Intorno a noi esiste un mondo spirituale, molto più popolato, potente e pieno di
risorse del nostro mondo visibile di esseri umani. Gli spiriti, buoni e cattivi,
si muovono in mezzo a noi. Con la velocità del lampo, e con movimenti
silenziosi, vanno di luogo in luogo. Abitano gli spazi dell'aria intorno a noi.
Sappiamo che alcuni si preoccupano del nostro benessere, mentre altri
procacciano il nostro male. Gli scrittori ispirati sollevano il velo del mondo
invisibile, affinché siamo incoraggiati ed ammoniti.
I. GLI ANGELI
1. La loro natura
2. La loro classificazione
3. Il loro carattere
4. Le loro opere
a. Creature
Sono stati chiamati dal nulla dall'onnipotenza di Dio. Non conosciamo la data
esatta della loro creazione, ma sappiamo che, prima che apparisse l'uomo,
esistevano già da lungo tempo e si era già verificata la ribellione di Satana,
con la conseguente formazione di due classi. Gli angeli, essendo creature,
rifiutano l'adorazione (Apocalisse 19:10; Apocalisse 22:8,9)
e all'uomo, d'altra parte, è proibito adorarli (Colossesi 2:18).
Gli angeli vengono definiti come spiriti perché, a differenza dell'uomo, non
sono limitati da condizioni fisiche e naturali. Essi appaiono e scompaiono a
loro volontà e viaggiano con una rapidità inimmaginabile, senza l'uso di mezzi
naturali. Nonostante siano spiriti, hanno la facoltà di assumere la forma di
corpi umani, per rendere visibile la loro presenza ai sensi dell'uomo (Genesi
19:13).
Gli angeli non sono soggetti alla morte. In Luca 20:35,36 Gesù
spiega ai Sadducei che i santi risorti saranno simili agli angeli.
Le Scritture insegnano che sono molto numerosi. «Mille migliaia... e diecimila
miriadi» (Daniele 7:10). «Più di dodici legioni di angeli» (Matteo
26:53). «Moltitudine dell'esercito celeste» (Luca 2:13).
«Assemblea delle miriadi degli angeli» (Ebrei 12:22). Il loro
Creatore e Signore viene pertanto definito come «il Signore degli eserciti».
Gli angeli vengono descritti sempre come maschi, ma in realtà non hanno sesso;
essi non procreano la loro specie (Luca 20:34,35).
Poiché «l'ordine è la prima legge del cielo», c'è da aspettarsi che gli angeli
siano classificati secondo il loro rango e la loro attività. Una simile
classificazione è implicita in I Pietro 3:22, dove leggiamo di
«angeli, autorità e potenze» (cfr. Colossesi 1:16; Efesini
1:20,21).
a. L'Angelo del Signore
b. L'Arcangelo
c. «Angeli eletti»
d. Gli Angeli delle nazioni
e. I Cherubini
f. I Serafini
a. L'Angelo del Signore
Il modo con il quale «l'angelo del Signore» viene descritto, lo distingue da
qualunque altro angelo Gli è attribuita la potenza di perdonare o di ritenere le
trasgressioni e il nome di Dio è in Lui (Esodo 23:20-23). In
Esodo 32:34 è detto: «Il mio Angelo andrà dinanzi a te»; questo in
Esodo 33:14 è cambiato in: «La mia presenza (letteralmente: ''la mia
faccia") andrà con te ed Io ti darò riposo». Le due espressioni sono unite in
Isaia 63:9: «In tutte le loro afflizioni egli fu afflitto e l'angelo
della Sua presenza li salvò». Di questo angelo sono dette due cose importanti:
il nome di Yahwê(h) cioè il Suo carattere rivelato, è in Lui; Egli è la faccia
di Yahwê(h), cioè la faccia di Yahwê(h) può essere vista in lui. Vedi anche come
Giacobbe identifica l'Angelo con Dio stesso (Genesi 32:30;
Genesi 48:16). Non si può fare a meno di concludere che questo angelo
misterioso non sia altri che il Figliuolo di Dio, il Messia, il Liberatore
d'Israele e il futuro Salvatore del mondo. Pertanto l'Angelo del Signore è, in
realtà, un Essere non creato.
