Ierubbaal? Zebul
non è forse il suo commissario? Servite gli uomini di Camor, padre di
Sichem! Ma noi perché serviremmo costui? 29 Ah, se questo popolo
fosse ai miei ordini, io scaccerei Abimelec!» Poi disse ad Abimelec:
«Rinforza il tuo esercito e fatti avanti!»
30 Zebul, governatore della città, avendo udito le parole di
Gaal, figlio di Ebed, si accese d'ira 31 e mandò segretamente dei
messaggeri ad Abimelec per dirgli: «Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi
fratelli sono venuti a Sichem e sobillano la città contro di te. 32
Àlzati dunque di notte, con la gente che è con te, e fa' un'imboscata
nella campagna; 33 domani mattina, allo spuntar del sole, ti
sveglierai e piomberai sulla città. Quando Gaal e i suoi uomini
usciranno contro di te, tu gli farai quel che sarà necessario».
34 Abimelec e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte
e si appostarono nei dintorni di Sichem, divisi in quattro schiere.
35 Intanto Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all'ingresso della
porta della città; e Abimelec uscì dall'imboscata con la gente che era
con lui. 36 Gaal, veduta quella gente, disse a Zebul: «C'è della
gente che scende dall'alto dei monti». Zebul gli rispose: «Tu vedi
l'ombra dei monti e la prendi per uomini». 37 Gaal riprese a
dire: «Guarda, c'è gente che scende dalle alture del paese e una schiera
che giunge per la via della quercia degli indovini». 38 Allora
Zebul gli disse: «Dov'è ora la tua millanteria di quando dicevi: "Chi è
Abimelec, che dobbiamo servirlo?" Non è questo il popolo che
disprezzavi? Ora, fatti avanti e combatti contro di lui!» 39
Allora Gaal uscì alla testa dei Sichemiti, e diede battaglia ad
Abimelec. 40 Ma Abimelec lo inseguì ed egli fuggì davanti a lui,
e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta. 41
Abimelec si fermò ad Aruma e Zebul scacciò Gaal e i suoi fratelli, che
non poterono più rimanere a Sichem.
42 Il giorno seguente, il popolo di Sichem andò nei campi;
Abimelec ne fu informato. 43 Egli prese allora la sua gente, la
divise in tre schiere e fece un'imboscata nei campi; e quando vide che
il popolo usciva dalla città, mosse contro di loro e ne fece strage.
44 Poi Abimelec e la gente che era con lui corsero avanti e vennero
a porsi all'ingresso della porta della città, mentre le altre due
schiere si gettarono su tutti quelli che erano nei campi e ne fecero
strage. 45 Abimelec attaccò la città per tutta la giornata, la
prese e uccise la gente che vi si trovava; poi spianò la città e vi
sparse sopra del sale.
46 Tutti gli abitanti della torre di Sichem, udito ciò, si
ritirarono nel torrione del tempio di El-Berit. 47 Fu riferito ad
Abimelec che tutti gli abitanti della torre di Sichem si erano radunati
lì. 48 Allora Abimelec salì sul monte Salmon con tutta la gente
che era con lui; prese una scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e
se lo mise sulla spalla; poi disse a quelli che erano con lui: «Quello
che mi avete visto fare fatelo presto anche voi!» 49 Tutti
tagliarono dei rami, ognuno il suo, e seguirono Abimelec; posero i rami
contro al torrione e lo incendiarono con quelli che vi erano dentro.
Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra
uomini e donne.
50 Poi Abimelec andò a Tebes, la cinse d'assedio e se ne
impadronì. 51 In mezzo alla città vi era una forte torre, dove si
rifugiarono tutti gli abitanti della città, uomini e donne; vi si
rinchiusero dentro e salirono sul tetto della torre. 52 Abimelec,
giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta per appiccarvi il
fuoco. 53 Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa
di Abimelec e gli spezzò il cranio. 54 Egli chiamò subito il
giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e
uccidimi, affinché non si dica: "Lo ha ammazzato una donna!"» Il suo
servo allora lo trafisse ed egli morì. 55 Quando gli Israeliti
videro che Abimelec era morto, se ne andarono, ognuno a casa sua.
56 Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male che egli aveva
fatto contro suo padre uccidendo i suoi settanta fratelli. 57 Dio
fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che
avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio di
Ierubbaal.
Tola e Iair, giudici d'Israele
Gc 12:8-15; Sl 94:14
10:1 Dopo Abimelec, per liberare Israele, vi fu Tola, figlio di
Pua, figlio di Dodo, uomo d'Issacar. Abitava a Samir, nella regione
montuosa di Efraim; 2 fu giudice d'Israele per ventitré anni; poi
morì e fu sepolto a Samir.
3 Dopo di lui vi fu Iair, il Galaadita, che fu giudice d'Israele
per ventidue anni; 4 ebbe trenta figli che cavalcavano trenta
asinelli e avevano trenta città, che si chiamano anche oggi i borghi di
Iair e sono nel paese di Galaad. 5 Poi Iair morì e fu sepolto a
Camon.
I Filistei e gli Ammoniti opprimono Israele
(De 31:16-18; 1S 12:9-11; Is 63:10)(Pr 28:13; Gr 31:18-21) La 3:21-23,
31-33
6 I figli d'Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi
del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal e di Astarte, gli dèi della
Siria, gli dèi di Sidon, gli dèi di Moab, gli dèi degli Ammoniti e gli
dèi dei Filistei; abbandonarono il SIGNORE e non lo servirono più. 7
L'ira del SIGNORE si accese contro i figli d'Israele ed egli li diede
nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figli di Ammon. 8 In
quell'anno questi angariarono e oppressero i figli d'Israele; per
diciotto anni oppressero tutti i figli d'Israele che erano di là dal
Giordano nel paese degli Amorei, in Galaad. 9 I figli di Ammon
attraversarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro
Beniamino e contro la casa d'Efraim; e Israele fu in grande angoscia.
10 Allora i figli d'Israele gridarono al SIGNORE, e dissero:
«Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio
e abbiamo servito i vari Baal». 11 Il SIGNORE disse ai figli
d'Israele: «Non vi ho liberati dagli Egiziani, dagli Amorei, dai figli
di Ammon e dai Filistei? 12 Quando i Sidoni, gli Amalechiti e i
Maoniti vi opprimevano e voi gridaste a me, non vi liberai dalle loro
mani? 13 Eppure, mi avete abbandonato e avete servito altri dèi;
perciò io non vi libererò più. 14 Andate a gridare agli dèi che
avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!» 15
I figli d'Israele dissero al SIGNORE: «Abbiamo peccato; facci tutto
quello che a te piace; soltanto, te ne preghiamo, liberaci oggi!» 16
Allora tolsero di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono il SIGNORE,
che si addolorò per l'afflizione d'Israele.
17 I figli di Ammon si adunarono e si accamparono in Galaad e
pure i figli d'Israele si adunarono e si accamparono a Mispa. 18
Il popolo, i prìncipi di Galaad, si dissero l'un l'altro: «Chi sarà
l'uomo che comincerà l'attacco contro i figli di Ammon? Egli sarà il
capo di tutti gli abitanti di Galaad».
Iefte, giudice d'Israele
Gc 10:17-18; Eb 11:32-33
11:1 Iefte, il Galaadita, era un uomo forte e valoroso, figlio di
una prostituta, e aveva Galaad per padre. 2 La moglie di Galaad
gli aveva dato dei figli; e quando essi furono grandi, scacciarono Iefte
e gli dissero: «Tu non avrai eredità in casa di nostro padre, perché sei
figlio di un'altra donna». 3 Iefte se ne fuggì lontano dai suoi
fratelli e si stabilì nel paese di Tob. Degli avventurieri si raccolsero
intorno a Iefte e facevano delle incursioni con lui.
