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Ecclesiaste
(Is 40:6-8; 1Gv 2:17; Gv 4:13; 2Co 4:18)
Vanità di tutte le cose
Ec 12:10-12; Ro 8:20-22
1:1 Parole dell'Ecclesiaste, figlio di Davide, re di Gerusalemme.
2 Vanità delle vanità, dice l'Ecclesiaste, vanità delle vanità,
tutto è vanità.
3 Che profitto ha l'uomo di tutta la fatica che sostiene sotto il
sole? 4 Una generazione se ne va, un'altra viene, e la terra
sussiste per sempre. 5 Anche il sole sorge, poi tramonta, e si
affretta verso il luogo da cui sorgerà di nuovo. 6 Il vento
soffia verso il mezzogiorno, poi gira verso settentrione; va girando,
girando continuamente, per ricominciare gli stessi giri. 7 Tutti
i fiumi corrono al mare, eppure il mare non si riempie; al luogo dove i
fiumi si dirigono, continuano a dirigersi sempre. 8 Ogni cosa è
in travaglio, più di quanto l'uomo possa dire; l'occhio non si sazia mai
di vedere e l'orecchio non è mai stanco di udire. 9 Ciò che è
stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà; non c'è
nulla di nuovo sotto il sole. 10 C'è forse qualcosa di cui si
possa dire: «Guarda, questo è nuovo?» Quella cosa esisteva già nei
secoli che ci hanno preceduto. 11 Non rimane memoria delle cose
d'altri tempi; così di quanto succederà in seguito non rimarrà memoria
fra quelli che verranno più tardi.
Vanità della saggezza umana
1R 4:29, ecc.; Ec 8:16-17
12 Io, l'Ecclesiaste, sono stato re d'Israele a Gerusalemme,
13 e ho applicato il cuore a cercare e a investigare con saggezza
tutto ciò che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data
ai figli degli uomini perché vi si affatichino. 14 Io ho visto
tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco tutto è vanità, è un correre
dietro al vento. 15 Ciò che è storto non può essere raddrizzato,
ciò che manca non può essere contato. 16 Io ho detto, parlando in
cuor mio: «Ecco io ho acquistato maggiore saggezza di tutti quelli che
hanno regnato prima di me a Gerusalemme; sì, il mio cuore ha posseduto
molta saggezza e molta scienza». 17 Ho applicato il cuore a
conoscere la saggezza, e a conoscere la follia e la stoltezza; ho
riconosciuto che anche questo è un correre dietro al vento. 18
Infatti, dov'è molta saggezza c'è molto affanno, e chi accresce la sua
scienza accresce il suo dolore.
Vanità dei piaceri, delle ricchezze e del
lavoro
(Lu 16:19-26; Mt 16:26-27) 1Gv 2:15-17
2:1 Io ho detto in cuor mio: «Andiamo! Ti voglio mettere alla
prova con la gioia, e tu godrai il piacere!» Ed ecco che anche questo è
vanità. 2 Io ho detto del riso: «È una follia»; e della gioia: «A
che giova?» 3 Io presi in cuor mio la decisione di abbandonare la
mia carne alle attrattive del vino e, pur lasciando che il mio cuore mi
guidasse saggiamente, di attenermi alla follia, per vedere ciò che è
bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero dei
giorni della loro vita. 4 Io intrapresi grandi lavori; mi
costruii case; mi piantai vigne; 5 mi feci giardini, parchi, e vi
piantai alberi fruttiferi di ogni specie; 6 mi costruii stagni
per irrigare con essi il bosco dove crescevano gli alberi; 7
comprai servi e serve, ed ebbi dei servi nati in casa; ebbi pure greggi
e armenti, in gran numero, più di tutti quelli che erano stati prima di
me a Gerusalemme; 8 accumulai argento, oro, e le ricchezze dei re
e delle provincie; mi procurai dei cantanti e delle cantanti e ciò che
fa la delizia dei figli degli uomini, cioè donne in gran numero. 9
Così divenni grande e superai tutti quelli che erano stati prima di me a
Gerusalemme; la mia saggezza rimase essa pure sempre con me. 10
Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro;
non privai il cuore di nessuna gioia; poiché il mio cuore si rallegrava
di ogni mia fatica, ed è la ricompensa che mi è toccata d'ogni mia
fatica. 11 Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano
fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era
vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto
sotto il sole.