Michele è menzionato come l'arcangelo o capo degli angeli (Giuda 1:9;
Apocalisse 12:7; cfr. I Tessalonicesi 4:16); egli
appare come l'angelo che custodisce la nazione israelita (Daniele 12:1).
Il modo con il quale Gabriele è menzionato indicherebbe che anche lui è di rango
elevato: sta alla presenza di Dio (Luca 1:19) e gli vengono
affidati messaggi della massima importanza in relazione al regno di Dio (Daniele
8:16; Daniele 9:21).
Sono probabilmente quegli angeli che rimasero fedeli a Dio durante la ribellione
di Satana (I Timoteo 5:21; Matteo 25:41).
Daniele 10:13,20 sembra
insegnare che ogni popolo ha il proprio angelo che si occupa del benessere della
nazione stessa. Era arrivata l'ora, per i Giudei, di tornare dalla cattività (Daniele
9:1,2) e Daniele si dispose alla preghiera e al digiuno per il loro
ritorno. Dopo tre settimane apparve un angelo, che spiegò la ragione del proprio
ritardo con il fatto che il principe, o l'angelo, di Persia si era opposto al
ritorno dei Giudei, forse perché riluttante a perdere la loro influenza sul
paese di Persia. L'angelo gli disse che nella propria petizione per il ritorno
dei Giudei, era stato sostenuto solo da Michele, il principe della nazione
ebraica (Daniele 10:21). Il principe dei Greci non era più incline
del principe dei Persiani a favorire la partenza dei Giudei (Daniele 10:20).
La parola del Nuovo Testamento «principati» può riferirsi a questi principi
angelici delle nazioni; è usata sia per gli angeli buoni, che per quelli cattivi
(Efesini 3:10; Colossesi 2:15; Efesini 6:12).
Appaiono come un rango elevato di angeli che agiscono in
relazione con l'opera di redenzione di Dio. Vengono descritti come aventi la
faccia di un leone, di un uomo, di un bue e di un'aquila e questo fa pensare che
rappresentino la perfezione delle creature: la forza del leone, l'intelligenza
dell'uomo, la velocità dell'aquila e la docilità del bue. La loro forma composta
e la loro vicinanza a Dio danno la certezza che «la creazione stessa sarà
anch'ella liberata dalla servitù della corruzione» (Romani 8:21)
Sono
menzionati in Isaia 6; sappiamo poco di loro. Uno studioso pensa
che essi costituiscano l'ordine più elevato degli angeli e che la caratteristica
che li distingue è un amore ardentissimo per Dio (la parola «Serafino» significa
«coloro che bruciano»).
a. Ubbidienti
b. Riverenti
c. Saggi
d. Umili
e. Potenti
f. Santi
a. Ubbidienti
Essi eseguono gli ordini senza far domande e senza esitare. Per questo noi
preghiamo: «La Tua volontà sia fatta in terra, come è fatta in cielo» (Matteo
6:10; cfr. Salmo 103:20; Giuda 1:6; I
Pietro 3:22).
La loro più alta attività è l'adorazione di Dio (Nehemia 9:6;
Filippesi 2:9-11; Ebrei 1:6).
«Come un angelo... per discernere il bene e il male», era un'espressione
proverbiale in Israele (II Samuele 14:17). L'intelligenza degli
angeli supera quella che l'uomo ha in questa vita, ma è necessariamente finita.
Gli angeli non possono discernere direttamente i nostri pensieri (I Re
8:39) e la loro conoscenza dei misteri della grazia è limitata (I
Pietro 1:12). Uno scrittore specula:
Si asserisce che le loro immagini intellettuali siano tanto più comprensive
delle nostre, che una singola immagine della mente di un angelo può comprendere
più dettagli di quanti possa rivelarne una vita di studi quaggiù.
Non nutrono risentimenti personali, né competono con i loro oppositori (II
Pietro 2:11; Giuda 1:9).
Sono «potenti e forti» (Salmo 103:20).
Essendo stati messi da parte da e per Dio, essi sono «santi angeli» (Apocalisse
14: 10).
Gli angeli sono:
a. Agenti di Dio
b. Messaggeri di Dio («Angelo» significa letteralmente «messaggero»)
c. Servitori di Dio
a. Agenti di Dio
Vengono menzionati come gli esecutori dei decreti di Dio (Genesi 3:24;
Numeri 22:22-27; Matteo 13:39,41,49; Matteo
16:27; Matteo 24:31; Marco 13:27;
Genesi 19:1; II Samuele 24:16; II Re 19:35;
Atti 12:23).
b. Messaggeri di Dio («Angelo» significa letteralmente «messaggero»)
Dio manda
per mezzo degli angeli:
1.