4 Qualche tempo dopo avvenne che i figli di Ammon mossero guerra
a Israele. 5 Mentre i figli di Ammon erano in guerra contro
Israele, gli anziani di Galaad andarono a cercare Iefte nel paese di
Tob. 6 Dissero a Iefte: «Vieni, sii nostro capitano e
combatteremo contro i figli di Ammon». 7 Ma Iefte rispose agli
anziani di Galaad: «Non mi avete odiato e scacciato dalla casa di mio
padre? Perché venite da me ora che siete nell'angoscia?» 8 Gli
anziani di Galaad dissero a Iefte: «Appunto per questo ora torniamo da
te, perché tu venga con noi a combattere contro i figli di Ammon e tu
sia capo di noi tutti che abitiamo in Galaad». 9 Iefte rispose
agli anziani di Galaad: «Se mi fate ritornare da voi per combattere
contro i figli di Ammon e il SIGNORE li dà in mio potere, io sarò vostro
capo». 10 Gli anziani di Galaad dissero a Iefte: «Il SIGNORE sia
testimone e giudice se non facciamo quello che hai detto». 11
Iefte dunque andò con gli anziani di Galaad; il popolo lo nominò suo
capo e condottiero e Iefte ripeté davanti al SIGNORE, a Mispa, tutte le
parole che aveva dette prima.
Nu 21:21-32; De 2:17-37
12 Poi Iefte inviò dei messaggeri al re degli Ammoniti per
dirgli: «Perché vieni contro di me per fare guerra al mio paese?» 13
Il re degli Ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: «Mi sono mosso
perché, quando Israele salì dall'Egitto, s'impadronì del mio paese,
dall'Arnon fino allo Iabboc e al Giordano. Rendimelo amichevolmente».
14 Iefte inviò di nuovo dei messaggeri al re degli Ammoniti per
dirgli: 15 «Così dice Iefte: Israele non si impadronì del paese
di Moab, né del paese degli Ammoniti; 16 ma, quando Israele salì
dall'Egitto e attraversò il deserto fino al mar Rosso e giunse a Cades,
17 inviò dei messaggeri al re di Edom per dirgli: "Ti prego,
lasciami passare per il tuo paese"; ma il re di Edom non acconsentì. Ne
mandò anche al re di Moab, il quale pure rifiutò; e Israele rimase a
Cades. 18 Poi camminò per il deserto, fece il giro del paese di
Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab e si
accampò di là dall'Arnon, senza entrare nel territorio di Moab; perché
l'Arnon segna il confine di Moab. 19 Israele inviò dei messaggeri
a Sicon, re degli Amorei, re di Chesbon e gli mandò a dire: "Ti
preghiamo, lasciaci passare attraverso il tuo paese, per arrivare al
nostro". 20 Ma Sicon non si fidò d'Israele e non gli permise di
passare per il suo territorio; anzi Sicon radunò tutta la sua gente, si
accampò a Iaas e combatté contro Israele. 21 Il SIGNORE, il Dio
d'Israele, diede Sicon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li
sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorei, che
abitavano quella regione; 22 conquistò tutto il territorio degli
Amorei, dall'Arnon allo Iabboc e dal deserto al Giordano. 23 Ora
che il SIGNORE, il Dio d'Israele, ha scacciato gli Amorei davanti a
Israele, che è il suo popolo, dovresti tu possedere il loro paese? 24
Non possiedi tu quello che Chemos, il tuo dio, ti ha fatto possedere?
Così anche noi possederemo il paese di quelli che il SIGNORE ha
scacciato davanti a noi. 25 Sei tu forse migliore di Balac,
figlio di Sippor, re di Moab? Litigò egli con Israele? Gli fece guerra?
26 Sono trecento anni che Israele abita a Chesbon e nelle città
del suo territorio, ad Aroer e nelle città del suo territorio e in tutte
le città lungo l'Arnon; perché non gliele avete tolte durante questo
tempo? 27 Io non ti ho offeso. Tu agisci male verso di me,
movendomi guerra. Il SIGNORE, il giudice, giudichi oggi tra i figli
d'Israele e i figli di Ammon!»
28 Ma il re degli Ammoniti non diede ascolto alle parole che
Iefte gli aveva mandato a dire.
Disfatta degli Ammoniti; la figlia di Iefte
1S 12:10-11 (Nu 30:3; Ec 5:1-5) 1S 14:24-45
29 Allora lo Spirito del SIGNORE venne su Iefte, che attraversò
Galaad e Manasse, passò a Mispa di Galaad e da Mispa di Galaad mosse
contro i figli di Ammon. 30 Iefte fece un voto al SIGNORE e
disse: «Se tu mi dai nelle mani i figli di Ammon, 31 chiunque
uscirà dalla porta di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò
vincitore sugli Ammoniti, sarà del SIGNORE e io l'offrirò in olocausto».
32 Iefte marciò contro i figli di Ammon per fare loro guerra e il
SIGNORE glieli diede nelle mani. 33 Egli li sconfisse da Aroer
fino a Minnit, devastando venti città, e fino ad Abel-Cheramin; fu una
grandissima sconfitta per i figli di Ammon che furono umiliati davanti
ai figli d'Israele.
34 Iefte tornò a Mispa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro sua
figlia, con timpani e danze. Era l'unica sua figlia; non aveva altri
figli né altre figlie. 35 Come la vide, si stracciò le vesti e
disse: «Ah, figlia mia! tu mi riempi d'angoscia! tu sei fra quelli che
mi fanno soffrire! Io ho fatto una promessa al SIGNORE e non posso
revocarla». 36 Lei gli disse: «Padre mio, se hai dato la tua
parola al SIGNORE, trattami secondo la tua promessa, poiché il SIGNORE
ti ha permesso di vendicarti dei figli di Ammon, tuoi nemici». 37
Poi disse a suo padre: «Mi sia concesso questo: lasciami libera per due
mesi, affinché vada su e giù per i monti a piangere la mia verginità con
le mie compagne». 38 Egli le rispose: «Va'!» e la lasciò andare
per due mesi. Lei se ne andò con le sue compagne e pianse sui monti la
sua verginità. 39 Alla fine dei due mesi, tornò da suo padre; ed
egli fece di lei quello che aveva promesso. Lei non aveva conosciuto
uomo. Di qui venne in Israele l'usanza 40 che le figlie d'Israele
vadano tutti gli anni a celebrare la figlia di Iefte, il Galaadita, per
quattro giorni.
Castigo di Efraim
Gc 8:1-3; Pr 17:14 (2Ti 2:19)
12:1 Gli uomini di Efraim si radunarono, passarono a Safon e
dissero a Iefte: «Perché sei andato a combattere contro i figli di Ammon
e non ci hai chiamati ad andare con te? Noi bruceremo la tua casa e te
con essa». 2 Iefte rispose loro: «Io e il mio popolo abbiamo
avuto grande ostilità con i figli di Ammon; e quando vi ho chiamati in
aiuto, non mi avete liberato dalle loro mani. 3 Vedendo che voi
non venivate in mio soccorso, ho posto a repentaglio la mia vita, ho
marciato contro i figli di Ammon e il SIGNORE li ha messi nelle mie
mani. Perché dunque oggi siete saliti contro di me per muovermi guerra?»