La stessa sorte per tutti
(Ec 8:1, 5-6; 9:1-9) Sl 49:6, ecc.
12 Allora mi misi a esaminare la saggezza, la follia e la
stoltezza. - Che farà l'uomo che succederà al re? Quello che già è stato
fatto. - 13 E vidi che la saggezza ha un vantaggio sulla
stoltezza, come la luce ha un vantaggio sulle tenebre. 14 Il
saggio ha gli occhi in testa, mentre lo stolto cammina nelle tenebre; ma
ho riconosciuto pure che tutti e due hanno la medesima sorte. 15
Perciò ho detto in cuor mio: «La sorte che tocca allo stolto toccherà
anche a me; perché dunque essere stato così saggio?» E ho detto in cuor
mio che anche questo è vanità. 16 Infatti, tanto del saggio
quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; poiché nei giorni futuri
tutto sarà da tempo dimenticato. Purtroppo il saggio muore, al pari
dello stolto! 17 Perciò ho odiato la vita, perché tutto quello
che si fa sotto il sole mi è divenuto odioso, poiché tutto è vanità, un
correre dietro al vento. 18 Ho anche odiato ogni fatica che ho
sostenuta sotto il sole, e di cui debbo lasciare il godimento a colui
che verrà dopo di me. 19 Chi sa se egli sarà saggio o stolto?
Eppure sarà padrone di tutto il lavoro che io ho compiuto con fatica e
con saggezza sotto il sole. Anche questo è vanità. 20 Così sono
arrivato a far perdere al mio cuore ogni speranza su tutta la fatica che
ho sostenuta sotto il sole. 21 Infatti, ecco un uomo che ha
lavorato con saggezza, con intelligenza e con successo, e lascia il
frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non vi ha speso nessuna
fatica! Anche questo è vanità, è un male grande. 22 Allora, che
profitto trae l'uomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del
suo cuore, da tutto ciò che gli è costato tanta fatica sotto il sole?
23 Tutti i suoi giorni non sono che dolore, la sua occupazione non è
che fastidio; perfino la notte il suo cuore non ha posa. Anche questo è
vanità.
24 Non c'è nulla di meglio per l'uomo del mangiare, del bere e
del godersi il benessere in mezzo alla fatica che egli sostiene; ma
anche questo ho visto che viene dalla mano di Dio. 25 Infatti,
chi senza di lui può mangiare o godere? 26 Poiché Dio dà all'uomo
che egli gradisce, saggezza, intelligenza e gioia; ma al peccatore
lascia il compito di raccogliere, di accumulare, per lasciare poi tutto
a colui che è gradito agli occhi di Dio. Anche questo è vanità e un
correre dietro al vento.
Per tutte le cose c'è un tempo fissato da
Dio
Ec 8:5-8, 15-17; Is 28:23-29; Sl 33:8-11
3:1 Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa
sotto il cielo: 2 un tempo per nascere e un tempo per morire; un
tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato; 3
un tempo per uccidere e un tempo per guarire; un tempo per demolire e un
tempo per costruire; 4 un tempo per piangere e un tempo per
ridere; un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare; 5 un
tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle; un tempo per
abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci; 6 un tempo
per cercare e un tempo per perdere; un tempo per conservare e un tempo
per buttar via; 7 un tempo per strappare e un tempo per cucire;
un tempo per tacere e un tempo per parlare; 8 un tempo per amare
e un tempo per odiare; un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che profitto trae dalla sua fatica colui che lavora? 10
Io ho visto le occupazioni che Dio dà agli uomini perché vi si
affatichino. 11 Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli
ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità, sebbene
l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha
fatta. 12 Io ho riconosciuto che non c'è nulla di meglio per loro
del rallegrarsi e del procurarsi del benessere durante la loro vita,
13 ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto
il suo lavoro, è un dono di Dio. 14 Io ho riconosciuto che tutto
quel che Dio fa è per sempre; niente c'è da aggiungervi, niente da
togliervi; e che Dio fa così perché gli uomini lo temano. 15 Ciò
che è, è già stato prima, e ciò che sarà è già stato, e Dio riconduce
ciò ch'è passato.