L'Annunciazione (Luca 1:11-20; Matteo 1:20,21).
2.
Avvertimenti (Matteo 2:13; Ebrei 2:2).
3.
Istruzione (Matteo 28:2-6; Atti 10:3; Daniele
4:13-17).
4.
Incoraggiamento (Atti 27:23; Genesi 28:12).
5.
Rivelazione (Atti 7:53; Galati 3:19; Ebrei 2:2;
Daniele 9:21-27; Apocalisse. 1:1).
«Non sono essi tutti spiriti ministratori, mandati a servire a pro di quelli che
hanno da eredare la salvezza?» (Ebrei 1:14). Gli angeli vengono
mandati per sostenere (Matteo 4:11; Luca 22:43;
I Re 19:5), per preservare (Genesi 16:7; Genesi
24:7; Esodo 23:20; Apocalisse 7:1), per
liberare (Numeri 20:16; Salmo 34:7; Salmo
91:11; Isaia 63:9; Daniele 6:22;
Genesi 48:16; Matteo 26:53), per intercedere (Zaccaria
1:12; Apocalisse 8:3,4).
Leggendo i versi suddetti alla luce delle parole di Gesù in Matteo 18:10,
alcuni hanno formulato la dottrina degli «angeli custodi», la quale insegna che
ogni credente ha un angelo speciale, che gli viene assegnato per guidarlo e per
proteggerlo attraverso la vita. Essi asseriscono che le parole contenute in
Atti 12:15 implicherebbero che i primi cristiani intesero così le
parole di Gesù. Un obiettivo esame del testo non avalla certamente l'idea di un
angelo custode personale. Non si può andare oltre quello che i testi biblici
precedenti esprimono.
Certe persone assicurano che il diavolo non esiste; ma dopo aver osservato il
male che è nel mondo, si potranno scusare i semplici che chiedono chi è che cura
gli interessi del diavolo durante la sua presunta assenza.
La Scrittura ci parla de:
1. La sua origine
2. Il suo carattere
3. Le sue attività
4. Il suo destino
1. La sua origine
Leggete Isaia 14:12-15; Ezechiele
28:12-19.
La concezione comune di un diavolo con le corna, le unghie spartite, orrendo a
guardarsi, è stata presa in prestito dalla mitologia pagana e non dalla Bibbia.
Secondo la Bibbia, Satana in origine era Lucifero (letteralmente «il portatore
di luce»), il più glorioso degli angeli. Ma egli orgogliosamente aspirava a
divenire «simile all'Altissimo» e cadde «nella condanna del diavolo» (I
Timoteo 3:6).
Notate lo sfondo del racconto in Isaia 14 e in Ezechiele 28.
Vi sono alcuni che si domandano perché si parla prima ai re di Babilonia e di
Tiro e poi della caduta del diavolo. Una delle ragioni è che il profeta descrive
la caduta di Satana per uno scopo pratico. Alcuni dei re di Babilonia e di Tiro
pretendevano l'adorazione come esseri divini (cfr. Daniele 3:1-12;
Apocalisse 13:15; Ezechiele 28:2 è Atti
12:20-23) e facevano dei loro sudditi i trastulli della loro smisurata
ambizione. Per avvertire questi tali, gli ispirati profeti di Dio sollevarono il
velo sull'oscuro passato e descrissero la caduta dell'angelo ribelle, che disse:
«Io sarò simile a Dio». La lezione era questa: se Dio punì la superbia di questo
grande angelo, non mancherà di giudicare qualsiasi re che osi usurpare il posto
di Dio. Notate come Satana tentò di infettare i nostri progenitori con il suo
spirito (cfr. Genesi 3:5 e Isaia 14:14). Notate come
l'orgoglio e l'ambizione delusi lo consumano ancora, tanto che desidera essere
adorato (Matteo 4:9) come «l'iddio di questo secolo» (II
Corinzi 4:4), un'ambizione che sarà temporaneamente soddisfatta quando
si incarnerà nell'Anticristo (Apocalisse 13:4).