4 Poi Iefte, radunati tutti gli uomini di Galaad, diede battaglia
a Efraim; e gli uomini di Galaad sconfissero gli Efraimiti, perché
questi li insultavano dicendo: «Voi, Galaaditi, siete dei fuggiaschi di
Efraim, in mezzo a Efraim e in mezzo a Manasse!» 5 I Galaaditi
intercettarono i guadi del Giordano agli Efraimiti; e quando uno dei
fuggiaschi d'Efraim diceva: «Lasciatemi passare», gli uomini di Galaad
gli chiedevano: «Sei un Efraimita?» Se quello rispondeva: «No», i
Galaaditi gli dicevano: 6 «Ebbene, di' Scibbolet»; e quello
diceva: «Sibbolet», senza fare attenzione a pronunciare bene; allora lo
afferravano e lo scannavano presso i guadi del Giordano. Perirono in
quel tempo quarantaduemila Efraimiti.
7 Iefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi Iefte, il
Galaadita, morì e fu sepolto in una delle città di Galaad.
Ibsan, Elon e Abdon, giudici d'Israele
Gc 10:1-5; Sl 127:3-5; Is 32:16-18
8 Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di Betlemme, 9
che ebbe trenta figli, fece sposare le sue trenta figlie con gente di
fuori, e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu
giudice d'Israele per sette anni. 10 Poi Ibsan morì e fu sepolto
a Betlemme.
11 Dopo di lui fu giudice d'Israele Elon, lo Zabulonita; fu
giudice d'Israele per dieci anni. 12 Poi Elon, lo Zabulonita,
morì e fu sepolto ad Aialon, nel paese di Zabulon. 13 Dopo di lui
fu giudice d'Israele Abdon, figlio di Illel, il Piratonita. 14
Ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta
asinelli. Fu giudice d'Israele per otto anni. 15 Poi Abdon,
figlio di Illel, il Piratonita, morì e fu sepolto a Piraton, nel paese
di Efraim, sul monte Amalec.
Nascita di Sansone
Lu 1:5-16; Nu 6:1-8 (Gr 1:5; Ga 1:15)
13:1 I figli d'Israele continuarono a fare ciò che era male agli
occhi del SIGNORE e il SIGNORE li diede nelle mani dei Filistei per
quarant'anni.
2 C'era un uomo di Sorea, della famiglia dei Daniti, di nome
Manoà; sua moglie era sterile e non aveva figli. 3 L'angelo del
SIGNORE apparve alla donna, e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai
figli; ma concepirai e partorirai un figlio. 4 Ora guardati
dunque dal bere vino o bevanda alcolica e non mangiare nulla di impuro.
5 Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla testa
del quale non passerà rasoio, perché il bambino sarà un nazireo,
consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a
liberare Israele dalle mani dei Filistei».
6 La donna andò a dire a suo marito: «Un uomo di Dio è venuto da
me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio: un aspetto davvero tremendo. Io
non gli ho domandato da dove veniva, ed egli non mi ha detto il suo
nome; 7 ma mi ha detto: "Ecco, tu concepirai e partorirai un
figlio; ora non bere né vino né bevanda alcolica e non mangiare niente
di impuro, perché il bambino sarà un nazireo, consacrato a Dio dal seno
di sua madre e fino al giorno della sua morte"».
Gm 1:5; Gc 6:17-24; Gr 33:3
8 Allora Manoà supplicò il SIGNORE e disse: «Signore, ti prego
che l'uomo di Dio che ci avevi mandato torni di nuovo a noi e ci insegni
quello che dobbiamo fare per il bambino che nascerà». 9 Dio
esaudì la preghiera di Manoà; e l'angelo di Dio tornò ancora dalla
donna, che era seduta nel campo; ma Manoà, suo marito, non era con lei.
10 La donna corse in fretta a informare suo marito e gli disse:
«Ecco, quell'uomo che venne da me l'altro giorno mi è apparso». 11
Manoà si alzò, andò dietro a sua moglie e, raggiunto quell'uomo, gli
disse: «Sei tu che parlasti a questa donna?» E quegli rispose: «Sono
io». 12 E Manoà: «Quando la tua parola si sarà avverata, quale
norma si dovrà seguire per il bambino? Che cosa si dovrà fare per lui?»
13 L'angelo del SIGNORE rispose a Manoà: «Si astenga la donna da
tutto quello che le ho detto. 14 Non mangi nessun prodotto della
vigna, né beva vino o bevanda alcolica, e non mangi niente d'impuro;
osservi tutto quello che le ho comandato». 15 Manoà disse
all'angelo del SIGNORE: «Ti prego, permettici di trattenerti e di
prepararti un capretto!» 16 L'angelo del SIGNORE rispose a Manoà:
«Anche se tu mi trattenessi non mangerei del tuo cibo; ma, se vuoi fare
un olocausto, offrilo al SIGNORE». Manoà non sapeva che quello fosse
l'angelo del SIGNORE. 17 Poi Manoà disse all'angelo del SIGNORE:
«Qual è il tuo nome, affinché, quando si saranno adempiute le tue
parole, noi ti rendiamo onore?» 18 L'angelo del SIGNORE gli
rispose: «Perché mi chiedi il mio nome? Esso è meraviglioso». 19
Manoà prese il capretto e l'oblazione e li offrì al SIGNORE su una
roccia. Allora avvenne una cosa prodigiosa: Manoà e sua moglie stavano
guardando, 20 e mentre la fiamma saliva dall'altare al cielo,
l'angelo del SIGNORE salì con la fiamma dell'altare. Manoà e sua moglie,
vedendo questo, caddero con la faccia a terra. 21 L'angelo del
SIGNORE non apparve più né a Manoà né a sua moglie. Allora Manoà
riconobbe che quello era l'angelo del SIGNORE 22 e disse a sua
moglie: «Noi moriremo sicuramente, perché abbiamo visto Dio». 23
Ma sua moglie gli disse: «Se il SIGNORE avesse voluto farci morire, non
avrebbe accettato dalle nostre mani l'olocausto e l'oblazione; non ci
avrebbe fatto vedere tutte queste cose e non ci avrebbe fatto udire
proprio ora delle cose come queste».
Eb 11:32-34
24 Poi la donna partorì un figlio, a cui pose nome Sansone. Il
bambino crebbe e il SIGNORE lo benedisse. 25 Lo spirito del
SIGNORE cominciò ad agitarlo quando era a Maane-Dan, fra Sorea ed
Estaol.
Matrimonio e prime imprese di Sansone
(De 7:3-4; Ne 13:23-27) 1S 17:34-37; Pr 20:29
14:1 Sansone scese a Timna e vide là una donna tra le figlie dei
Filistei. 2 Tornato a casa, ne parlò a suo padre e a sua madre, e
disse: «Ho visto a Timna una donna tra le figlie dei Filistei;
prendetemela dunque per moglie». 3 Suo padre e sua madre gli
dissero: «Non c'è tra le figlie dei tuoi fratelli in tutto il nostro
popolo una donna per te? Devi andare a prenderti una moglie tra i
Filistei incirconcisi?» Sansone rispose a suo padre: «Prendimi quella
perché mi piace». 4 Suo padre e sua madre non sapevano che questo
veniva dal SIGNORE; Sansone infatti cercava un'occasione di contesa da
parte dei Filistei. In quel tempo, i Filistei dominavano Israele.
5 Poi Sansone scese con suo padre e sua madre a Timna; e quando
giunsero alle vigne di Timna, ecco un leoncello venirgli incontro
ruggendo. 6 Lo spirito del SIGNORE investì Sansone, che, senza
aver niente in mano, squartò la belva, come uno squarta un capretto; ma
non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che aveva fatto. 7
E scese, parlò alla donna, e questa gli piacque.