L'Ecclesiaste paragona l'uomo agli
animali
(Ec 5:7; 12:15-16)(Ec 12:9; 9:1-10)
16 Ho anche visto sotto il sole che nel luogo stabilito per
giudicare c'è empietà, e che nel luogo stabilito per la giustizia c'è
empietà, 17 e ho detto in cuor mio: «Dio giudicherà il giusto e
l'empio poiché c'è un tempo per il giudizio di qualsiasi azione e, nel
luogo fissato, sarà giudicata ogni opera». 18 Io ho detto in cuor
mio: «Così è a causa dei figli degli uomini, perché Dio li metta alla
prova, ed essi stessi riconoscano che non sono che bestie». 19
Infatti, la sorte dei figli degli uomini è la sorte delle bestie; agli
uni e alle altre tocca la stessa sorte; come muore l'uno, così muore
l'altra; hanno tutti un medesimo soffio, e l'uomo non ha superiorità di
sorta sulla bestia; poiché tutto è vanità. 20 Tutti vanno in un
medesimo luogo; tutti vengono dalla polvere, e tutti ritornano alla
polvere. 21 Chi sa se il soffio dell'uomo sale in alto, e se il
soffio della bestia scende in basso nella terra? 22 Io ho dunque
visto che non c'è nulla di meglio per l'uomo del rallegrarsi nel
compiere il suo lavoro; tale è la sua parte; infatti, chi potrà farlo
tornare per godere di ciò che verrà dopo di lui?
I mali e i tormenti della vita
Gb 3:11-22
4:1 Mi sono messo poi a considerare tutte le oppressioni che si
commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali
non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori c'è la violenza,
mentre quelli non hanno chi li consoli. 2 Perciò ho stimato i
morti, che sono già morti, più felici dei vivi, che sono vivi tuttora;
3 più felice degli uni e degli altri è colui che non è ancora
venuto all'esistenza, e non ha ancora visto le azioni malvagie che si
commettono sotto il sole.
Pr 26:13-16; Lu 12:15-21
4 Ho anche visto che ogni fatica e ogni buona riuscita nel lavoro
provocano invidia dell'uno contro l'altro. Anche questo è vanità, un
correre dietro al vento. 5 Lo stolto incrocia le braccia e divora
la sua carne. 6 Vale più una mano piena, con riposo, che entrambe
le mani piene, con travaglio e corsa dietro al vento.
7 Ho anche visto un'altra vanità sotto il sole: 8 un tale
è solo, senza nessuno che gli stia vicino; non ha né figlio né fratello,
e tuttavia si affatica senza fine, i suoi occhi non si saziano mai di
ricchezze. Non riflette: «Ma per chi dunque mi affatico e mi privo di
ogni bene?» Anche questa è una vanità, un'ingrata occupazione.
9 Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della
loro fatica. 10 Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo
compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!
11 Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano; ma chi è
solo, come farà a riscaldarsi? 12 Se uno tenta di sopraffare chi
è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così
presto.
13 Meglio un ragazzo povero e saggio che un re vecchio e stolto
che non sa più ascoltare i consigli. 14 È uscito di prigione per
essere re: egli, che era nato povero nel suo futuro regno. 15 Ho
visto tutti i viventi che vanno e vengono sotto il sole unirsi al
ragazzo che doveva succedere al re e regnare al suo posto. 16 Era
immensa la moltitudine di tutti coloro alla cui testa egli si trovava.
Eppure, quelli che verranno in seguito non si rallegreranno di lui!
Anche questo è vanità, e un correre dietro al vento.
Il pericolo della lingua
(1S 15:22; Gr 7:21-23) De 23:21-23
5:1 Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicìnati
per ascoltare, anziché per offrire il sacrificio degli stolti, i quali
non sanno neppure che fanno male.