Come condanna per la sua perfidia, Satana fu scacciato dal cielo, insieme ad un
gruppo di angeli che si erano uniti alla sua ribellione (Matteo 25:41;
Apocalisse 12:7; Efesini 2:2; Matteo 12:24).
Egli cercò di guadagnarsi Eva come alleata, ma Dio fece fallire il suo piano e
disse «Io porrò inimicizia tra te e la donna» (Genesi 3:15).
La qualità del carattere di Satana è indicata dai nomi e dai titoli con i quali
è conosciuto.
a. Satana
b. Diavolo
c. Distruttore
d. Serpente
e. Tentatore (Matteo 4:3)
f. Principe e dio di questo mondo (Giovanni 12:31;
II Corinzi 4:4)
a. Satana
Letteralmente significa «avversario» e indica i suoi tentativi maligni e
persistenti di ostacolare i piani di Dio.
L'opposizione di Satana fu specialmente manifestata nei
tentativi di distruggere la linea dalla quale doveva venire il Messia ed
impedire, così, che il piano di Dio si realizzasse; questa sua condotta è
predetta in Genesi 3:15.
Fin dal principio egli ha persistito in questo sforzo. Caino, il primo figlio di
Eva, «era dal maligno, ed uccise il suo fratello» (I Giovanni 3:12).
Dio diede un altro figliuolo ad Eva, Seth, che divenne il seme scelto dal quale
doveva venire il Liberatore del mondo. Ma il veleno del serpente era ancora
all'opera nella razza umana e, con l'andar del tempo, la linea di Seth subì
delle cattive influenze e si deteriorò. Ne risultò l'empietà universale, la
quale attirò il diluvio. Il piano di Dio, però, non fu fermato, perché vi era
una persona giusta, Noè, i cui figliuoli divennero i padri di una nuova razza.
Così fallì il tentativo di Satana di distruggere l'umanità e far naufragare il
piano di Dio.
Da Sem, il figliuolo di Noè, discese Abrahamo, il progenitore del popolo eletto,
attraverso il quale Dio doveva salvare il mondo. Naturalmente gli sforzi del
Nemico dovevano essere diretti contro quella particolare famiglia. Uno scrittore
segue la traccia della segreta opposizione di Satana con i seguenti fatti:
contrapposizione di Ismaele ad Isacco tentativo di Esaù di uccidere Giacobbe;
oppressione degli Israeliti in Egitto.
Satana viene descritto come colui che cerca di distruggere la Chiesa in due
modi: prima dall'interno, con l'introduzione di false dottrine (I Timoteo
4:1; cfr. Matteo 13:38,39), poi dall'esterno, con la
persecuzione (Apocalisse 2:10). La stessa cosa avveniva per
Israele, la Chiesa di Dio dell'Antico Testamento: il culto del vitello d'oro,
all'inizio della vita nazionale di quel popolo, è tipico di ciò che
costantemente è avvenuto attraverso tutta la sua storia. Nel libro di Ester,
poi, abbiamo l'esempio di un altro tentativo di distruggere il popolo eletto. Ma
il popolo di Dio è sopravvissuto sia alla corruzione dell'idolatria sia alla
furia dei persecutori, per la grazia divina che ha sempre preservato un
rimanente fedele.
Quando, nella pienezza dei tempi, il Redentore venne nel mondo nascendo a
Bethlemme, fu progettata la Sua morte dall'empio Erode. Ma, ancora una volta,
Dio prevalse e Satana fu avvilito. Nel deserto Satana cercò di distogliere
l'Unto di Dio dalla Sua missione di salvezza. Fu però sconfitto ed il
Conquistatore «andò attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano
sotto il dominio del diavolo» (Atti 10:38).
Questo grande conflitto attraverso le età raggiungerà il suo culmine quando
Satana sarà definitivamente sconfitto, alla venuta di Cristo.
Significa letteralmente «calunniatore». Satana viene chiamato così perché
calunnia Dio (Genesi 3:2,4,5) e l'uomo (Apocalisse 12:10;
Giobbe 1:9; Zaccaria 3:1,2; Luca 22:31).
È il pensiero espresso nel nome «Apollyon» (greco) e «Abaddon» (ebraico;
Apocalisse 9:11). Ripieno di odio contro il Creatore e contro le Sue
opere, il diavolo si metterà all'opera come distruttore.