8 Di lì a qualche tempo, tornò per prenderla e uscì di strada per
vedere la carcassa del leone; ed ecco nella carcassa del leone c'era uno
sciame d'api e del miele. 9 Egli prese in mano il miele, e si
mise a mangiarlo per via; e quando ebbe raggiunto suo padre e sua madre,
ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso
il miele dalla carcassa del leone.
(Gc 15:1-8; 16:4-21) Mi 7:5
10 Suo padre scese a trovare quella donna e là Sansone fece un
convito; perché tale era il costume dei giovani. 11 Appena i
parenti della sposa videro Sansone, invitarono trenta compagni perché
stessero con lui. 12 Sansone disse loro: «Io vi proporrò un
enigma; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del convito e se
l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta vesti; 13 ma, se
non me lo potete spiegare, darete trenta tuniche e trenta vesti a me».
14 Quelli gli risposero: «Proponi il tuo enigma e noi
l'ascolteremo». Egli disse loro: «Dal mangiatore è uscito del cibo, e
dal forte è uscito il dolce». Per tre giorni quelli non poterono
spiegare l'enigma. 15 Il settimo giorno dissero alla moglie di
Sansone: «Tenta tuo marito affinché ci spieghi l'enigma; se no, daremo
fuoco a te e alla casa di tuo padre. E che? ci avete invitati per
spogliarci?» 16 La moglie di Sansone si mise a piangere presso di
lui e a dirgli: «Tu non hai per me che dell'odio e non mi ami; hai
proposto un enigma ai figli del mio popolo, e non me l'hai spiegato!»
Egli a lei: «Ecco, non l'ho spiegato né a mio padre né a mia madre e lo
spiegherei a te?» 17 Lei pianse presso di lui, per i sette giorni
che durava il convito; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché
lo tormentava; e lei spiegò l'enigma ai figli del suo popolo. 18
Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il
sole, dissero a Sansone: «Cos'è più dolce del miele? e chi è più forte
del leone?» Egli rispose loro: «Se non aveste arato con la mia giovenca,
non avreste indovinato il mio enigma».
19 Lo Spirito del SIGNORE lo investì ed egli scese ad Ascalon, vi
uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le vesti a quelli
che avevano spiegato l'enigma. Poi, acceso d'ira, risalì a casa di suo
padre. 20 Ma la moglie di Sansone fu data al compagno, che egli
si era scelto per amico.
Imprese di Sansone contro i Filistei
Gc 14:20; 15:4
15:1 Al tempo della mietitura del grano, Sansone andò a visitare
sua moglie, le portò un capretto e disse: «Voglio entrare in camera da
mia moglie». Ma il padre di lei non gli permise di entrare 2 e
gli disse: «Io credevo sicuramente che tu l'avessi presa in odio, perciò
l'ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è più bella di lei?
Prendila dunque al suo posto». 3 Sansone rispose loro: «Questa
volta, non avrò colpa, se farò del male ai Filistei».
4 Sansone se ne andò e catturò trecento sciacalli; prese pure
delle fiaccole, mise gli sciacalli coda contro coda e una fiaccola in
mezzo, fra le due code. 5 Poi accese le fiaccole, fece correre
gli sciacalli per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni
ammassati, il grano ancora in piedi e perfino gli uliveti.
6 I Filistei chiesero: «Chi ha fatto questo?» Fu risposto:
«Sansone, il genero del Timneo, perché questi gli ha preso la moglie e
l'ha data al compagno di lui». I Filistei salirono e bruciarono lei e
suo padre. 7 Sansone disse loro: «Poiché agite in questo modo,
siate certi che non mi fermerò finché non mi sarò vendicato di voi».
8 E li sbaragliò interamente, facendone una grande strage. Poi
discese e si ritirò nella caverna della roccia d'Etam.
(Gc 16:4-12; 3:31) Sl 9:10
9 Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda e si
spinsero fino a Lechi. 10 Gli uomini di Giuda dissero loro:
«Perché siete saliti contro di noi?» Quelli risposero: «Siamo saliti per
legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi». 11
Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e
dissero a Sansone: «Non sai che i Filistei sono nostri dominatori? Che è
dunque questo che ci hai fatto?» Egli rispose loro: «Quello che hanno
fatto a me, l'ho fatto a loro». 12 Essi gli dissero: «Noi siamo
venuti per legarti e darti in mano ai Filistei». Sansone replicò loro:
«Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete». 13 Quelli
risposero: «No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani; ma
certamente non ti metteremo a morte». Così lo legarono con due funi
nuove e lo fecero uscire dalla caverna.
14 Quando giunse a Lechi, i Filistei gli si fecero incontro con
grida di gioia, ma lo Spirito del SIGNORE lo investì, e le funi che
aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il
fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. 15 Poi, trovata una
mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con
essa mille uomini.
16 Sansone disse:
«Con una mascella d'asino, un mucchio! due mucchi!
Con una mascella d'asino ho ucciso mille uomini».
17 Quando ebbe finito di parlare, gettò via la mascella e chiamò
quel luogo Ramat-Lechi.
Es 17:3-6; Sl 94:17-18; Is 41:17-18
18 Poi ebbe molta sete, invocò il SIGNORE, e disse: «Tu hai
concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ora, dovrò
forse morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?» 19
Allora Dio fendè la roccia concava che è a Lechi e ne uscì dell'acqua.
Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò
quella fonte fu chiamata En-Accore; essa esiste anche al giorno d'oggi a
Lechi.
20 Sansone fu giudice d'Israele, al tempo dei Filistei, per
vent'anni.
Sansone tradito da Dalila, e prigioniero dei Filistei
Pr 5:3, ecc.; 7:4, ecc.; Ec 7:26
16:1 Sansone andò a Gaza, vide là una prostituta ed entrò da lei.
2 Fu detto a quelli di Gaza: «Sansone è venuto qua». Essi lo
circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della
città e tutta quella notte rimasero quieti e dissero: «Allo spuntar del
giorno l'uccideremo». 3 Sansone rimase a letto fino a mezzanotte;
e a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i
due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e
li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron.
4 Dopo questo si innamorò di una donna della valle di Sorec, che
si chiamava Dalila. 5 I prìncipi dei Filistei salirono da lei e
le dissero: «Tentalo, e vedi da dove viene quella sua gran forza, e come
potremmo prevalere contro di lui per giungere a legarlo e a domarlo; e
ti daremo ciascuno millecento sicli d'argento». 6 Dalila dunque
disse a Sansone: «Dimmi, ti prego, da dove viene la tua gran forza e in
che modo ti si potrebbe legare per domarti». 7 Sansone le
rispose: «Se mi si legasse con sette corde d'arco fresche, non ancora
secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi». 8
Allora i prìncipi dei Filistei le portarono sette corde d'arco fresche,
non ancora secche e lei lo legò con esse. 9 C'era gente che stava
in agguato, da lei, in una camera interna. Lei gli disse: «Sansone, i
Filistei ti sono addosso!» Egli ruppe le corde, come un filo di stoppa
si rompe quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza rimase
sconosciuto. 10 Poi Dalila disse a Sansone: «Ecco, tu mi hai
beffata e mi hai detto delle bugie; ora dimmi, ti prego, con che cosa ti
si potrebbe legare». 11 Egli le rispose: «Se mi si legasse con
funi nuove che non fossero ancora state adoperate, io diventerei debole
e sarei come un uomo qualsiasi». 12 Dalila dunque prese delle
funi nuove, lo legò e gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!»
C'era gente in agguato nella camera interna. Egli ruppe, come un filo,
le funi che aveva alle braccia.
13 Dalila disse a Sansone: «Fino ad ora tu mi hai beffata e mi
hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare». Egli le
rispose: «Se tesserai le sette trecce del mio capo con il tuo telaio».