2 Non essere precipitoso nel parlare e il tuo cuore non si
affretti a proferir parola davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei
sulla terra; le tue parole siano dunque poche; 3 poiché con le
molte occupazioni vengono i sogni, e con le molte parole, i ragionamenti
insensati.
4 Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare ad adempierlo;
perché egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto.
5 Meglio è per te non far voti, che farne e poi non adempierli.
6 Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole; non dire
davanti al messaggero di Dio: «È stato uno sbaglio». Dio dovrebbe forse
adirarsi per le tue parole e distruggere l'opera delle tue mani? 7
Infatti, se vi sono vanità nei molti sogni, ve ne sono anche nelle molte
parole; perciò temi Dio!
Illusione delle ricchezze
Is 3:13-15 (1Ti 6:6-10; Ec 2:21-26)
8 Se vedi nella provincia l'oppressione del povero e la
violazione del diritto e della giustizia, non te ne meravigliare; poiché
sopra un uomo in alto veglia uno che sta più in alto, e sopra di loro
sta un Altissimo. 9 Ma vantaggioso per un paese è, per ogni
rispetto, un re, che si occupi dei campi.
10 Chi ama l'argento non è saziato con l'argento; e chi ama le
ricchezze non ne trae profitto di sorta. Anche questo è vanità. 11
Quando abbondano i beni, abbondano anche quelli che li mangiano; e quale
vantaggio ne viene ai possessori, se non di vedere quei beni con i loro
occhi? 12 Dolce è il sonno del lavoratore, abbia egli poco o
molto da mangiare; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.
13 C'è un male grave che io ho visto sotto il sole; delle
ricchezze conservate dal loro possessore, per sua sventura. 14
Queste ricchezze vanno perdute per qualche avvenimento funesto; e se ha
generato un figlio, questi resta senza nulla in mano. 15 Uscito
nudo dal grembo di sua madre, quel possessore se ne va com'era venuto;
di tutta la sua fatica non può prendere nulla da portare con sé. 16
Anche questo è un male grave: che egli se ne vada tale e quale era
venuto; qual profitto gli viene dall'avere faticato per il vento? 17
Per di più, durante tutta la vita egli mangia nelle tenebre e ha molti
fastidi, malanni e crucci.
18 Ecco quello che ho visto: buona e bella cosa è per l'uomo
mangiare, bere, godere del benessere in mezzo a tutta la fatica che egli
sostiene sotto il sole, tutti i giorni di vita che Dio gli ha dati;
poiché questa è la sua parte. 19 E ancora se Dio ha dato a un
uomo ricchezze e tesori, e gli ha dato potere di goderne, di prenderne
la sua parte e di gioire della sua fatica, è questo un dono di Dio;
20 un tale uomo infatti non si ricorderà troppo dei giorni della sua
vita, poiché Dio gli concede gioia nel cuore.
Insoddisfazione dell'uomo
(Ec 2:21-26; 5:9-11) Sl 39:6
6:1 C'è un male che ho visto sotto il sole e che grava di
frequente sugli uomini: 2 eccone uno a cui Dio dà ricchezze,
tesori e gloria, al punto che nulla gli manca di tutto ciò che può
desiderare, ma Dio non gli dà il potere di goderne; ne gode uno
straniero. Ecco una vanità, un male grave. 3 Se uno generasse
cento figli, vivesse molti anni tanto che i giorni dei suoi anni si
moltiplicassero, se egli non si sazia di beni e non ha sepoltura, io
dico che un aborto è più felice di lui; 4 perché l'aborto nasce
invano, se ne va nelle tenebre e il suo nome resta coperto di tenebre;
5 non ha neppure visto né conosciuto il sole e tuttavia ha più
riposo di quell'altro. 6 Anche se questi vivesse due volte mille
anni, se non gode benessere, a che scopo? Non va tutto a finire in un
medesimo luogo?
7 Tutta la fatica dell'uomo è per la sua bocca, però l'appetito
suo non è mai sazio. 8 Che vantaggio ha il saggio sullo stolto? O
che vantaggio ha il povero che sa come comportarsi in presenza dei
viventi? 9 Vedere con gli occhi vale più del lasciare vagare i
propri desideri. Anche questo è vanità, un correre dietro al vento.