«Il serpente antico, che è chiamato Diavolo» (Apocalisse 12:9): ci
richiama alla mente colui che, nella remota antichità, usò il serpente come
mezzo per provocare la caduta dell'uomo.
«Tentare» significa letteralmente «provare» e il termine è usato anche in
relazione all'opera di Dio (Genesi 22:1). Ma mentre Dio prova gli
uomini per il loro bene, per purificarli e sviluppare il loro carattere, Satana
li tenta con il disegno maligno di distruggerli.
f. Principe e dio di questo mondo (Giovanni 12:31;
II Corinzi 4:4)
Questi titoli si riferiscono alla sua influenza sulla società organizzata al di
fuori del volere di Dio («il mondo»): «Tutto il mondo giace nel maligno» (I
Giovanni 2:16). Il mondo, nel senso scritturale,
è la vasta ed attiva assemblea umana, il cui dio trino è onore, piacere,
profitto. A queste tre cose esso subordina tutto e cerca di esaltare e
nobilitare il conseguimento di esse con argomenti intelligenti. A tale scopo ha
a disposizione il vasto macchinario della letteratura, degli affari, del
commercio e del governo, i quali istillano costantemente rispetto per queste tre
cose, mostrandole come l'oggetto di un desiderio encomiabile e lodando
continuamente quelli che le conseguono Giudica tutte le cose dalla posizione
esteriore e dal successo, con false concezioni dell'onore, con false idee sul
piacere e con una falsa stima del valore e dignità della ricchezza. Fa appello
alla parte più bassa della nostra natura, investendola di una falsa e
materialistica raffinatezza.
a. La loro natura
b. La loro sfera
c. Il loro motivo
d. La loro limitazione
a. La loro natura
Satana ostacola l'opera di Dio (I Tessalonicesi 2:18), ostacola
l'Evangelo (Matteo 13:19; II Corinzi 4:4), possiede,
acceca, inganna ed irretisce gli empi (Luca 22:3; II Corinzi
4:4; Apocalisse 20:7,8; I Timoteo 3:7). Egli
affligge (Giobbe 1:12) e tenta (I Tessalonicesi 3:5)
i santi di Dio.
Viene descritto come un essere presuntuoso (Matteo 4:4,5),
orgoglioso (I Timoteo 3:6), potente (Efesini 2:2),
maligno (Giobbe 2:4), subdolo (Genesi 3:1 e II
Corinzi 11:3), ingannatore (Efesini 6:11), furioso e
crudele (I Pietro 5:8).
Egli non limita la sua opera agli empi e depravati, spesso si muove in cerchie
più elevate, come «un angelo di luce» (II Corinzi 11:14). Che egli
frequenti le riunioni religiose è indicato dalla sua presenza al convegno
angelico (Giobbe 1) e da termini quali «dottrine del diavolo»
(cfr. I Timoteo 4:1) o «la sinagoga di Satana» (Apocalisse
2:9) I suoi agenti spesso si atteggiano a «ministri di giustizia» (II
Corinzi 11:15).
La ragione per la quale frequenta le riunioni religiose è la sua malefica
determinazione di distruggere la Chiesa, perché egli sa che una volta che sia
stato tolto il sapore al sale della terra, l'umanità diventerà una sua facile
preda.
Perché Satana ha tanto interesse alla nostra rovina? Joseph Husslein risponde:
Egli odia l'immagine di Dio che è in noi. Odia perfino la natura umana che
portiamo, perché è stata assunta dal Figliuolo di Dio. Egli ha in odio la gloria
esteriore di Dio e noi siamo stati creati per dare gloria a Dio, dalla qual cosa
traiamo anche la nostra felicità imperitura. Odia la stessa felicità alla quale
siamo destinati, perché egli stesso l'ha voluta perdere per sempre. Ci odia per
mille ragioni, e ci invidia.
Come disse un antico scriba giudeo:
Ma per l'invidia del diavolo venne la morte del mondo; e coloro che lo seguono
gli stanno a fianco.
Mentre riconosciamo che Satana è forte, dobbiamo stare attenti a non esagerare
la sua potenza. Per coloro che credono in Cristo, egli è un nemico già vinto (Giovanni
12:31); è forte solo con coloro che gli si sottomettono. Nonostante la
sua collera strepitosa, egli è un vile, perché Giacomo dice: «Resistete al
diavolo, ed egli fuggirà da voi» (Giacomo 4:7). Egli ha potenza,
ma limitata: non può né tentare (Matteo 4:1), né affliggere (Giobbe
1:16), né uccidere (Giobbe 2:6; Ebrei 2:14),
né toccare un credente senza il permesso di Dio.