14 Lei le fissò al subbio, poi gli disse: «Sansone, i Filistei ti
sono addosso!» Ma egli si svegliò dal sonno e strappò via il subbio del
telaio con l'ordito.
15 Lei gli disse: «Come fai a dirmi: "Ti amo", mentre il tuo
cuore non è con me? Già tre volte mi hai beffata, e non mi hai detto da
dove viene la tua gran forza». 16 La donna faceva ogni giorno
pressione su di lui con le sue parole e lo tormentava. Egli ne fu
rattristato a morte 17 e le aperse tutto il suo cuore e le disse:
«Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo,
consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se mi tagliassero i capelli, la
mia forza se ne andrebbe, diventerei debole e sarei come un uomo
qualsiasi». 18 Dalila, visto che egli le aveva aperto tutto il
suo cuore, mandò a chiamare i prìncipi dei Filistei e fece dire loro:
«Venite su, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore».
Allora i prìncipi dei Filistei salirono da lei, e portarono con sé il
denaro. 19 Lei lo fece addormentare sulle sue ginocchia, chiamò
un uomo e gli fece tagliare le sette trecce della testa di Sansone; così
giunse a domarlo; e la sua forza lo lasciò. 20 Allora lei gli
disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli, svegliatosi dal
sonno, disse: «Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò». Ma non
sapeva che il SIGNORE si era ritirato da lui. 21 I Filistei lo
presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo
legarono con catene di bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione.
Morte di Sansone
Mi 7:8-10; 1Te 5:2-3; Pr 24:17-18
22 Intanto, la capigliatura che gli avevano tagliata cominciava a
ricrescergli. 23 Ora i prìncipi dei Filistei si radunarono per
offrire un grande sacrificio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi.
Dicevano: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico.
24 Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a
dire: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che
ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi». 25 Nella
gioia del loro cuore, dissero: «Chiamate Sansone, ché ci faccia
divertire!» Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise
a fare il buffone in loro presenza. Lo posero fra le colonne; 26
Sansone disse al ragazzo che lo teneva per mano: «Lasciami, che io possa
toccare le colonne sulle quali poggia la casa, e mi appoggi a esse».
27 La casa era piena di uomini e donne; e tutti i prìncipi dei
Filistei erano lì; e c'erano sul tetto circa tremila persone, fra uomini
e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone. 28
Allora Sansone invocò il SIGNORE e disse: «SIGNORE mio Dio, ti prego,
ricòrdati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio, perché io
mi vendichi in un colpo solo dei Filistei, per la perdita dei miei due
occhi». 29 Sansone tastò le due colonne di mezzo, che sostenevano
la casa; si appoggiò a esse: all'una con la destra, all'altra con la
sinistra e disse: 30 «Che io muoia insieme con i Filistei!» Si
curvò con tutta la sua forza e la casa crollò addosso ai prìncipi e a
tutto il popolo che c'era dentro; così quelli che uccise mentre moriva
furono di più di quanti ne aveva uccisi durante la sua vita. 31
Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono
via; quindi risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaol, nel
sepolcro di Manoà, suo padre. Egli era stato giudice d'Israele per venti
anni.
Culto idolatra nella casa di Mica in Efraim
De 27:15; Gc 8:24-27; Gr 50:6; Pr 14:12
17:1 C'era un uomo nella regione montuosa di Efraim che si
chiamava Mica. 2 Egli disse a sua madre: «I millecento sicli
d'argento che ti hanno rubato e a proposito dei quali hai pronunziato
una maledizione, e l'hai pronunziata in mia presenza, ecco, li ho io;
quel denaro l'avevo preso io». Sua madre disse: «Il Signore ti benedica,
figlio mio!» 3 Egli restituì a sua madre i millecento sicli
d'argento, e sua madre disse: «Io consacro al SIGNORE, di mano mia,
quest'argento a favore di mio figlio, per farne un'immagine scolpita e
un'immagine di metallo fuso; e ora te lo rendo». 4 Quando egli
ebbe restituito l'argento a sua madre, questa prese duecento sicli e li
diede al fonditore, il quale ne fece un'immagine scolpita, di metallo
fuso, che fu messa in casa di Mica. 5 Così quest'uomo, Mica, ebbe
una casa per gli idoli; fece un efod e degli idoli domestici e consacrò
uno dei suoi figli, che teneva come sacerdote.
6 In quel tempo non vi era re in Israele; ognuno faceva quello
che gli pareva meglio.
7 Vi era un giovane di Betlemme di Giuda, della famiglia di
Giuda, il quale era un Levita, e abitava in questo luogo. 8
Quest'uomo partì dalla città di Betlemme di Giuda, per cercare un luogo
adatto dove stabilirsi; e, cammin facendo, giunse nella regione montuosa
di Efraim, alla casa di Mica. 9 Mica gli chiese: «Da dove vieni?»
Quello gli rispose: «Sono un Levita di Betlemme di Giuda e vado a
stabilirmi dove troverò un luogo adatto». 10 Mica gli disse:
«Rimani con me e sii per me padre e sacerdote; ti darò dieci sicli
d'argento all'anno, un vestito completo e il vitto». Il Levita entrò.
11 Egli acconsentì a stare con quell'uomo, che trattò il giovane
come uno dei suoi figli. 12 Mica consacrò quel Levita; il giovane
gli servì da sacerdote e si stabilì in casa sua. 13 Mica disse:
«Ora so che il SIGNORE mi farà del bene, perché ho questo Levita come
mio sacerdote».
I Daniti, alla ricerca di un territorio, rubano l'idolo di Mica
(Gc 1:34; Gs 19:40-47) Gc 17; Is 45:20; Mt 6:19
18:1 In quel tempo, non vi era re in Israele; e in quel medesimo
tempo, la tribù dei Daniti cercava un suo territorio per stabilirvisi,
perché, fino a quei giorni, non le era toccata alcuna eredità fra le
tribù d'Israele. 2 I figli di Dan mandarono dunque da Sorea e da
Estaol cinque uomini della loro tribù, scelti fra loro tutti, uomini
valorosi, per esplorare ed esaminare il paese; e dissero loro: «Andate a
esaminare il paese!» Quelli giunsero nella regione montuosa di Efraim,
alla casa di Mica e pernottarono in quel luogo. 3 Quando furono
in prossimità della casa di Mica, riconobbero la voce del giovane
levita; e, avvicinatisi, gli chiesero: «Chi ti ha condotto qua? Che fai
in questo luogo? Perché sei qui?» 4 Egli disse loro quello che
Mica aveva fatto per lui e aggiunse: «Mi stipendia e io gli servo da
sacerdote». 5 Quelli gli dissero: «Consulta Dio, affinché
sappiamo se il viaggio che abbiamo intrapreso avrà successo». 6
Il sacerdote rispose loro: «Andate in pace; il viaggio che fate è sotto
lo sguardo del SIGNORE».
7 I cinque uomini dunque partirono, giunsero a Lais e videro che
il popolo, che vi abitava, viveva al sicuro, come gli abitanti di
Sidone, tranquillo e fiducioso, poiché nel paese non c'era nessuno in
autorità che potesse fare loro il minimo torto; inoltre erano lontani
dai Sidoni e non avevano relazione con nessuno.
8 Poi tornarono dai loro fratelli a Sorea e a Estaol; i fratelli
chiesero loro: «Che dite?» 9 Quelli risposero: «Su, saliamo
contro quella gente; poiché abbiamo visto il paese, ed ecco, è
eccellente. E voi ve ne state là senza dir nulla? Non siate pigri a
muovervi per andare a prendere possesso del paese! 10 Quando
arriverete là, troverete un popolo che se ne sta sicuro. Il paese è
vasto e Dio ve lo ha messo in mano: è un luogo dove non manca nulla di
ciò che è sulla terra».