10 Ciò che esiste è già stato chiamato per nome da tempo, ed è noto
che cosa l'uomo è, e che non può contendere con Colui che è più forte di
lui. 11 Moltiplicare le parole significa moltiplicare la vanità;
che vantaggio ne viene all'uomo? 12 Infatti, chi può sapere ciò
che è buono per l'uomo nella sua vita, durante tutti i giorni della sua
vita vana, che egli passa come un'ombra? Chi sa dire all'uomo quel che
sarà dopo di lui sotto il sole?
Le prove, la saggezza e la moderazione
(Sl 90:12; Gm 1:27)
7:1 Una buona reputazione vale più dell'olio profumato; e il
giorno della morte, è meglio del giorno della nascita. 2 È meglio
andare in una casa in lutto, che andare in una casa in festa; poiché là
è la fine di ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente. 3 La
tristezza vale più del riso; poiché quando il viso è afflitto, il cuore
diventa migliore. 4 Il cuore del saggio è nella casa del pianto;
ma il cuore degli stolti è nella casa della gioia. 5 Vale più
udire la riprensione del saggio, che udire la canzone degli stolti. 6
Infatti qual è lo scoppiettio dei pruni sotto una pentola, tal è il riso
dello stolto. Anche questo è vanità. 7 Certo l'oppressione rende
insensato il saggio, e il dono fa perdere il senno.
8 Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo
spirito paziente vale più dello spirito altero. 9 Non ti
affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l'irritazione riposa in
seno agli stolti. 10 Non dire: «Come mai i giorni di prima erano
migliori di questi?», poiché non è da saggio domandarsi questo.
Pr 3:13-18; Gm 5:13
11 La saggezza è buona quanto un'eredità, e anche di più, per
quelli che vedono il sole. 12 Infatti la saggezza offre un
riparo, come l'offre il denaro; ma l'eccellenza della scienza sta in
questo, che la saggezza fa vivere quelli che la possiedono. 13
Considera l'opera di Dio; chi potrà raddrizzare ciò che egli ha reso
curvo? 14 Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno
dell'avversità rifletti. Dio ha fatto l'uno come l'altro, affinché
l'uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui.
(Ec 8:14, 5-7; 9:13-18) 1Gv 1:8-10
15 Ho visto tutto questo nei giorni della mia vanità. C'è un tale
giusto che perisce per la sua giustizia, e c'è un tale empio che
prolunga la sua vita con la sua malvagità. 16 Non essere troppo
giusto, e non farti troppo saggio: perché vorresti rovinarti? 17
Non essere troppo empio, e non essere stolto; perché dovresti morire
prima del tempo? 18 È bene che tu ti attenga fermamente a questo,
e che non allontani la mano da quello; chi teme Dio infatti evita tutte
queste cose. 19 La saggezza dà al saggio più forza che non
facciano dieci capi in una città. 20 Certo, non c'è sulla terra
nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai. 21 Non
porre dunque mente a tutte le parole che si dicono, per non sentirti
maledire dal tuo servo; 22 poiché il tuo cuore sa che spesso
anche tu hai maledetto altri.
La saggezza non si trova quaggiù
Pr 5; 1Ti 2:14 (Ro 1:21; 3:9-19)
23 Io ho esaminato tutto questo con saggezza. Ho detto: «Voglio
acquistare saggezza»; ma la saggezza è rimasta lontano da me. 24
Una cosa che è tanto lontana e tanto profonda chi potrà trovarla? 25
Io mi sono applicato in cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare
la saggezza e il perché delle cose, e a riconoscere che l'empietà è una
follia e la stoltezza una pazzia; 26 e ho trovato una cosa più
amara della morte: la donna tutta tranelli, il cui cuore non è altro che
reti, e le cui mani sono catene; chi è gradito a Dio le sfugge, ma il
peccatore rimane preso da lei. 27 «Ecco, questo ho trovato», dice
l'Ecclesiaste, «dopo aver esaminato le cose una ad una per afferrarne la
ragione; 28 ecco quello che io cerco ancora, senza averlo
trovato: un uomo fra mille, l'ho trovato; ma una donna fra tutte, non
l'ho trovata. 29 Questo soltanto ho trovato: che Dio ha fatto
l'uomo retto, ma gli uomini hanno cercato molti sotterfugi».