Fin dal principio, Dio predisse e decretò l'annientamento della potenza che
aveva causato la caduta dell'uomo (Genesi 3:15); l'umiliazione del
serpente nella polvere è stata una rappresentazione simbolica della degradazione
finale e della sconfitta del «serpente antico, il diavolo». La carriera di
Satana è stata sempre una sconfitta. Nel principio egli è stato gettato fuori
dal cielo; durante la tribolazione sarà gettato dai luoghi celesti sulla terra (Apocalisse
12:9); durante il Millennio sarà imprigionato nell'abisso e dopo i mille
anni sarà gettato nello stagno di fuoco (Apocalisse 20:10). Così
la Parola di Dio ci assicura della sconfitta finale del male.
1. Gli angeli caduti
2. I demoni
1. Gli angeli caduti
Gli angeli furono creati perfetti e senza colpa e, come l'uomo? ebbero la
facoltà della scelta Sotto la guida di Satana molti di essi peccarono e furono
scacciati dal cielo (Giovanni 8:44; II Pietro 2:3;
Giuda 1:6). Il peccato per il quale loro ed il loro capo caddero
fu l'orgoglio. Alcuni hanno pensato che la loro ribellione fosse stata
determinata dalla rivelazione della futura incarnazione del Figliuolo di Dio e
del loro obbligo di adorarLo.
La presente dimora degli angeli del male viene indicata, dalle Scritture, come
parte nell'inferno (II Pietro 2:4) e parte nel mondo, specialmente
nell'aria intorno a noi (Giovanni 12:31; Giovanni 14:30;
II Corinzi 4:4; Apocalisse 12:4,7-9). Avendo indotto
gli uomini a peccare, hanno acquistato un grande potere su di loro (II
Corinzi 4:3,4; Efesini 2:2; 6:11,12); questo
potere è stato spezzato per coloro che sono fedeli a Cristo, mediante la
redenzione che Egli ha effettuato (Apocalisse 5:9;
Apocalisse 7:13,14). Gli angeli non sono mai stati partecipi della
redenzione (I Pietro 1:12), ma è stato preparato l'inferno per la
loro punizione eterna (Matteo 25:41).
Le Scritture non descrivono l'origine dei demoni; tale questione sembra fare
parte del mistero che circonda l'origine del male. Tuttavia esse testimoniano
molto chiaramente della reale esistenza e attività di queste creature degradate
(Matteo 12:26,27). Nell'Evangelo vediamo i demoni come degli
spiriti malvagi senza corpo, che entrano nelle persone delle quali si dice che
sono indemoniate. In certi casi più di un demone va ad abitare nella stessa
vittima (Marco 16:9; Luca 8:2). Gli effetti della
loro dimora sono la pazzia ed altri disturbi mentali, nervosi e fisici (Matteo
9:33; Matteo 12:22; Marco 5:4,5), sempre che
la scienza non ne possa spiegare le cause patologiche. La persona che è sotto
l'influenza di un demone non è padrona di sé; lo spirito maligno parla
attraverso le sue labbra o la rende muta, a suo piacimento, la trascina dove
vuole e generalmente la usa come uno strumento, dandole a volte una forza
sovrumana.
Il Dott. Nevius, che è stato missionario in Cina ed ha fatto uno studio accurato
sugli indemoniati, scrive:
Notiamo, nei casi di indemoniati in Cina e in quelli che ci vengono dati dalle
Scritture, una specie di doppia coscienza, ossia azioni ed impulsi direttamente
opposti e contrari. Una donna, a Fuchow, per quanto fosse sotto l'influenza di
un demone che la spingeva a fuggire dalla presenza di Cristo, fu mossa da una
forza maggiore a lasciare la sua casa ed a venire a Fuchow a cercare aiuto da
Gesù.
Le seguenti sono alcune conclusioni dello stesso scrittore, basate su un suo
studio sull'argomento.