11 Così seicento uomini della famiglia dei Daniti partirono da
Sorea e da Estaol, armati per la guerra. 12 Salirono e si
accamparono a Chiriat-Iearim, in Giuda; perciò quel luogo, che è a ovest
di Chiriat-Iearim, fu chiamato e si chiama anche oggi Macanè-Dan. 13
Di là passarono nella regione montuosa di Efraim e giunsero alla casa di
Mica.
14 Allora i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese
di Lais dissero ai loro fratelli: «Sapete voi che in questa casa c'è un
efod, ci sono degli idoli domestici, un'immagine scolpita, di metallo
fuso? Considerate ora quello che dovete fare». 15 Essi si
diressero da quella parte, giunsero alla casa del giovane levita, alla
casa di Mica, e gli chiesero come stava. 16 I seicento uomini dei
figli di Dan, armati per la guerra, si misero davanti alla porta. 17
Ma i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese salirono,
entrarono in casa, presero l'immagine scolpita, l'efod, gl'idoli
domestici e l'immagine di metallo fuso, mentre il sacerdote stava
davanti alla porta con i seicento uomini armati. 18 Quando furono
entrati in casa di Mica ed ebbero preso l'immagine scolpita, l'efod, gli
idoli domestici e l'immagine di metallo fuso, il sacerdote disse loro:
«Che fate?» 19 Essi gli risposero: «Taci, mettiti la mano sulla
bocca, vieni con noi e ci farai da padre e da sacerdote. Che è meglio
per te, essere sacerdote in casa di un uomo solo, oppure essere
sacerdote di una tribù e di una famiglia in Israele?» 20 Il
sacerdote si rallegrò nel suo cuore; prese l'efod, gl'idoli domestici e
l'immagine scolpita e si unì a quella gente.
21 Così si rimisero in cammino, mettendo davanti a loro i
bambini, il bestiame e i bagagli. 22 Quando erano già lontani
dalla casa di Mica, la gente che abitava nelle case vicine a quella di
Mica si radunò e inseguì i figli di Dan. 23 Siccome gridava
dietro ai figli di Dan, questi, voltatisi indietro, dissero a Mica: «Che
cos'hai? Perché hai radunato questa gente?» 24 Egli rispose:
«Avete portato via gli dèi che mi ero fatti e il mio sacerdote e ve ne
siete andati. Che cosa mi rimane? Come potete dunque dirmi: "Che hai?"»
25 I figli di Dan gli dissero: «Non alzare la voce verso di noi,
perché alcuni potrebbero irritarsi e scagliarsi su di voi e tu ci
perderesti la vita tua e quella della tua famiglia!» 26 I figli
di Dan continuarono il loro viaggio; e Mica, vedendo che essi erano più
forti di lui, se ne tornò a casa sua.
Occupazione di Lais
(Gs 19:47; De 33:22)(Le 26:1; 1R 12:28-30)
27 Essi, dopo aver preso le cose che Mica aveva fatte e il
sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, da un popolo che
se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e
diedero la città alle fiamme. 28 Non ci fu nessuno che la
liberasse, perché era lontana da Sidone e i suoi abitanti non avevano
relazioni con altra gente. Essa era nella valle che si estende verso
Bet-Reob. 29 Poi i Daniti ricostruirono la città, e l'abitarono.
Le posero nome Dan, dal nome di Dan, loro padre, che era stato uno dei
figli d'Israele; ma prima, il nome della città era Lais. 30 Poi i
figli di Dan rizzarono per sé l'immagine scolpita; e Gionatan, figlio di
Ghersom, figlio di Mosè, e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei
Daniti fino al giorno in cui gli abitanti del paese furono deportati.
31 Così collocarono per sé l'immagine scolpita, che Mica aveva
fatta, per tutto il tempo che la casa di Dio rimase a Silo.
Violenza fatta alla moglie di un Levita in Ghibea di Beniamino
Ge 19:1, ecc.; Gc 20:4-7
19:1 In quel tempo non c'era re in Israele. Un Levita, il quale
abitava nella parte più lontana della regione montuosa di Efraim, si
prese per concubina una donna di Betlemme di Giuda. 2 Questa sua
concubina gli fu infedele e lo lasciò per andarsene a casa di suo padre
a Betlemme di Giuda, dove stette per un periodo di quattro mesi. 3
Suo marito si mosse e andò da lei per parlare al suo cuore e ricondurla
con sé. Egli aveva preso con sé il suo servo e due asini. Lei lo
condusse in casa di suo padre; e come il padre della giovane lo vide,
gli si fece incontro festosamente. 4 Suo suocero, il padre della
giovane, lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni; mangiarono,
bevvero e pernottarono là.
5 Il quarto giorno si alzarono di buon'ora e il Levita si
disponeva a partire; il padre della giovane disse a suo genero: «Prendi
un boccone di pane per fortificarti il cuore; poi ve ne andrete». 6
Si sedettero ambedue, mangiarono e bevvero insieme. Poi il padre della
giovane disse al marito: «Ti prego, acconsenti a passare qui la notte e
il tuo cuore si rallegri». 7 Ma quell'uomo si alzò per andarsene;
nondimeno, per l'insistenza del suocero, pernottò di nuovo là.
8 Il quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene; e il
padre della giovane gli disse: «Ti prego, fortificati il cuore e
aspettate finché declini il giorno». Si misero a mangiare insieme. 9
Quando quell'uomo si alzò per andarsene con la sua concubina e con il
suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: «Ecco, il
giorno volge ora a sera; ti prego, trattieniti qui questa notte; vedi,
il giorno sta per finire; pernotta qui e il tuo cuore si rallegri;
domani vi metterete di buon'ora in cammino e te ne andrai a casa». 10
Ma il marito non volle passarvi la notte; si alzò, partì, e giunse di
fronte a Iebus, che è Gerusalemme, con i suoi due asini sellati e con la
sua concubina.
11 Quando furono vicini a Iebus, era quasi notte; il servo disse
al suo padrone: «Vieni, ti prego, dirigiamo il cammino verso questa
città dei Gebusei e passiamoci la notte». 12 Il padrone gli
rispose: «No, non dirigeremo il cammino verso una città di stranieri i
cui abitanti non sono figli d'Israele, ma andremo fino a Ghibea». 13
Disse ancora al suo servo: «Andiamo, cerchiamo d'arrivare a uno di quei
luoghi e pernotteremo a Ghibea o a Rama». 14 Così passarono oltre
e continuarono il viaggio; e il sole tramontò quando erano presso
Ghibea, che appartiene a Beniamino. 15 Volsero il cammino in
quella direzione, per andare a pernottare a Ghibea.
Il Levita andò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li
accolse in casa per la notte. 16 Quando ecco un vecchio, che
tornava la sera dai campi, dal suo lavoro; era un uomo della regione
montuosa d'Efraim, che abitava come forestiero a Ghibea, in mezzo ai
Beniaminiti. 17 Il vecchio alzò gli occhi, vide quel viandante
sulla piazza della città e gli disse: «Dove vai, e da dove vieni?» 18
Quello gli rispose: «Siamo partiti da Betlemme di Giuda e andiamo nella
parte più remota della zona montuosa d'Efraim. Io sono di là ed ero
andato a Betlemme di Giuda; ora sto andando alla casa del SIGNORE, ma
nessuno mi accoglie in casa sua. 19 Eppure abbiamo paglia e
foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva
e per il giovane che è con i tuoi servi; a noi non manca nulla». 20
Il vecchio gli disse: «La pace sia con te! Mi incarico io di ogni tuo
bisogno; ma non devi passare la notte sulla piazza». 21 Così lo
condusse in casa sua e diede del foraggio agli asini; i viandanti si
lavarono i piedi, mangiarono e bevvero.