Riflessioni varie
Ro 13:1-7
8:1 Chi è come il saggio? E chi conosce la spiegazione delle
cose? La saggezza di un uomo gli rischiara il viso, e la durezza del suo
volto ne è mutata.
2 Io ti dico: «Osserva gli ordini del re»; e questo, a causa del
giuramento che hai fatto davanti a Dio. 3 Non ti affrettare ad
allontanarti dalla sua presenza e non persistere in una cosa cattiva;
egli infatti può fare tutto quello che gli piace, 4 perché la
parola del re è potente; e chi gli può dire: «Che fai?» 5 Chi
osserva il comandamento non conosce disgrazia, e il cuore dell'uomo
saggio sa che c'è un tempo e un giudizio; 6 perché per ogni cosa
c'è un tempo e un giudizio; poiché la malvagità dell'uomo pesa
gravemente addosso a lui. 7 L'uomo, infatti, non sa quel che
avverrà; poiché chi gli dirà come andranno le cose? 8 Non c'è
uomo che abbia potere sul vento per poterlo trattenere, o che abbia
potere sul giorno della morte; non c'è congedo in tempo di guerra, e
l'iniquità non può salvare chi la commette.
(Ml 3:13-18; 4:1-2) Sl 73
9 Ho visto tutto questo e ho posto mente a tutto quello che si fa
sotto il sole, quando l'uomo domina sugli uomini per loro sventura.
10 Ho visto allora degli empi ricevere sepoltura ed entrare nel loro
riposo, e di quelli che si erano comportati con rettitudine andarsene
lontano dal luogo santo ed essere dimenticati nella città. Anche questo
è vanità. 11 Siccome la sentenza contro un'azione cattiva non si
esegue prontamente, il cuore dei figli degli uomini è pieno della voglia
di fare il male. 12 Sebbene il peccatore faccia cento volte il
male, e anche prolunghi i suoi giorni, tuttavia io so che il bene è per
quelli che temono Dio, che provano timore in sua presenza. 13 Ma
non c'è bene per l'empio ed egli non prolungherà i suoi giorni come fa
l'ombra che si allunga, perché non prova timore in presenza di Dio.
14 C'è una vanità che avviene sulla terra; ed è che vi sono dei
giusti i quali sono trattati come se avessero fatto l'opera degli empi,
e ci sono degli empi i quali sono trattati come se avessero fatto
l'opera dei giusti. Io ho detto che anche questo è vanità. 15
Così io ho lodato la gioia, perché non c'è per l'uomo altro bene sotto
il sole, fuori del mangiare, del bere e del gioire; questo è quello che
lo accompagnerà in mezzo al suo lavoro, durante i giorni di vita che Dio
gli dà sotto il sole.
16 Quando ho applicato il mio cuore a conoscere la saggezza e a
considerare le cose che si fanno sulla terra, perché gli occhi dell'uomo
non godono sonno né giorno né notte, 17 allora ho scrutato tutta
l'opera di Dio e ho visto che l'uomo è impotente a spiegare quello che
si fa sotto il sole; egli ha un bell'affaticarsi a cercarne la
spiegazione; non riesce a trovarla; e anche se il saggio pretende di
saperla, non però può trovarla.
Impossibilità per l'uomo di risolvere i
suoi problemi
(Ec 8:16-17; 2:14-16)(Gb 14; Ec 5:17-19)
9:1 Sì, io ho applicato a tutto questo il mio cuore, e ho cercato
di chiarirlo: che cioè i giusti e i saggi e le loro opere sono nelle
mani di Dio; l'uomo non sa neppure se amerà o se odierà; tutto è
possibile. 2 Tutto succede ugualmente a tutti; la medesima sorte
attende il giusto e l'empio, il buono e puro e l'impuro, chi offre
sacrifici e chi non li offre; tanto è il buono quanto il peccatore,
tanto è colui che giura quanto chi teme di giurare. 3 Questo è un
male fra tutto quello che si fa sotto il sole: che tutti abbiano una
medesima sorte; così il cuore dei figli degli uomini è pieno di
malvagità e hanno la follia nel cuore mentre vivono; poi se ne vanno ai
morti. 4 Per chi è associato a tutti gli altri viventi c'è
speranza; perché un cane vivo vale più di un leone morto. 5
Infatti, i viventi sanno che moriranno; ma i morti non sanno nulla, e
per essi non c'è più salario; poiché la loro memoria è dimenticata. 6
Il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo
periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto
quello che si fa sotto il sole.