La caratteristica che colpisce di più, in questi casi, è l'evidenza nel soggetto
di un'altra personalità, mentre la personalità normale nel frattempo è
parzialmente o totalmente inerte. La nuova personalità presenta tratti di
carattere completamente diversi da quelli che, in realtà, appartengono al
soggetto nello stato normale e questo cambiamento di carattere avviene, salvo
rare eccezioni, nel senso di una perversione morale e di un atteggiamento
impuro... Molte persone, mentre sono indemoniate, danno prova di una conoscenza
che non si può spiegare con mezzi ordinari. Spesso mostrano di conoscere il
Signor Gesù Cristo come una persona divina e manifestano timore e avversione per
Lui.
Notate specialmente questa buona notizia:
Molti indemoniati sono stati guariti con la preghiera a Cristo, o nel Suo nome;
alcuni istantaneamente, altri con difficoltà. Per quanto abbiamo potuto
scoprire, questo metodo di guarigione non ha fallito in nessun caso, neanche se
si è trattato di un caso ostinato o cronico. In nessun caso, per quanto ci è
dato sapere, la malattia è ritornata, se il soggetto è diventato cristiano ed ha
continuato a condurre una vita cristiana... Come risultato dei paragoni che sono
stati fatti, vediamo che i casi che ci si sono presentati in Cina sono completi
e circostanziati e comprendono quasi tutte le caratteristiche di quelli
presentati dalle Scritture.
Qual è il motivo che spinge i demoni ad impossessarsi dei corpi degli uomini? Il
Dott. Nevius risponde:
La Bibbia insegna chiaramente che in tutti i suoi rapporti con la nostra razza,
Satana ha lo scopo di ingannarci e rovinarci, distogliendo le nostre menti da
Dio ed inducendoci a violare la Sua legge, in modo da attirare su noi la Sua
disapprovazione. Questi fini vengono raggiunti attraverso la dimora dei demoni
negli uomini, tramite i quali vengono prodotti effetti preternaturali che agli
ignoranti appaiono divini. Oltre a ciò, viene richiesta adorazione ed
ubbidienza, con false promesse e terribili minacce, infliggendo anche, se l'uomo
non ubbidisce, sofferenze fisiche. In questo modo i riti idolatri e le
superstizioni, infiltratisi tra gli usi e le convenzioni sociali, hanno usurpato
il posto, in quasi tutte le nazioni, della pura adorazione a Dio (vedi I
Corinzi 10:20,21; Apocalisse 9:20; Deuteronomio
32:16; Isaia 65:3). Per ciò che riguarda i demoni stessi,
sembra che essi abbiano delle altre ragioni personali: il possesso di un corpo
umano sembra offrir loro un assai desiderato posto di riposo e di piacere. Il
nostro Salvatore ha parlato di spiriti maligni che vagano in luoghi aridi e
cercano riposo, specialmente nel corpo dell'uomo. Quando vengon privati di un
luogo di riposo nel corpo degli esseri umani, lo cercano nel corpo degli animali
(Matteo 12:43-45).
Martin Lutero disse: «Il diavolo è la scimmia di Dio». In altre parole, il
Nemico imita l'opera di Dio. E certamente la dimora dei demoni nel corpo umano è
una diabolica parodia della più sublime delle esperienze: la dimora dello
Spirito Santo nell'uomo. Notate alcuni paralleli:
1. La dimora dei demoni nel corpo umano significa l'introduzione di una nuova
personalità nell'essere della vittima, facendola, in un certo senso, una nuova
creatura: notate come l'indemoniato gadareno (Matteo 8:29) agiva e
parlava al pari di uno controllato da un'altra personalità. In colui che è
controllato da Dio abita una personalità divina, che è lo Spirito Santo (Giovanni
14:23).
2. I linguaggi ispirati dai demoni sono una parodia satanica dei linguaggi dello
Spirito Santo.
3. È stato osservato che quando una persona si sottomette cosciente mente alla
potenza dei demoni, spesso riceve qualche dono, come quello di predire la
fortuna, quello di medium, ecc. Il Dott. Nevius scrive: «In questa fase, il
soggetto indemoniato ha sviluppato delle capacità da usare ed è disposto ad
essere usato. Egli è lo schiavo ammaestrato, sottomesso e volontario del
demone». Un'imitazione satanica dei doni dello Spirito!
Il Signor Gesù è venuto nel mondo per liberare gli uomini dalla potenza degli spiriti maligni e per metterli sotto il controllo dello Spirito di Dio.