22 Mentre stavano rallegrandosi, ecco gli uomini della città,
gente perversa, circondarono la casa, picchiarono alla porta e dissero
al vecchio, al padrone di casa: «Fa' uscire quell'uomo che è entrato in
casa tua, perché vogliamo abusare di lui!» 23 Ma il padrone di
casa, uscito fuori, disse loro: «No, fratelli miei, vi prego, non fate
una cattiva azione; dal momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non
commettete quest'infamia! 24 Ecco qua mia figlia che è vergine, e
la concubina di quell'uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e
fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell'uomo una
simile infamia!» 25 Ma quegli uomini non vollero dargli ascolto.
Allora l'uomo prese la sua concubina e la condusse fuori da loro; ed
essi la presero, abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi,
allo spuntar dell'alba, la lasciarono andare.
26 Quella donna, sul far del giorno, venne a cadere alla porta di
casa dell'uomo presso il quale stava suo marito e rimase lì finché fu
giorno chiaro. 27 Suo marito, la mattina, si alzò, aprì la porta
di casa e uscì per continuare il suo viaggio, quand'ecco la donna, la
sua concubina, giaceva distesa alla porta di casa, con le mani sulla
soglia. 28 Egli le disse: «Àlzati, andiamocene!» Ma non ebbe
risposta. Allora il marito la caricò sull'asino e partì per tornare a
casa sua.
29 Quando giunse a casa, si munì di un coltello, prese la sua
concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per
tutto il territorio d'Israele. 30 Tutti quelli che videro ciò
dissero: «Una cosa simile non è mai accaduta né si è mai vista, da
quando i figli d'Israele salirono dal paese d'Egitto, fino al giorno
d'oggi! Prendete a cuore questo fatto, consultatevi e parlate».
Guerra contro la tribù di Beniamino
Gc 19:15-30; Gs 22:11, ecc.; Le 18:20, 24-30
20:1 Allora tutti i figli d'Israele uscirono, da Dan fino a
Beer-Sceba e al paese di Galaad, e la comunità si raccolse come un solo
uomo davanti al SIGNORE, a Mispa. 2 I capi di tutto il popolo e
tutte le tribù d'Israele si presentarono all'assemblea del popolo di
Dio, in numero di quattrocentomila fanti, capaci di usare la spada. 3
I figli di Beniamino udirono che i figli d'Israele erano saliti a Mispa.
I figli d'Israele dissero: «Parlate! Com'è stato commesso questo
delitto?» 4 Allora il Levita, il marito della donna che era stata
uccisa, rispose: «Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di
Beniamino per passarvi la notte. 5 Ma gli abitanti di Ghibea
insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo;
avevano l'intenzione di uccidermi; violentarono la mia concubina e lei
morì. 6 Io presi la mia concubina, la feci a pezzi, che mandai
per tutto il territorio della eredità d'Israele, perché costoro hanno
commesso un delitto e una infamia in Israele. 7 Eccovi qui tutti,
o figli d'Israele; dite qui il vostro parere e che cosa consigliate di
fare».
8 Tutto il popolo si alzò come un sol uomo, e disse: «Nessuno di
noi tornerà alla sua tenda, nessuno di noi rientrerà in casa sua. 9
Ecco ora quel che faremo a Ghibea: l'assaliremo, tireremo a sorte chi
deve cominciare. 10 Prenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci
uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a
cercare dei viveri per il popolo, affinché al loro ritorno, Ghibea di
Beniamino sia trattata secondo tutta l'infamia che ha commessa in
Israele». 11 Così tutti gli uomini d'Israele si radunarono contro
quella città, uniti come fossero un solo uomo.
12 Le tribù d'Israele mandarono degli uomini in tutte le famiglie
di Beniamino a dire: «Che delitto è questo che è stato commesso in mezzo
a voi? 13 Consegnateci dunque quegli uomini, quegli scellerati di
Ghibea, perché li mettiamo a morte e togliamo il male da Israele». Ma i
figli di Beniamino non vollero dare ascolto alla voce dei loro fratelli,
i figli d'Israele. 14 I figli di Beniamino uscirono dalle loro
città e si radunarono a Ghibea per andare a combattere contro i figli
d'Israele. 15 Il censimento che in quel giorno si fece dei figli
di Beniamino usciti dalle città fu di ventiseimila uomini capaci di
usare la spada, senza contare gli abitanti di Ghibea, che erano
settecento uomini scelti. 16 Fra tutta questa gente c'erano
settecento uomini scelti, che erano mancini. Tutti costoro potevano
lanciare una pietra con la fionda a un capello, senza fallire il colpo.
17 Si fece pure il censimento degli uomini d'Israele, non
compresi quelli di Beniamino; ed erano in numero di quattrocentomila
uomini capaci di usare la spada, tutta gente di guerra. 18 I
figli d'Israele si mossero, salirono a Betel e consultarono Dio,
dicendo: «Chi di noi salirà per primo a combattere contro i figli di
Beniamino?» Il SIGNORE rispose: «Giuda salirà per primo».
De 13:12-18; Gs 8:1-29
19 L'indomani mattina, i figli d'Israele si misero in marcia e si
accamparono presso Ghibea. 20 Gli uomini di Israele uscirono per
combattere contro Beniamino e si disposero in ordine di battaglia contro
di loro, presso Ghibea. 21 Allora i figli di Beniamino uscirono
da Ghibea e in quel giorno stesero al suolo, morti, ventiduemila uomini
d'Israele.
22 Il popolo, gli uomini d'Israele, ripresero animo, si disposero
di nuovo in ordine di battaglia, nel luogo dove si erano disposti il
primo giorno. 23 I figli d'Israele salirono e piansero davanti al
SIGNORE fino alla sera; e consultarono il SIGNORE, dicendo: «Devo
continuare a combattere contro i figli di Beniamino, mio fratello?» Il
SIGNORE rispose: «Salite contro di loro». 24 I figli d'Israele
attaccarono i figli di Beniamino il giorno appresso. 25 I
Beniaminiti una seconda volta uscirono da Ghibea contro di loro e
stesero al suolo, morti, altri diciottomila uomini dei figli d'Israele,
tutti capaci di usare la spada.
26 Allora tutti i figli d'Israele e tutto il popolo salirono a
Betel, piansero e rimasero là davanti al SIGNORE e digiunarono quel
giorno fino alla sera e offrirono olocausti e sacrifici di riconoscenza
davanti al SIGNORE. 27 I figli d'Israele consultarono il SIGNORE,
- l'arca del patto di Dio, in quel tempo, era là 28 e Fineas,
figlio d'Eleazar, figlio d'Aaronne, ne faceva allora il servizio, - e
dissero: «Devo continuare ancora a combattere contro i figli di
Beniamino mio fratello, o devo cessare?» Il SIGNORE rispose: «Salite,
poiché domani ve li darò nelle mani».
29 Così Israele tese un'imboscata intorno a Ghibea. 30 I
figli d'Israele salirono per la terza volta contro i figli di Beniamino
e si disposero in ordine di battaglia presso Ghibea come le altre volte.