7 Va', mangia il tuo pane con gioia, e bevi il tuo vino con cuore
allegro, perché Dio ha già gradito le tue opere. 8 Siano le tue
vesti bianche in ogni tempo, e l'olio non manchi mai sul tuo capo. 9
Godi la vita con la moglie che ami, per tutti i giorni della vita della
tua vanità, che Dio ti ha data sotto il sole per tutto il tempo della
tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la
fatica che sostieni sotto il sole. 10 Tutto quello che la tua
mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze; poiché nel soggiorno
dei morti dove vai, non c'è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né
saggezza.
(Pr 21:30-31; Gb 12:13-25) 2S 20:15-22
11 Io mi sono rimesso a considerare che sotto il sole, per
correre non basta essere agili, né basta per combattere essere valorosi,
né essere saggi per avere del pane, né essere intelligenti per avere
delle ricchezze, né essere abili per ottenere favore; poiché tutti
dipendono dal tempo e dalle circostanze. 12 L'uomo infatti non
conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come
gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono
presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro
improvvisa.
13 Ho visto sotto il sole anche questo esempio di saggezza che mi
è parsa grande. 14 C'era una piccola città, con dentro pochi
uomini; un gran re le marciò contro, la cinse d'assedio e le costruì
contro dei grandi bastioni. 15 Ora in essa si trovò un uomo
povero e saggio che con la sua saggezza salvò la città. Eppure nessuno
conservò ricordo di quell'uomo povero.
16 Allora io dissi: «La saggezza vale più della forza»; ma la
saggezza del povero è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate.
17 Le parole dei saggi ascoltate nella tranquillità valgono più
delle grida di chi domina fra gli stolti. 18 La saggezza vale più
degli strumenti di guerra; ma un solo peccatore distrugge un gran bene.
Riflessioni sulla follia
(Ec 2:12-14; 8:1-6) Mt 12:34-37
10:1 Le mosche morte fanno puzzare e imputridire l'olio del
profumiere: un po' di follia guasta il pregio della saggezza e della
gloria. 2 Il saggio ha il cuore alla sua destra, ma lo stolto
l'ha alla sua sinistra. 3 Anche quando lo stolto va per la via,
il senno gli manca e mostra a tutti che è uno stolto. 4 Se il
sovrano si adira contro di te, non lasciare il tuo posto; perché la
dolcezza evita grandi peccati.
5 C'è un male che ho visto sotto il sole, un errore che proviene
da chi governa: 6 che, cioè, la stoltezza occupa posti altissimi
e i ricchi seggono in luoghi bassi. 7 Ho visto degli schiavi a
cavallo e dei prìncipi camminare a piedi come gli schiavi.
8 Chi scava una fossa vi cadrà dentro, e chi demolisce un muro
sarà morso dalla serpe. 9 Chi smuove le pietre ne rimarrà
contuso, e chi spacca la legna corre un pericolo. 10 Se il ferro
perde il taglio e uno non lo arrota, bisogna che raddoppi la forza; ma
la saggezza ha il vantaggio di riuscire sempre.
11 Se il serpente morde prima di essere incantato, l'incantatore
diventa inutile.
12 Le parole della bocca del saggio sono piene di grazia; ma le
labbra dello stolto sono causa della sua rovina. 13 Il principio
delle parole della sua bocca è stoltezza e la fine del suo dire è
malvagia pazzia. 14 Lo stolto moltiplica le parole; eppure l'uomo
non sa quel che gli avverrà; e chi gli dirà quel che succederà dopo di
lui? 15 La fatica dello stolto lo stanca, perché egli non sa
neppure la via della città.
Pr 31:4-7; 1P 2:17
16 Guai a te, o paese, il cui re è un bambino e i cui prìncipi
mangiano fin dal mattino! 17 Beato te, o paese, il cui re è di
nobile stirpe e i cui prìncipi si mettono a tavola al tempo convenevole,
per ristorare le forze e non per ubriacarsi! 18 Per la pigrizia
sprofonda il soffitto; per la rilassatezza delle mani piove in casa.
19 Il convito è fatto per gioire, il vino rende gaia la vita, e il
denaro risponde a tutto.
20 Non maledire il re, neppure con il pensiero; e non maledire il
ricco nella camera dove dormi; poiché un uccello del cielo potrebbe
spargerne la voce e un messaggero alato pubblicare la cosa.
Del fare il bene mentre se ne ha il tempo
Pr 11:24-25; 2Co 9:6, ecc.; Ga 6:9-10
11:1 Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo
ritroverai. 2 Fanne parte a sette, e anche a otto, perché tu non
sai che male può avvenire sulla terra. 3 Quando le nuvole sono
piene di pioggia, la riversano sulla terra; e se un albero cade verso il
sud o verso il nord, dove cade, là rimane. 4 Chi bada al vento
non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà. 5 Come tu non
conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna
incinta, così non conosci l'opera di Dio, che fa tutto. 6 Fin dal
mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani;
poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o
quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni.
Ec 9:7-10
7 La luce è dolce, ed è cosa piacevole agli occhi vedere il sole.
8 Se dunque un uomo vive molti anni, si rallegri tutti questi
anni e pensi ai giorni delle tenebre, che saranno molti; tutto quello
che avverrà è vanità.
Il tempo favorevole per cercare Dio
Ec 5:17-19; Sl 119:9; 90:1, ecc.; 1Gv 2:15-17
12:1 Rallégrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e
gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina
pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi
occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio!
2 Bandisci dal tuo cuore la tristezza, e allontana dalla tua
carne la sofferenza; poiché la giovinezza e l'aurora sono vanità. 3
Ma ricòrdati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che
vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci
ho più alcun piacere»; 4 prima che il sole, la luce, la luna e le
stelle si oscurino, e le nuvole tornino dopo la pioggia: 5 prima
dell'età in cui i guardiani della casa tremano, gli uomini forti si
curvano, le macinatrici si fermano perché sono ridotte a poche, quelli
che guardano dalle finestre si oscurano, 6 i due battenti della
porta si chiudono sulla strada perché diminuisce il rumore della macina;
in cui l'uomo si alza al canto dell'uccello, tutte le figlie del canto
si affievoliscono, 7 in cui uno ha paura delle alture, ha degli
spaventi mentre cammina, in cui fiorisce il mandorlo, la locusta si fa
pesante, e il cappero non fa più effetto perché l'uomo se ne va alla sua
dimora eterna e i piagnoni percorrono le strade; 8 prima che il
cordone d'argento si stacchi, il vaso d'oro si spezzi, la brocca si
rompa sulla fonte, la ruota infranta cada nel pozzo; 9 prima che
la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che
l'ha dato.
10 «Vanità delle vanità», dice l'Ecclesiaste, «tutto è vanità».
Timore di Dio e ubbidienza
Pr 1:1-7 (De 10:12-13; Gb 28:28; Mi 6:8; Ap 20:11-15)
11 L'Ecclesiaste, oltre a essere un saggio, ha anche insegnato al
popolo la scienza, e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran
numero di sentenze. 12 L'Ecclesiaste si è applicato a trovare
parole gradevoli; esse sono state scritte con rettitudine, e sono parole
di verità. 13 Le parole dei saggi sono come degli stimoli, e le
collezioni delle sentenze sono come chiodi ben piantati; esse sono date
da un solo pastore. 14 Del resto, figlio mio, sta' in guardia: si
fanno dei libri in numero infinito; molto studiare è una fatica per il
corpo.
15 Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso:
Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per
l'uomo. 16 Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto
ciò che è occulto, sia bene, sia male.