31 I figli di Beniamino, usciti per affrontare il popolo, si
lasciarono attirare lontano dalla città e cominciarono a colpire e a
uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, per le
strade, delle quali una sale a Betel e l'altra a Ghibea per la campagna;
ne uccisero circa trenta. 32 Allora i figli di Beniamino dissero:
«Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta!» Ma i figli
d'Israele dissero: «Fuggiamo e attiriamoli lontano dalla città sulle
strade maestre!» 33 Tutti gli uomini d'Israele abbandonarono la
loro posizione e si disposero in ordine di battaglia a Baal-Tamar,
mentre l'imboscata d'Israele si slanciò fuori dal luogo dove si trovava,
da Maare-Ghibea. 34 Diecimila uomini scelti in tutto Israele
giunsero davanti a Ghibea. Il combattimento fu aspro e i Beniaminiti non
si accorgevano del disastro che stava per colpirli. 35 Il SIGNORE
sconfisse Beniamino davanti a Israele; e i figli d'Israele uccisero quel
giorno venticinquemilacento uomini di Beniamino, tutti capaci di usare
la spada.
36 I figli di Beniamino si accorsero di essere sconfitti; infatti
gli Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perché confidavano
nell'imboscata che avevano tesa contro Ghibea. 37 Quelli
dell'imboscata si gettarono prontamente su Ghibea; avanzarono e
passarono a fil di spada l'intera città. 38 C'era un segnale
convenuto fra gli uomini d'Israele e quelli dell'imboscata: questi
dovevano far salire dalla città un segnale di fumo. 39 Gli uomini
d'Israele avevano dunque voltato le spalle nel combattimento; e quelli
di Beniamino avevano cominciato a colpire e uccidere circa trenta uomini
d'Israele. Essi dicevano: «Certo, li abbiamo sconfitti come nella prima
battaglia!» 40 Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò
ad alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono indietro, ed
ecco che da tutta la città salivano le fiamme verso il cielo. 41
Allora gli uomini d'Israele si voltarono e quelli di Beniamino furono
spaventati, vedendo il disastro che piombava loro addosso. 42
Essi voltarono le spalle davanti agli uomini d'Israele, e presero la via
del deserto; ma gli assalitori si misero alle loro calcagna e uccidevano
sul posto quelli che uscivano dalla città. 43 Circondarono i
Beniaminiti, li inseguirono, furono loro addosso dovunque si fermavano,
fino di fronte a Ghibea dal lato dove nasce il sole. 44 Caddero,
dei Beniaminiti, diciottomila uomini, tutta gente di valore. 45 I
Beniaminiti voltarono le spalle e fuggirono verso il deserto, in
direzione del masso di Rimmon, e gl'Israeliti ne uccisero per le strade
cinquemila, poi continuarono l'inseguimento fino a Ghideom e ne
colpirono altri duemila. 46 Così, il numero totale dei
Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, tutta gente
di valore, capace di usare la spada.
47 Seicento uomini, che avevano voltato le spalle ed erano
fuggiti verso il deserto in direzione del masso di Rimmon, vi rimasero
quattro mesi. 48 Poi gl'Israeliti tornarono contro i figli di
Beniamino, li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al
bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le
città che trovarono.
Ristabilimento della tribù di Beniamino
(Gc 11:30, ecc.; 1S 14:24, ecc.)
21:1 Gli uomini d'Israele avevano giurato a Mispa, dicendo:
«Nessuno di noi darà sua figlia in moglie a un Beniaminita». 2 Il
popolo venne a Betel, dove rimase fino alla sera in presenza di Dio;
alzando la voce, pianse dirottamente e disse: 3 «SIGNORE, Dio
d'Israele, perché mai è avvenuto questo in Israele? Perché oggi c'è in
Israele una tribù di meno?». 4 Il giorno seguente, il popolo si
alzò di buon mattino, costruì là un altare, e offrì olocausti e
sacrifici di riconoscenza. 5 I figli d'Israele dissero: «Chi è,
fra tutte le tribù d'Israele, che non sia salito all'assemblea davanti
al SIGNORE?» Poiché avevano fatto questo giuramento solenne contro
chiunque non fosse salito in presenza del SIGNORE a Mispa: «Quel tale
dovrà essere messo a morte». 6 I figli d'Israele ebbero pietà di
Beniamino, loro fratello, e dissero: «Oggi è stata soppressa una tribù
d'Israele. 7 Come faremo a procurare delle donne ai superstiti,
visto che abbiamo giurato nel nome del SIGNORE di non dar loro in moglie
nessuna delle nostre figlie?» 8 Dissero dunque: «Qual è fra le
tribù d'Israele quella che non è salita in presenza del SIGNORE a Mispa?»
Ecco che nessuno di Iabes in Galaad era venuto all'accampamento,
all'assemblea; 9 poiché, fatto il censimento del popolo, si trovò
che là non vi era nessuno degli abitanti di Iabes in Galaad. 10
Allora la comunità mandò là dodicimila uomini fra i più valorosi, e
diede loro quest'ordine: «Andate, e passate a fil di spada gli abitanti
di Iabes in Galaad, con le donne e i bambini. 11 Farete questo:
voterete allo sterminio ogni maschio e ogni donna che ha avuto relazioni
carnali con un uomo». 12 Quelli trovarono, fra gli abitanti di
Iabes in Galaad, quattrocento fanciulle che non avevano avuto relazioni
carnali con uomini e le condussero all'accampamento, a Silo, che è nel
paese di Canaan. 13 Tutta la comunità inviò dei messaggeri per
parlare ai figli di Beniamino che erano al masso di Rimmon per
annunziare loro la pace. 14 Allora i Beniaminiti tornarono e
furono loro date le donne di Iabes in Galaad a cui era stata risparmiata
la vita; ma non ve ne fu abbastanza per tutti.
15 Il popolo dunque ebbe pietà di Beniamino, perché il SIGNORE
aveva aperto una breccia fra le tribù d'Israele. 16 Gli anziani
della comunità dissero: «Come faremo a procurare delle donne ai
superstiti, visto che le donne beniaminite sono state distrutte?» 17
Poi dissero: «Quelli che sono scampati rimangano in possesso di ciò che
apparteneva a Beniamino, affinché non sia soppressa una tribù in
Israele. 18 Ma noi non possiamo dar loro le nostre figlie in
moglie». Poiché i figli d'Israele avevano giurato, dicendo: «Maledetto
chi darà una moglie a Beniamino!» 19 Allora dissero: «Ecco, ogni
anno si fa una festa in onore del SIGNORE a Silo, che è a nord di Betel,
a oriente della strada che sale da Betel a Sichem e a mezzogiorno di
Lebna». 20 Diedero quest'ordine ai figli di Beniamino: «Andate e
fate un'imboscata nelle vigne; 21 state attenti, e quando le
figlie di Silo usciranno per danzare in gruppo, sbucherete dalle vigne;
ciascuno rapirà una delle figlie di Silo per prenderla in moglie e ve ne
andrete nel paese di Beniamino. 22 Quando i loro padri o i loro
fratelli verranno a lamentarsi con noi, noi diremo loro: "Datecele, per
favore, poiché in questa guerra non abbiamo preso una donna per uno.
Inoltre non siete voi che gliele avete date; in quel caso, voi sareste
colpevoli"». 23 I figli di Beniamino fecero a quel modo: si
presero delle mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le
rapirono, poi partirono e tornarono nella loro eredità, ricostruirono le
città e vi stabilirono la loro dimora. 24 In quel medesimo tempo,
i figli d'Israele se ne andarono di là e tornarono ciascuno nella sua
tribù e nella sua famiglia, ciascuno nel luogo della sua eredità. 25
In quel tempo, non c'era re in Israele; ognuno faceva quello che gli
pareva meglio.
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